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		<title>Gesù nel cinema</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 06:47:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gbertolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Secondaria II Grado]]></category>
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ci&#242; che ho cominciato.
Ci&#242; che tu hai cominciato:
non sono stato io a iniziarlo.&#8221;
Jesus Christ Superstar
&#160;Indice

Gli esordi&#160;
Verso Hollywood&#160;
Gli anni del new cinema&#160;
Nuove interpretazioni
Ges&#249; nel cinema italiano
Scheda: Il Vangelo secondo Matteo
Scheda: Jesus Christ Superstar
Scheda: Il codice da Vinci

Gli esordi

Il 28 dicembre 1895 i fratelli Lumi&#232;re mostrano la loro invenzione, il cin&#233;matographe, al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&ldquo;Perch&eacute; ho cos&igrave; paura di finire<br />
ci&ograve; che ho cominciato.<br />
Ci&ograve; che tu hai cominciato:<br />
non sono stato io a iniziarlo.&rdquo;<br />
Jesus Christ Superstar</p>
<p><strong>&nbsp;Indice</strong></p>
<ul>
<li><a href="#post_1">Gli esordi</a>&nbsp;</li>
<li><a href="#post_2">Verso Hollywood</a>&nbsp;</li>
<li><a href="#post_3">Gli anni del new cinema</a>&nbsp;</li>
<li><a href="#post_4">Nuove interpretazioni</a></li>
<li><a href="#post_5">Ges&ugrave; nel cinema italiano</a></li>
<li><a href="#post_6">Scheda: Il Vangelo secondo Matteo</a></li>
<li><a href="#post_7">Scheda: Jesus Christ Superstar</a></li>
<li><a href="#post_8">Scheda: Il codice da Vinci</a></li>
</ul>
<div id="post_1" class="post" name="post_1"><strong><span class="titolo_contributo">Gli esordi</span></strong></div>
<div class="post" name="post_1"><span><span class="evidenza"></p>
<p>Il 28 dicembre 1895 i fratelli Lumi&egrave;re mostrano la loro invenzione, il cin&eacute;matographe, al pubblico riunito nella sala del Gran Caf&egrave; del Bulevard des Capucines a Parigi. Neanche due anni dopo, L&eacute;ar realizza <em>La Passion du Christ</em>: per la prima volta la vita di Ges&ugrave; viene rappresentata attraverso immagini in movimento. &Egrave; il 1897, e da allora Ges&ugrave; &egrave; stato protagonista di quasi duecento pellicole, diventando il soggetto maggiormente sfruttato dalla settima arte.&nbsp;<br />
Il film di L&eacute;ar oggi &egrave; andato perduto, ma sembra narrasse la passione del titolo attraverso dodici <em>tableaux vivants </em>ispirati alle stazioni della via Crucis. L&eacute;ar, il cui vero nome era Albert Kirchner, gir&ograve; il suo film a Parigi, utilizzando attori che realmente mettevano in scena una via Crucis in <em>tableaux vivants</em>. <em>La Passion du Christ </em>fece scandalo: molti non erano d&rsquo;accordo nel vedere la figura di Ges&ugrave; proiettata su un lenzuolo. Eppure furono tantissimi i film, prodotti nei primi dieci anni di storia del cinema, a narrare episodi evangelici.<br />
All&rsquo;inizio le pellicole di argomento religioso venivano spesso mostrate davanti a luoghi di culto, in occasioni legate a festivit&agrave; religiose, ponendo cos&igrave; il cinema in diretta continuit&agrave; con le sacre rappresentazioni. Ma ben presto la Chiesa si oppose a questa tendenza, giudicata rischiosa in quanto avrebbe potuto trasformare luoghi sacri in ambienti di spettacolo.&nbsp;<br />
Alla figura di Ges&ugrave; ci sono stati, fin dal principio, approcci radicalmente differenti: basti pensare che sia Georges M&eacute;li&egrave;s che i fratelli Lumi&egrave;re hanno realizzato pellicole di argomento cristologico, ma ognuno a modo suo. Mentre, infatti, i Lumi&egrave;re, producono <em>Vues r&eacute;presentant la vie et la Passion de J&eacute;sus-Christ</em>, nel 1897, tredici <em>tableaux</em>, tredici tappe della vita di Ges&ugrave;, M&eacute;li&egrave;s realizza, un anno dopo, <em>Le Christ marchant sur les eaux</em>, utilizzando i &ldquo;trucchi&rdquo; e le &ldquo;illusioni&rdquo; di cui &egrave; maestro per ricostruire uno dei pi&ugrave; spettacolari miracoli.&nbsp;<br />
Negli anni successivi, per&ograve;, i cineasti sembrano preferire una narrazione di tipo pi&ugrave; realistico, quasi documentaristico, nel trasporre in immagini la vita e la passione di Ges&ugrave;. Per citarne alcuni: <em>Passione di Ges&ugrave; </em>(1900) di Luigi Topi e Ezio Cristofari, <em>La Vie et la Passion de J&eacute;sus-Christ</em> (1902) di Ferdinand Zecca e Lucien Nonguet, <em>Le Christ en Croix </em>(1910) di Louis Feuillade, <em>The Star of Bethlehem </em>(1912) di Lawrence Marston.</p>
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<div id="post_2" class="post" name="post_2"><strong><span class="titolo_contributo">Verso Hollywood</span></strong></div>
<div class="post" name="post_2"><span><span class="evidenza"></p>
<p>Con il passare del tempo, con l&rsquo;affinamento della tecnica e la crescita degli investimenti, cominciano ad essere realizzati veri e propri kolossal: <em>La Vie et la Passion de Notre Seigneur J&eacute;sus-Christ </em>(1906) di Alice Guy, che filma 25 quadri sulla Passione ispirati agli acquerelli di James Tissot, oppure <em>Christus </em>(1916) di Giulio Antamoro, che ripercorre le principali vicende della vita e della passione di Cristo con chiari rimandi alle principali opere della storia dell&rsquo;arte italiana.&nbsp;<br />
Il 1916 &egrave; l&rsquo;anno di <em>Intolerance</em>, di D.W. Griffith. Dopo l&rsquo;uscita di <em>Nascita di una nazione </em>(<em>Birth of a Nation</em>), Griffith fu accusato da pi&ugrave; parti di razzismo e xenofobia; per scagionarsi decise di realizzare <em>Intolerance</em>, un kolossal di circa 180 minuti (ne esistono quattro versioni, due di 197&rsquo; e due di 176&rsquo;) diviso in quattro episodi, legati dal tema dell&rsquo;intolleranza: il primo episodio racconta la caduta di Babilonia come risultato delle lotte tra devoti di differenti divinit&agrave;, il secondo episodio narra di come l&rsquo;intolleranza port&ograve; alla crocifissione di Ges&ugrave;, il terzo ricostruisce il massacro di San Bartolomeo, il quarto tenta di dimostrare come il crimine, il moralismo e i conflitti tra la classe operaia e il capitalismo sfrenato portino alla mortificazione della vita degli americani. <em>Intolerance </em>fu un successo: ancora oggi &egrave; considerato uno dei film pi&ugrave; importanti della storia del cinema.&nbsp;<br />
Simile a <em>Intolerance </em>nella struttura &egrave; <em>Pagine dal libro di Satana </em>(<em>Blade af Satans Bog</em>), film che C.T. Dryer realizza nel 1921. Tratta da un libro di Marie Corelli, anche questa pellicola &egrave; divisa in quattro episodi, legati tra loro dalla tematica delle tentazioni che Satana infligge agli uomini perch&eacute; essi infrangano gli insegnamenti divini. Il primo episodio &egrave; ambientato nel 30 d.C., e racconta di come il demonio assuma le fattezze di un fariseo per tentare Ges&ugrave;.<br />
Con l&rsquo;arrivo del sonoro prima, e della pellicola a colori poi, il cinema di argomento cristologico aumenta la produzione, ma soprattutto gli investimenti e i mezzi impiegati. Sono gli anni dei grandi film hollywoodiani, pellicole di grande presa sul pubblico, con grandi divi a interpretare i ruoli principali. <em>Il Re dei Re </em>(<em>The King of Kings</em>, 1927) di Cecil B. De Mille, &egrave; il primo di questi, e ripercorre le ultime settimane di vita di Ges&ugrave;. Il film ebbe una lunghissima lavorazione, quasi cinque anni, durante i quali il regista, per preservare la spiritualit&agrave; del tema trattato, proib&igrave; ai membri della troupe di assumere comportamenti &ldquo;non biblici&rdquo;: fu vietato loro di giocare a palla, di giocare a carte, di frequentare locali notturni, di nuotare e di viaggiare in auto decappottabili. Una curiosit&agrave; legata al film: uno dei giganteschi cancelli utilizzati all&rsquo;interno della scenografia fu poi &ldquo;prestato&rdquo; al film <em>King Kong </em>(1933) e venne ancora usato nella scena dell&rsquo;incendio di Atlanta di <em>Via col vento</em>. <em>Il Re dei Re </em>si conclude con la prima scena girata in Technicolor della storia del cinema, la scena della Resurrezione.&nbsp;<br />
<em>La Tunica </em>(<em>The Robe</em>, 1953) di Henry Koster, &egrave; invece la prima pellicola a utilizzare il Cinemascope: lo slogan pubblicitario recitava: &ldquo;Un miracolo moderno che potrete guardare senza occhiali&rdquo;, riferimento ai film in 3D che all&rsquo;epoca erano molto apprezzati. Richard Burton &egrave; Gallio, tribuno romano a capo dell&rsquo;unit&agrave; che deve crocifiggere Ges&ugrave;. <em>La Tunica</em> &egrave; l&rsquo;unica pellicola biblica ad avere un seguito: nel 1954 Delmer Daves realizz&ograve; <em>Demetrius and the Gladiators</em>.&nbsp;<br />
Da citare anche <em>La pi&ugrave; grande storia mai raccontata </em>(<em>The greatest story ever told</em>, 1965) di George Stevens, un film costosissimo e lunghissimo (vennero spesi oltre 20 milioni di dollari, e la prima versione durava 260&rsquo;) che segue la vita di Ges&ugrave; dalla nascita alla Resurrezione. Furono ingaggiate star come Max von Sydow, Charlton Heston, Terry Savalas, Angela Lansbury, Donald Pleasance, Sidney Poitier. Le riprese vennero effettuate in Colorado, e non in area mediterranea, come ci si sarebbe aspettato da un film con tale budget. Il regista motiv&ograve; questa scelta dicendo di voler ottenere un effetto di imponenza, di maestosit&agrave; tali che solo i paesaggi americani riescono a procurare. &Egrave; questa la principale caratteristica di tali tipi di film: una spettacolarizzazione della vita e della figura di Ges&ugrave;, intrappolata all&rsquo;interno di stereotipizzazioni dettate dalla tradizione, circondata da immense scenografie colorate ma anche posticce.</p>
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<div id="post_3" class="post" name="post_3"><strong><span class="titolo_contributo">Gli anni del new cinema</span></strong></div>
<div class="post" name="post_3"><span><span class="evidenza"></p>
<p>Per assistere a qualcosa di diverso bisogner&agrave; attendere gli anni &lsquo;60. Nicholas Ray, nel 1961, realizza <em>Il Re dei Re</em>: per la prima la figura di Ges&ugrave; &egrave; affrontata quasi esclusivamente da un punto di vista politico. Il film fu un clamoroso fiasco, all&rsquo;epoca, sebbene oggi sia considerato uno dei pi&ugrave; accorti ritratti della vita di Cristo. Dall&rsquo;invenzione del sonoro molti film americani preferivano non ritrarre il volto di Ges&ugrave;, ma solo le mani (come in <em>Ben-Hur</em>) o le spalle: <em>Il Re dei Re </em>di Ray ruppe questa tradizione, essendo il primo film prodotto da un grande studio americano (la MGM) a mostrare direttamente il suo protagonista. La voce narrante nella versione originale era scritta da Ray Bradbury, e interpretata da Orson Welles, doppiato in italiano da Gino Cervi.<br />
E Orson Welles compare anche ne <em>La Ricotta</em>, l&rsquo;episodio del film Ro.Go.Pa.G.diretto da Pier Paolo Pasolini. Durante le riprese di un film sulla Passione, Stracci, un proletario che interpreta il ruolo del ladrone, tenta in ogni modo di sopravvivere alla fame da cui &egrave; perennemente attanagliato. Riesce infine a mangiare, con l&rsquo;aiuto dei suoi compagni, ma poco prima di girare l&rsquo;ultima scena muore, colpito da indigestione. Il film fu pesantemente attaccato, accusato di blasfemia per il modo parodistico con cui affronta il tema della concezione del sacro. Ne vennero sequestrate tutte le copie, e contro Pasolini si organizz&ograve; un processo per vilipendio alla religione. Particolarmente presa di mira fu la frase finale pronunciata dal personaggio del regista, intepretato da Welles: &ldquo;Crepare &egrave; stato il suo solo modo di fare la rivoluzione&rdquo;, e che infine fu cambiata in: &ldquo;Crepare&#8230; non aveva altro modo di ricordarci che anche lui era vivo.&rdquo;<br />
Luis Bu&ntilde;uel realizza, nel 1969, <em>La via lattea</em>, un duro atto d&rsquo;accusa contro i dogmi e le eresie nate in seno al cattolicesimo. Il film si conclude con un cartello: &ldquo;Tutto ci&ograve; che nel film riguarda la religione cattolica e le eresie cui essa ha dato luogo, in specie dal punto di vista dei dogmi, &egrave; rigorosamente esatto.&rdquo;&nbsp; Un giovane ateo e un vecchio credente incontrano, lungo il pellegrinaggio verso Santiago de Compostela, una serie di personaggi che ripercorrono la storia della vita di Ges&ugrave;, del cristianesimo e dei movimenti eretici. Un film complesso, pieno di riferimenti teologici incomprensibili ai pi&ugrave;, e nonostante questo una bellissima carrellata di duemila anni di storia.</p>
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<div id="post_4" class="post" name="post_4"><strong><span class="titolo_contributo">Nuove interpretazioni</span></strong></div>
<div class="post" name="post_4"><span><span class="evidenza"></p>
<p>Gli anni &lsquo;70 sono gli anni delle contestazioni, e di ricerca di libert&agrave;. Libert&agrave; espressiva, che si traduce in libera interpretazione di tutto ci&ograve; che fino ad allora era giudicato inviolabile. &Egrave; in quest&rsquo;ottica che va letto <em>Giuda uccide il venerd&igrave;</em>, un curioso filmetto italiano del 1972, esordio alla regia di Stelvio Massi, il quale poi diriger&agrave; numerosi film poliziotteschi. Angelo Infanti (il Manuel Fantoni di <em>Borotalco</em>) interpreta un Ges&ugrave;-chitarrista hippy, ucciso al fianco della Maddalena dal racket della prostituzione.&nbsp;<br />
Restando in tema di libere interpretazioni, il 1979 &egrave; l&rsquo;anno in cui i Monty Python, celebre gruppo di comici inglesi, realizzano <em>Brian di Nazareth </em>(<em>Life of Brian</em>). Brian &egrave; un giovane giudeo, &ldquo;gemello&rdquo; di Ges&ugrave;: sono nati nella stessa notte, in due capanne vicine, e infatti i Re Magi sbagliano, appena arrivati, e portano i doni a Brian. Figlio illegittimo di una giudea e di un romano, Minchius Maximus, Brian, per amore di Judith, entra a far parte del Fronte Popolare di Giudea, un&rsquo;organizzazione terroristica che ha come obiettivo lo smantellamento, entro 48 ore, dell&rsquo;intero stato imperialista romano. In seguito a una serie di assurde vicende, tra cui la fuga su una nave stellare aliena, Brian viene scambiato per il Messia, per uno dei tanti Messia che affollano la regione in quel periodo (uno dei suoi seguaci esclama &ldquo;Lui &egrave; il Messia, io ne ho seguiti tanti, li so riconoscere, quando li vedo&rdquo;). Per questo motivo viene arrestato e condannato alla crocifissione, pratica talmente abusata dai Romani, che c&rsquo;&egrave; chi si fa crocifiggere ogni settimana per ammazzare la noia, tanto poi in un modo o nell&rsquo;altro qualcuno viene a salvarlo. Brian invece non viene salvato da nessuno, e muore cantando la canzone &ldquo;Always look on the bright side of life&rdquo;. Al termine, un dialogo fuori campo tra i Monty Python: &ldquo;E ora? Lo facciamo resuscitare cos&igrave; giriamo Brian 2?&rdquo; &ldquo;No, chi vuoi che ci creda!&rdquo;.<br />
Tratto dal romanzo di Nikos Kazantzakis, <em>L&rsquo;ultima tentazione di Cristo</em>, che Martin Scorsese dirige nel 1988, &egrave; la storia di un Ges&ugrave; pi&ugrave; umano, che si sente perseguitato dal Padre, e vorrebbe sfuggirgli. Tormentato dai dubbi, &egrave; lui l&rsquo;artefice della propria storia: inizia la predicazione, entra in Gerusalemme, convince Giuda a tradirlo. Sulla croce, un istante prima di morire, riceve la visita di un angelo che lo libera: Ges&ugrave; pu&ograve; quindi sposarsi con Maddalena e avere dei figli. Un giorno assiste per caso a una predica: &egrave; San Paolo, che sta parlando della resurrezione. Ges&ugrave; tenta di difendersi, di dire che non &egrave; mai avvenuto ci&ograve; che viene detto, ma Paolo risponde che non ha importanza, che &egrave; quello che la gente vuole sentire. Infine, sul letto di morte, riceve la visita degli apostoli, che gli rivelano che tutto questo, questa parte della sua vita, &egrave; opera del demonio. Pentito, Ges&ugrave; si risveglia sulla croce, potendo cos&igrave; spirare per la salvezza degli uomini. Il film suscit&ograve; profonde polemiche, in alcuni paesi come il Messico e il Cile fu vietato per diversi anni, nelle Filippine, a Singapore e in Sud Africa &egrave; vietato tuttora. Addirittura, durante una proiezione a Parigi, un gruppo fondamentalista cristiano attacc&ograve; il cinema con lanci di molotov, ferendo tredici persone.&nbsp;<br />
<em>Il cattivo tenente </em>(<em>The bad lieutenant</em>, 1992), di Abel Ferrara, &egrave; la storia di un poliziotto duro e corrotto, Harvey Keitel, che deve indagare sullo stupro subito da una suora all&rsquo;interno di una chiesa. La suora, per&ograve;, perdona i criminali, e il poliziotto non riesce a spiegarsene il motivo. Lo capir&agrave; nella scena finale, quando gli apparir&agrave; un Ges&ugrave; muto, e il tenente, comprendendo il significato del perdono, decider&agrave; di lasciare vivere i due stupratori.&nbsp;<br />
Ferrara torner&agrave; sull&rsquo;argomento nel 2005, girando in Italia il film <em>Mary</em>, con Juliette Binoche, Forest Whitaker e Mattew Modine. Modine &egrave; un regista/attore, in Palestina per realizzare un film sulla Passione, <em>This is my blood</em>. La Binoche, un&rsquo;attrice francese ingaggiata per interpretare la Maddalena, decide di non partire con il resto della troupe alla fine delle riprese. Comincia cos&igrave; un viaggio spirituale in Terra Santa, ripercorrendo i luoghi del Vangelo.&nbsp;<br />
<em>The Garden </em>(1990), di Derek Jarman, &egrave;, come tutti i film del regista inglese scomparso nel 1994, un&rsquo;opera a met&agrave; tra il film e la videoarte. Quando lo realizz&ograve;, Jarman sapeva gi&agrave; di essere malato di AIDS, e quindi di dover fronteggiare la morte molto presto. Il film non ha quasi completamente dialogo. &Egrave; la storia di una giovane coppia omosessuale arrestata, umiliata, torturata e quindi uccisa. A fare da contraltare a questa vicenda, immagini dell&rsquo;iconografia religiosa reinterpretate in chiave moderna: una Madonna assediata dai paparazzi, un Ges&ugrave; sofferente che osserva il mondo scorrergli accanto, un Giuda utilizzato come spot pubblicitario. Il Garden del titolo &egrave; il giardino dell&rsquo;Eden, che nel film &egrave; rappresentato da una localit&agrave; della campagna inglese, su cui domina una centrale nucleare.&nbsp;<br />
Grande successo ebbe nel 2004 <em>The Passion</em>, di Mel Gibson. Interamente girato in Italia (gli esterni in Basilicata, a Matera, location gi&agrave; usata da Pasolini per il suo <em>Vangelo</em>, e gli interni negli studi di Cinecitt&agrave;), questa pellicola tenta di ricostruire le ultime ore di vita di Ges&ugrave;, soprattutto attraverso la descrizione che ne fa una mistica tedesca vissuta nel XIX secolo, Anna Emmerich. Il regista dice di aver cercato soprattutto il realismo: ecco spiegata la scelta di far parlare i personaggi in aramaico e in latino. Ed ecco spiegata, in teoria, la massiccia dose di violenza cui il corpo di Ges&ugrave; (o meglio dell&rsquo;attore James Caviezel) viene sottoposto. Il film, stroncato dalla critica, scaten&ograve; feroci dibattiti, soprattutto per l&rsquo;uso eccessivo di violenza e le accuse di antisemitismo mosse a Mel Gibson.</p>
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<div id="post_5" class="post" name="post_5"><strong><span class="titolo_contributo">Ges&ugrave; nel cinema italiano</span></strong></div>
<div class="post" name="post_5"><span><span class="evidenza"></p>
<p>Dagli anni &lsquo;80 in avanti il cinema italiano si &egrave; occupato molto della figura di Ges&ugrave;, producendo pellicole con evidenti intenti didascalici, ma anche film pi&ugrave; leggeri. Non fa parte di queste categorie <em>L&rsquo;inchiesta</em> (1986) di Damiano Damiani, una riflessione sul potere eversivo del messaggio cristiano. Keith Carradine &egrave; Tauro, inviato da Tiberio a Gerusalemme per indagare sulla misteriosa scomparsa del corpo di un giovane falegname, Ges&ugrave;. Qui Tauro si scontra contro il potere di Ponzio Pilato (Harvey Keitel), che fa di tutto per mantenere nascosta la vicenda. L&rsquo;incontro con Maria Maddalena far&agrave; comprendere a Tauro ci&ograve; che veramente &egrave; successo, e lo far&agrave; scappare via dalla Palestina, terrorizzato.&nbsp;<br />
Gi&agrave; nel 1976 ci fu un film di grande successo, molto citato ancora oggi, <em>Ges&ugrave; di Nazareth </em>di Franco Zeffirelli, con Robert Powell a coprire il ruolo di Cristo. Un film per certi versi barocco, figlio di una visione cristologica assolutamente tradizionale, di cui comunque si &egrave; gi&agrave; detto e scritto molto.&nbsp;<br />
Nel 1993 Giovanni Veronesi dirige <em>Per amore solo per amore</em>, un film sulla Sacra Famiglia, dal punto di vista di Giuseppe (Diego Abatantuono). Il falegname Giuseppe si innamora di Maria, e la sposa, nonostante la differenza d&rsquo;et&agrave; e nonostante che la giovane sia gi&agrave; incinta, non si sa di chi. Film leggero nei contenuti e nella realizzazione &egrave; anche <em>I giardini dell&rsquo;Eden </em>(1998) di Alessandro D&rsquo;Alatri, che tenta di investigare gli anni dell&rsquo;apprendistato di Ges&ugrave;, dai dodici ai trenta.&nbsp;<br />
Forse pi&ugrave; interessante &egrave; <em>Jesus</em>, un film per la televisione prodotto dalla RAI nel 1999 per la regia di Roger Young, che si avvale di un cast d&rsquo;eccezione: Jeremy Sisto, Jacqueline Bisset, Armin Mueller-Stahl, Luca Zingaretti. Interessante per la scelta di &ldquo;traslare&rdquo; le tentazioni: il Satana che appare a Ges&ugrave;, gli mostra gli orrori che il cristianesimo compir&agrave; nel suo nome:&nbsp; le crociate, l&rsquo;Inquisizione, la caccia alle streghe, i genocidi degli indigeni americani. Nonostante ci&ograve;, Ges&ugrave; deve seguire il volere del Padre.&nbsp;<br />
Va infine citata una pellicola che, quando usc&igrave;, fece scoppiare accesissime polemiche, venne inizialmente sequestrata ma poi, con una rapida modifica alla legge sulla censura, fu proiettata, sebbene per poco tempo. Si tratta di <em>Tot&ograve; che visse due volte</em> (1998) di Daniele Cipr&igrave; e Franco Maresco, due registi noti per le incursioni televisive di Cinico Tv. Ambientato in una Palermo apocalittica e deserta, un mondo senza donne (i ruoli femminili sono interpretati da uomini travestiti) e senza Dio, &egrave; diviso in tre episodi, all&rsquo;interno dei quali viene ritratta un&rsquo;umanit&agrave; impegnata a soddisfare esclusivamente i bisogni primari e i propri istinti animaleschi. Del primo episodio &egrave; protagonista Paletta, lo scemo del villaggio, mosso esclusivamente da un fortissimo impulso sessuale, e che proprio per soddisfare questo impulso ruba le offerte da una edicola votiva. Nel secondo episodio Fef&egrave; va alla veglia funebre di Petrinu, di cui era amante, ma nemmeno davanti alla salma riesce a trattenersi, e ruba al morto un anello che rivende per comprare del formaggio. Infine, il terzo episodio racconta di un vecchio e burbero Messia, Tot&ograve; (abbreviazione di Salvatore) che resuscita Lazzaro, e per questo viene punito e sciolto nell&rsquo;acido da Don Tot&ograve;, un boss della mafia. Il corpo del Messia non pu&ograve; quindi essere crocifisso, e al suo posto viene condannato, insieme a Paletta e a Fef&egrave;, un handicappato che poco prima aveva violentato un angelo e una statua della Madonna. &Egrave; facile capire, da una trama riassunta cos&igrave; brevemente, cosa abbia profondamente scandalizzato. Eppure il film non &egrave; affatto leggero, ma frutto di una accorta e sofferta riflessione su una umanit&agrave; senza morale.</p>
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<div id="post_6" class="post" name="post_6"><span style="color: #0000ff"><strong><span class="titolo_contributo">Scheda: Il Vangelo secondo Matteo</span></strong></span></div>
<div class="post" name="post_6"><span class="evidenza"></p>
<p style="text-align: justify"><em><img hspace="10" alt="" align="left" width="292" height="205" src="http://idr.seieditrice.com/wp-content/uploads/NPAJ3_1_82-copia[1].jpg" />Il Vangelo secondo Matteo </em>deluse le aspettative di quanti, dopo le polemiche e il processo scatenati dall&rsquo;uscita de <em>La ricotta</em>, probabilmente si aspettavano un nuovo film scandaloso e iconoclasta. Invece la nuova opera di Pasolini, pur suscitando accesi dibattiti, piacque, soprattutto agli ambienti cattolici pi&ugrave; progressisti, che la interpretarono nello spirito del Concilio Vaticano II, a partire dalla dedica &ldquo;alla cara, lieta, familiare memoria di Giovanni XXIII&rdquo;.<br />
Nel 1972 Pasolini, dopo aver vagliato alcuni personaggi dalla forte valenza simbolica (Kerouac, Ginsberg, Evetushenko), decise di far interpretare Ges&ugrave; a Enrique Irazoqui, giovane sindacalista spagnolo, in Italia per cercare rifugio dalla dittatura franchista. Doppiato da Enrico Maria Salerno, Ges&ugrave;/Irazoqui &egrave; una figura assolutamente rivoluzionaria: un Cristo giovane, insicuro eppure mosso da forze superiori (le inquadrature dal basso durante i miracoli hanno proprio lo scopo di sottolineare la sua potenza, quasi involontaria), in aperto contrasto con la tradizione iconografica. Una figura carismatica, divina s&igrave; ma allo stesso tempo dotata di una umana imperfezione.&nbsp;<br />
Il film &egrave; interamente girato tra i Sassi di Matera, utilizzando un linguaggio da cin&eacute;ma-v&eacute;rit&eacute; che affianca la scelta di spogliare il messaggio evangelico da ogni interpretazione cristiana. <em>L&rsquo;Osservatore Romano</em>, infatti, defin&igrave; il film &ldquo;fedele al racconto, non all&rsquo;ispirazione del Vangelo&rdquo;. Dice Pasolini: &ldquo;La mia idea &egrave; questa: seguire punto per punto il Vangelo secondo Matteo, senza farne una sceneggiatura o riduzione. Tradurlo fedelmente in immagini, seguendone senza una omissione o un&#8217;aggiunta il racconto. Anche i dialoghi dovrebbero essere rigorosamente quelli di San Matteo, senza nemmeno una frase di spiegazione o di raccordo: perch&eacute; nessuna immagine o nessuna parola inserita potr&agrave; mai essere all&#8217;altezza poetica del testo.&rdquo;<br />
Ruolo importante ha la musica: Mozart, Bach, ma anche canti gospel e cori russi, a sottolineare come il sacro sia un linguaggio universale, proprio come la musica, che trascende ogni differenza di culto e tradizione.</p>
<p></span></div>
<div class="post" name="post_6" style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div class="post" name="post_6"><span class="evidenza"></p>
<p><a class="top" title="Torna su" href="#top">Torna su</a></p>
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<div id="post_7" class="post" name="post_7" style="text-align: justify"><span style="color: #0000ff"><strong><span class="titolo_contributo">Scheda: Jesus Christ Superstar</span></strong></span></div>
<div class="post" name="post_7" style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div class="post" name="post_7"><span class="evidenza"></p>
<p style="text-align: justify"><em><img hspace="10" alt="" align="left" width="300" height="183" src="http://idr.seieditrice.com/wp-content/uploads/Pajer2_79-copia[1].jpg" />Jesus Christ Superstar </em>(1973), trasposizione cinematografica del musical di Andrew Lloyd Webber e Tim Rice, per la regia di Norman Jewison, &egrave; probabilmente l&rsquo;opera rock pi&ugrave; famosa di tutti i tempi. Narra gli ultimi giorni della vita di Ges&ugrave;, attraverso la messa in scena che un gruppo di hippy ne fa, in mezzo al deserto. Non c&rsquo;&egrave; alcuna ricostruzione storica (i soldati romani sono armati di mitra e nel cielo passano aerei da guerra), solo profonde interpretazioni psicologiche. &Egrave; l&rsquo;unica opera a narrare la Passione di Ges&ugrave;, in cui per&ograve; il protagonista &egrave; Giuda (tra l&rsquo;altro un Giuda di colore, interpretato dal portentoso Carl Anderson).&nbsp;<br />
Dopo una ouverture in cui si vede un gruppo di attori arrivare nel deserto, il film inizia con Giuda, appollaiato su una roccia, quasi un corvo, solitario, che rimprovera Ges&ugrave; di aver messo &ldquo;troppo Paradiso&rdquo; nelle teste degli apostoli; all&rsquo;inizio era diverso, quando lo chiamavano &ldquo;uomo&rdquo;, ma ora &ldquo;tu hai iniziato a credere alle cose che si dicono di te&rdquo;. D&rsquo;altra parte, i dodici sono rappresentati come poco ricettivi, rimproverano Giuda per le sue continue critiche e cantano &ldquo;quando saremo vecchi, andremo in pensione e scriveremo i Vangeli, cos&igrave; tutti parleranno di noi&rdquo;. Momento bellissimo del film &egrave; quello della notte nei Getsemani: poco prima dell&rsquo;arresto, Ges&ugrave; ammette di non avere il coraggio di bere l&rsquo;amaro calice, di essersi spinto troppo oltre, chiede al Padre di fermare tutto: &ldquo;se muoio, quale sar&agrave; la mia ricompensa?&#8230; voglio sapere perch&eacute; devo morire. Lascia che mi odino, mi colpiscano, mi facciano male, mi inchiodino alla croce, ma guardami morire&rdquo;, e dopo una serie di quadri sulla Passione e sulla Crocifissione: &ldquo;Va bene, uccidimi, ma prendimi ora, prima che io cambi idea.&rdquo; Inizialmente attaccato dal Vaticano per la lettura troppo umana di Ges&ugrave;, il film venne successivamente riabilitato. Riscosse per&ograve; uno straordinario successo di pubblico, e il musical di Lloyd Webber &egrave; tuttora rappresentato in tutto il mondo.<br />
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<p style="text-align: justify"><a class="top" title="Torna su" href="#top">Torna su</a></p>
<div id="post_8" class="post" name="post_8" style="text-align: justify"><span style="color: #0000ff"><strong><span class="titolo_contributo">Scheda: Il Codice Da Vinci</span></strong></span></div>
<div class="post" name="post_8" style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div class="post" name="post_8"><span class="evidenza"></p>
<p style="text-align: justify"><em>Costosissima pellicola hollywoodiana tratta da un best-seller di successo, </em><em>Il codice Da Vinci</em> (2006) racconta l&rsquo;indagine di Robert Langdon, un professore di Harvard, e di Sophie Neveu, all&rsquo;inseguimento di uno dei misteri pi&ugrave; affascinanti dell&rsquo;era cristiana: il Santo Graal, la coppa usata nell&rsquo;ultima cena, nella quale Giuseppe d&rsquo;Arimatea raccolse il sangue del Cristo morto (coppa alla quale era gi&agrave; stato dedicato Indiana Jones e l&rsquo;ultima crociata).&nbsp;<br />
Nonostante il suo contenuto chiaramente di finzione, il film ha scatenato un dibattito globale, sia per il ritratto che emerge dell&rsquo;Opus Dei, sia per i contenuti cristologici. In realt&agrave; si tratta di teorie in circolazione gi&agrave; da diversi anni, quelle secondo cui Maria Maddalena, incinta di Ges&ugrave;, sarebbe fuggita dalla Palestina, per approdare in Francia, dove avrebbe dato origine alla discendenza del Figlio di Dio. Custode del terribile segreto &egrave; il Priorato di Sion, una societ&agrave; che da secoli governa i principali avvenimenti storici, con uno scopo: riportare sul trono di Francia la dinastia dei Merovingi, eredi diretti di Ges&ugrave;. Tutto ci&ograve; nasce dalle misteriose scoperte che un abate, Sauni&egrave;re (nel film il nonno di Audrey Tatou), avrebbe fatto nel XIX secolo, ristrutturando l&rsquo;altare della sua chiesa: non si sa cosa abbia scoperto, n&eacute; tanto meno se abbia scoperto qualcosa, ma la leggenda vuole che, nascoste sotto l&rsquo;altare fossero alcune pergamene contenenti la discendenza di Ges&ugrave;.&nbsp;<br />
Di sicuro le polemiche hanno giovato al film, che ha avuto notevoli incassi e ha permesso al regista, Ron Howard, di continuare questo filone di &ldquo;mystic-thriller&rdquo; realizzando, nel 2009, <em>Angeli e demoni</em>, seguito di <em>Il codice Da Vinci</em>.&nbsp;<br />
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		<title>I volti del Cristo</title>
		<link>http://idr.seieditrice.com/documenti/secondaria-i-grado/i-volti-del-cristo-2/</link>
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		<pubDate>Wed, 09 Jun 2010 16:17:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gbertolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Secondaria I Grado]]></category>
		<category><![CDATA[arte sacra]]></category>
		<category><![CDATA[Cristo]]></category>

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		<description><![CDATA[L'arte sacra ha raccontato, nel corso dei secoli, l'agire del Cristo narrato dai Vangeli, attraverso alcuni elementi ricorrenti. Presentiamo qui le figure del Cristo creatore, re, mediatore, Maestro, giudice, buon pastore.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cos&igrave; come i racconti evangelici parlano di un Cristo che insegna, accompagna come un pastore, regna come un re, allo stesso modo l&rsquo;arte lo rappresenta come pastore, re, maestro e cos&igrave; via&hellip; Sono le immagini dell&rsquo;agire di Cristo, che l&rsquo;arte ha raccontato con alcuni elementi fissi, che cercheremo di mettere in rilievo perch&eacute; possiamo riconoscerli, ogni volta che li incontriamo nei luoghi sacri cristiani. <br />
L&rsquo;arte ha un linguaggio particolare per comunicare i suoi messaggi, ma ogni particolare delle immagini sacre non ha solo un aspetto &laquo;decorativo&raquo;, ne ha anzi uno profondo, che si pu&ograve; riconoscere con un poco di attenzione.</p>
<p><strong><span id="indice">Indice</span></strong></p>
<div class="indice" name="post_0">
<ul>
<li><a href="#post_1">Cristo che crea ogni cosa</a>&nbsp;</li>
<li><a href="#post_2">Cristo re</a>&nbsp;</li>
<li><a href="#post_3">Il Mediatore</a>&nbsp;</li>
<li><a href="#post_4">Il Maestro</a>&nbsp;</li>
<li><a href="#post_5">Cristo giudice</a>&nbsp;</li>
<li><a href="#post_6">Cristo pastore</a>&nbsp;</li>
</ul>
</div>
<div id="post_1" class="post" name="post_1"><strong><span class="titolo_contributo">Cristo che crea ogni cosa</span></strong></div>
<div class="post" name="post_1"><span></p>
<p style="text-align: justify"><img hspace="10" alt="Maestri bizantini-veneziani: Cristo pantocratore benedicente, mosaico, 1182-prima met&agrave; 1200; Monreale (Pa), Duomo." align="left" width="200" height="280" src="http://idr.seieditrice.com/wp-content/uploads/Cristo pantocratore.jpg" />L&rsquo;immagine raffigura il Cristo nell&rsquo;atto di creare ci&ograve; che esiste: si chiama Cristo <em>pantokr&agrave;tor</em>, parola greca che significa appunto creatore (<em>Kr&agrave;tor</em>) di tutto (<em>panta</em>). Questa immagine dimostra la grandezza dell&rsquo;atto del creare, la totale differenza tra il Cristo e le cose create, che sono tutte infinitamente pi&ugrave; piccole&hellip;<br />
Il Cristo pantocratore &egrave; raffigurato normalmente nell&rsquo;abside della chiesa, con proporzioni molto grandi.&nbsp;Nel caso del duomo di&nbsp;Monreale (Palermo) raffigurato qui a&nbsp;lato occupa tutta la cupola centrale; non &egrave; affiancato da altre figure ed &egrave; raffigurato solo, a mezzo busto.<br />
Lo sfondo &egrave; dorato, perch&eacute; l&rsquo;oro &egrave; il colore che in queste immagini rappresenta la dimensione divina, mentre il cielo, la terra, gli altri elementi appartengono alla realt&agrave; umana.<br />
Il Cristo regge in mano un rotolo scritto, talvolta un libro: &egrave; la raffigurazione del fatto che il Cristo ha rivelato con le sue parole, raccolte poi nei Libri sacri, il messaggio della salvezza cristiana. Cristo &egrave; la Parola.<br />
L&rsquo;altra mano del Cristo ha un gesto benedicente, con alcune dita sollevate e le altre abbassate. &Egrave; il gesto con cui si richiama la potenza divina sulle cose.<br />
L&rsquo;immagine nel suo insieme vuole evocare la potenza di Cristo, la sua divinit&agrave;, la sua grandezza a fronte della piccolezza umana. Proprio per via di questa sua grandezza ha potuto creare ogni cosa che esiste.</p>
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<div class="post" name="post_1" style="text-align: justify">&nbsp;</div>
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<p><a class="top" title="Torna su" href="#top">Torna su</a></p>
<div id="post_2" class="post" name="post_2" style="text-align: justify"><strong><span class="titolo_contributo">Cristo re</span></strong></div>
<div class="post" name="post_2" style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div class="post" name="post_2"><span></p>
<p style="text-align: justify"><img hspace="10" alt="Ges&ugrave; benedicente seduto in trono con il Vangelo, dettaglio del mosaico bizantino (XII secolo) che sovrasta il portale d'ingresso dell'Abbazia di San Nilo intitolata alla Santissima Madre di Dio, di rito ortodosso, fondata nel 1004, Grottaferrata (Roma)." vspace="5" align="right" width="250" height="308" src="http://idr.seieditrice.com/wp-content/uploads/Cristo re.jpg" />Questo mosaico, che sovrasta il portale d&#8217;ingresso dell&#8217;Abbazia&nbsp;di San Nilo a Grottaferrata (Roma),&nbsp;raffigura Cristo nella sua regalit&agrave;, come Signore di tutto l&rsquo;universo. L&rsquo;immagine prende spunto dalla realt&agrave; politica: Cristo &egrave; raffigurato con le stesse caratteristiche di un imperatore romano, anche se chi osservava l&rsquo;immagine doveva cogliere immediatamente la differenza tra la potenza umana di un re e la potenza divina del Cristo.<br />
Il trono &egrave; l&rsquo;elemento caratteristico della figura regale del Cristo. In questo caso, &egrave; adornato con intarsi, stoffe preziose, cuscini ricamati. Talvolta Cristo siede su un trono appoggiato sull&rsquo;universo o tiene in mano un piccolo globo che rappresenta l&rsquo;universo di cui &egrave; signore.<br />
La posizione seduta del Cristo &egrave; quella che potevano tenere i re nelle assemblee pubbliche, a differenza di tutti gli altri dignitari di corte che dovevano restare in piedi: questo &egrave; il motivo per cui spesso il Cristo re &egrave; raffigurato tra apostoli o santi, tutti in piedi al suo fianco. <br />
Il volto del Cristo ha i tratti di un uomo maturo, con i capelli e la barba lunghi. Non &egrave; sempre stato rappresentato cos&igrave;: nella prima arte cristiana Cristo ha spesso l&rsquo;aspetto di un uomo pi&ugrave; giovane, senza barba, con il volto meno maturo. La scelta di rappresentarlo con questo aspetto, che poi conserver&agrave; nel corso della storia artistica, deriva forse dal fatto di volerlo accostare alle figure umane e divine che nel mondo classico avevano pi&ugrave; autorit&agrave;: Giove o l&rsquo;imperatore.<br />
I colori dell&rsquo;abito di Cristo diventeranno tipici di buona parte delle sue rappresentazioni sia nell&rsquo;arte antica, sia nelle icone russe, sia nell&rsquo;arte europea. Non sono colori scelti a caso: il rosso rappresenta la regalit&agrave;, l&rsquo;azzurro la divinit&agrave;.</p>
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<div class="post" name="post_2" style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<p style="text-align: justify"><a class="top" title="Torna su" href="#top">Torna su</a></p>
<div id="post_3" class="post" name="post_3" style="text-align: justify"><strong><span class="titolo_contributo">Il Mediatore</span></strong></div>
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<div class="post" name="post_3"><span></p>
<p style="text-align: justify"><img hspace="5" alt="Ges&ugrave; in trono, miniatura, XI secolo." align="left" width="300" height="387" src="http://idr.seieditrice.com/wp-content/uploads/Il Mediatore.jpg" />Spesso l&rsquo;immagine di Ges&ugrave; &egrave; posta all&rsquo;interno di una figura geometrica che assomiglia a una mandorla: &egrave; raffigurato cos&igrave; non solo nella pittura ma anche nei bassorilievi, sopra ai portali delle chiese, sui capitelli, nei manoscritti, ecc. <br />
La &laquo;mandorla&raquo; ha una funzione particolare: il Cristo occupa la parte centrale, mentre i vertici sono rivolti uno in alto e uno in basso, uno cio&egrave; tocca il cielo e l&rsquo;altro la terra. Questa &egrave; la funzione del Cristo: unire con la sua vita e con la sua Parola ci&ograve; che sta sulla terra con ci&ograve; che sta nel cielo. <br />
Cristo &egrave; seduto come in trono, ma il suo trono non &egrave; quello della regalit&agrave;, come nell&rsquo;immagine precedente: &egrave; il mondo, l&rsquo;universo, rappresentato qui con sfere colorate sovrapposte. Questa immagine &egrave; l&rsquo;espressione della potenza di Cristo. <br />
Le persone ai piedi di Ges&ugrave; sono due apostoli, Giacomo e Giovanni. La scena si rif&agrave; all&rsquo;episodio evangelico della trasfigurazione (Matteo 17,1-8; Marco 9,2-8; Luca 9,28-36), in cui Ges&ugrave; aveva chiesto a quegli apostoli e a Pietro di seguirlo sulla montagna, dove si era mostrato in tutta la sua forza divina. Gli apostoli avevano allora detto che per loro era &laquo;bello stare l&igrave;&raquo;, e che avrebbero preparato delle tende per restare anche la notte, al riparo. A partire da quell&rsquo;episodio, si sono rappresentate immagini simili della potenza divina del Cristo.<br />
Nei quattro tondi a fianco dell&rsquo;immagine del Cristo sono raffigurati i quattro evangelisti.<br />
I colori dello sfondo distinguono gli ambiti diversi della scena: la terra con il colore verde per gli apostoli, il cielo azzurro per la zona che si pone tra l&rsquo;umano e il divino, e infine i colori luminosi del rosa e dell&rsquo;oro, quelli propri dell&rsquo;aurora, per il cielo pi&ugrave; alto, dove si immaginava si trovasse la sede degli angeli, dei santi, di Dio stesso.</p>
<p style="text-align: justify"><a class="top" title="Torna su" href="#top">Torna su</a><br />
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<div id="post_4" class="post" name="post_4" style="text-align: justify"><strong><span class="titolo_contributo">Il Maestro</span></strong></div>
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<p style="text-align: justify"><img hspace="10" alt="Beato Angelico, Il discorso della montagna; Firenze, Convento di San Marco." align="right" width="250" height="247" src="http://idr.seieditrice.com/wp-content/uploads/Il Maestro.jpg" />Una delle immagini pi&ugrave; frequenti di Ges&ugrave; &egrave; quella del rabbi, del maestro: Cristo, circondato dai suoi ascoltatori, spiega il contenuto della rivelazione. <br />
In questa rappresentazione del Beato Angelico, conservata nel convento di&nbsp;San Marco (Firenze), la figura del Cristo-maestro &egrave; tutta &laquo;terrena&raquo;, con il richiamo al cielo solo nella mano che indica verso l&rsquo;alto e che, contemporaneamente, richiede l&rsquo;attenzione degli ascoltatori.<br />
I discepoli lo circondano come i discepoli di un filosofo dell&rsquo;antichit&agrave;. Sono di spalle come chi guarda la scena, per poter rendere &laquo;discepoli&raquo; anche coloro che osservano il quadro.<br />
L&rsquo;ambientazione &egrave; un paesaggio roccioso, perch&eacute; l&rsquo;affresco riproduce la scena del discorso della montagna, in cui Ges&ugrave; aveva insegnato quali dovevano essere i pi&ugrave; importanti punti di riferimento per l&rsquo;uomo, le &laquo;beatitudini&raquo; (Luca 6,20-23, Matteo 5,1-12). Non &egrave; un caso, per&ograve;, che Cristo sia maestro in un luogo esterno: &egrave; sempre cos&igrave; per lui, tranne quando da bambino si trov&ograve; a insegnare ai dottori del Tempio di Gerusalemme. In seguito i Vangeli riferiscono che il suo &egrave; stato un insegnamento tra la gente, per le strade, come accadeva per gran parte dei maestri e dei filosofi antichi.</p>
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<div id="post_5" class="post" name="post_5" style="text-align: justify"><strong><span class="titolo_contributo">Cristo giudice</span></strong></div>
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<p style="text-align: justify"><img hspace="10" alt="Michelangelo Buonarroti, Giudizio universale, particolare, 1534-1541, affresco; Citt&agrave; del Vaticano, Cappella Sistina." align="left" width="380" height="253" src="http://idr.seieditrice.com/wp-content/uploads/Cristo giudice.jpg" />Una delle immagini pi&ugrave; rappresentate sui muri delle chiese &egrave; quella di Cristo giudice, che separa nel giorno finale i buoni dai malvagi e li destina in due luoghi diversi: il cieli per gli uni e l&rsquo;inferno per gli altri. &Egrave; un&rsquo;immagine molto potente e drammatica, che i pittori hanno rappresentato con grande ampiezza, come nel caso del Giudizio universale di Michelangelo, riprodotto qui accanto. Oggi la riflessione cristiana tende a mitigare questa immagine di Cristo giudice, privilegiando quella di un Cristo del perdono, che accoglie chi ha commesso anche atti gravi, purch&eacute; capisca di avere sbagliato e cerchi di cambiare.<br />
Cristo giudice &egrave; raffigurato in cielo, con la mano alzata nell&rsquo;atto di emettere il giudizio. Spesso la sua immagine richiama quella di un giudice terreno, che emette il giudizio tra contendenti in un tribunale.<br />
La sua sentenza separa i dannati dai giusti; normalmente i dannati sono raffigurati mentre precipitano nella profondit&agrave; degli inferi, dove subiranno il castigo eterno, torturati da creature maligne, i diavoli. I giusti, invece, sono rappresentati mentre salgono verso il cielo, dove andranno a raggiungere i santi, gli angeli, i profeti, coloro che hanno gi&agrave; dimostrato la loro fede e possono per questo stare alla presenza di Dio, in una condizione di gioia eterna e perfetta.</p>
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<div id="post_6" class="post" name="post_6" style="text-align: justify"><strong><span class="titolo_contributo">Cristo pastore</span></strong></div>
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<p style="text-align: justify"><img hspace="10" alt="Cristo Pastore, mosaico, IV secolo; Aquileia, Museo Archeologico." align="right" width="250" height="279" src="http://idr.seieditrice.com/wp-content/uploads/Cristo pastore1.jpg" />Un&rsquo;altra rappresentazione frequente del Cristo &egrave; quella del pastore del gregge. Come testimoniano i Vangeli, Ges&ugrave; us&ograve; pi&ugrave; volte nei suoi discorsi questa immagine per avvicinarsi alla mentalit&agrave; di chi lo ascoltava, legata al lavoro dei campi o sul mare. <br />
Essere un pastore significava badare al gregge, curarlo, proteggerlo dai pericoli e dalle malattie, far s&igrave; che potesse crescere. L&rsquo;immagine di Cristo pastore vuole significare l&rsquo;attenzione di Dio per l&rsquo;uomo, la sua cura intensa e paziente.<br />
All&rsquo;opposto del Cristo giudice, il Cristo pastore &egrave; raffigurato in panni umani, quelli dei pastori dell&rsquo;epoca. Unico oggetto distintivo &egrave; il bastone, che serviva per salire sulla montagna, e al quale spesso era attaccato un campanello per richiamare le pecore. Quel bastone &egrave; usato ancora oggi dai vescovi e dal papa come segno della loro funzione di &laquo;pastori&raquo; del popolo cristiano.<br />
In questo mosaico non compaiono pecore ma capre. Sono raffigurate come animali tranquilli e fiduciosi, intenti a brucare, mentre il pastore vigila su di loro; l&rsquo;immagine vuole comunicare la sicurezza di chi si affida al pascolo preparato da Cristo.</p>
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		<title>Tre grandi Padri di Israele</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Apr 2010 10:17:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gbertolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Secondaria I Grado]]></category>
		<category><![CDATA[Secondaria II Grado]]></category>
		<category><![CDATA[Abramo]]></category>
		<category><![CDATA[Davide]]></category>
		<category><![CDATA[Mosè]]></category>
		<category><![CDATA[patriarchi]]></category>

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		<description><![CDATA[Abramo
Ad Abramo la cultura ebraica affida un ruolo centrale; &#232; il capostipite del popolo d&#8217;Israele ed &#232; colui che accetta di stringere una Promessa con Dio. Tuttavia, anche il cristianesimo e l&#8217;islam considerano Abramo come un punto d&#8217;origine. Ad Abramo, infatti, si lega l&#8217;immagine di un uomo che cambia una tradizione radicata, la fede che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff"><span style="font-size: medium"><span><strong><span>Abramo</span></strong></span></span></span></p>
<div style="text-align: justify">Ad Abramo la cultura ebraica affida un ruolo centrale; &egrave; il <strong>capostipite </strong>del popolo d&rsquo;Israele ed &egrave; colui che accetta di stringere una Promessa con Dio. Tuttavia, anche il cristianesimo e l&rsquo;islam considerano Abramo come un punto d&rsquo;origine. Ad Abramo, infatti, si lega l&rsquo;immagine di un uomo che cambia una tradizione radicata, la fede che il suo popolo aveva in molti dei, affidandosi a un&rsquo;idea nuova, a una fede nuova. Questo &egrave; l&rsquo;aspetto della figura di Abramo che viene considerato comune alle tre religioni monoteiste, l&rsquo;atto cio&egrave; di un uomo che ha scelto autonomamente di <strong>credere in un solo Dio</strong>. Un trattato cristiano su Abramo scritto da Filone Alessandrino (nel II secolo d. C.) dice infatti che il viaggio di Abramo simboleggia il viaggio dell&rsquo;anima dal politeismo alla conoscenza di s&eacute; e da qui alla conoscenza di Dio. Anche il Corano dice: &quot;Abramo non era n&eacute; ebreo n&eacute; cristiano, era monoteista&rdquo;.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><span style="color: #ff0000"><strong>I tre ospiti e il sacrificio di Isacco</strong></span></div>
<div style="text-align: justify">Ormai anziano &#8211; ha quasi cento anni -&nbsp;Abramo riceve una visita inattesa. Sono tre uomini che chiedono ospitalit&agrave;. Mentre mangiano vicino a un boschetto di querce, presso Mamre, Abramo capisce che i tre uomini sono in verit&agrave; angeli divini e uno di essi predice a Sara, la moglie di Abramo, anziana quanto lui, che avr&agrave; un figlio entro un anno. &Egrave; la ricompensa per la fedelt&agrave; a Dio.</div>
<div style="text-align: justify">Il particolare del mosaico riprodotto qui sotto, che si trova nella basilica di San Vitale a Ravenna, rappresenta proprio i tre angeli, che nella tradizione cristiana sono stati reinterpretati come immagine della <strong>Trinit&agrave;</strong>. Anche la nascita di Isacco, annunciata&nbsp;a Sara, &egrave; stata vista&nbsp;come immagine della futura <strong>maternit&agrave; </strong>di Maria.&nbsp;</div>
<p><img alt="I tre angeli che fanno visita ad Abramo e predicono la nascita di Isacco sono stati reinterpretati nella tradizione cristiana come immagine della Trinit&agrave;. Anche la nascita di Isacco, annunciata a Sara, &egrave; stata vista come imamgine della futura maternit&agrave; di Maria." width="442" height="600" src="http://idr.seieditrice.com/wp-content/uploads/image/Strop09_2_2Concetti-Trinita%5B1%5D.jpg" /></p>
<p style="text-align: justify">Quando Isacco &egrave; ormai un bambino, tuttavia, Abramo riceve l&rsquo;ordine da Dio di sacrificarlo, uccidendolo, sulla montagna. Terribile richiesta per Abramo, che per&ograve; si piega alla volont&agrave; di Dio. Nel momento cruciale, rappresentato qui sotto dal Domenichino, Dio ferma la mano di Abramo e gli ordina di sostituire a Isacco un ariete. Ancora una volta &egrave; la<strong> fedelt&agrave; a Dio </strong>la nota caratteristica della figura del Patriarca.</p>
<p><img alt="" width="363" height="400" src="http://idr.seieditrice.com/wp-content/uploads/image/Pisci_T6_4_Abramo-il-giusto%5B1%5D.jpg" /></p>
<p><span style="color: #0000ff"><span style="font-size: medium"><strong><span><span>Mos&egrave;</span></span></strong></span></span></p>
<div style="text-align: justify">La figura di Mos&egrave; ha affascinato sempre sia la cultura ebraica sia quella cristiana. Mos&egrave; &egrave; il legislatore, ma &egrave; anche il <strong>liberatore dalla schiavit&ugrave;</strong>, il fondatore della libert&agrave; di Israele. Per questo motivo spesso la sua figura &egrave; stata intesa in modo simbolico, come quella del liberatore dall&rsquo;oppressione di una schiavit&ugrave; ingiusta: cos&igrave; fu per gli ebrei durante il regime nazista ma, anche i neri d&rsquo;America lo hanno cantato in questi termini nei loro spirituals (ad esempio in <i>Go down Moses</i>).</div>
<div style="text-align: justify">Per i cristiani, Mos&egrave; &egrave; una figura che <strong>anticipa il Cristo</strong>, fondatore di una nuova Legge per il cristianesimo;&nbsp;anche i musulmani ne parlano, come di un profeta che predisse la venuta di Maometto. La fortuna di questo personaggio &egrave; evidente anche nella sua frequente rappresentazione artistica.</div>
<div style="text-align: justify">Ecco&nbsp;due immagini molto frequenti.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><span style="color: #ff0000"><strong>Il roveto ardente </strong></span></div>
<div style="text-align: justify">L&rsquo;episodio &egrave; descritto in Esodo. &Egrave; il momento in cui <strong>Dio promette che</strong> liberer&agrave; Israele dall&rsquo;Egitto, sotto la guida di Mos&egrave; stesso. &Egrave; qui che Dio rivela il suo nome, in ebraico YHWH, nome che non si pu&ograve; pronunciare e che significa &quot;Io sono colui che sono&quot;.</div>
<div style="text-align: justify">Mos&egrave;, in questo mosaico che si trova nella basilica di San Vitale a Ravenna, &egrave; rappresentato come un <strong>uomo giovane</strong>. &Egrave; raro vederlo in questi panni, perch&eacute;&nbsp;la missione di liberazione dall&#8217;Egitto e di ricevimento della Legge avvenne in er&agrave; matura, dunque Mos&egrave; &egrave; quasi sempre raffigurato&nbsp;come un anziano.&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">L&#8217;ambientazione &egrave; il <strong>monte Sinai</strong>, per questo il luogo della scena &egrave; roccioso e spoglio.</div>
<div style="text-align: justify">Le fiamme rappresentano la presenza di Dio. Il luogo bruciava (la Bibbia parla di un cespuglio di rovi) ma dopo era intatto, come se il fuoco non vi fosse mai passato.</div>
<div style="text-align: justify">La presenza di Dio &egrave; indicata, oltre che dalle fiamme, anche dalla <strong>mano tra le nubi</strong>.</div>
<div style="text-align: justify">
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
</div>
<div>&nbsp;<img alt="Mos&egrave; sta togliendosi i sandali perch&eacute; Dio gli chiede di farlo: &egrave; un luogo che &egrave; reso sacro dalla sua presenza, dunque non pu&ograve; entrarvi con abiti che non siano puri." width="338" height="400" src="http://idr.seieditrice.com/wp-content/uploads/image/NSolf1_254-copia%5B1%5D.jpg" /></div>
<div>&nbsp;</div>
<div><span style="color: #ff0000"><strong>Mos&egrave; e le tavole della Legge</strong></span></div>
<div style="text-align: justify">Questa famosa immagine di Mos&egrave;, scolpita da Michelangelo Buonarroti,&nbsp;&egrave; conservata nella chiesa di s. Pietro in Vincoli a Roma. In questa scultura non viene privilegiato l&rsquo;aspetto del racconto di un episodio, ma l&rsquo;<strong>immagine simbolica</strong> di Mos&egrave;, forte, autorevole, illuminato, uomo scelto da Dio per fondare la sua Legge.</div>
<div style="text-align: justify">Accanto a Mos&egrave; ci sono le <strong>tavole della Legge</strong>, quelle che Dio scrisse sul monte Sinai. Il testo inciso da Dio &#8211; dice la tradizione ebraica -&nbsp;era pi&ugrave; leggero dell&#8217;aria&nbsp;e sosteneva il peso della&nbsp;pietra, perch&eacute; Mos&egrave; non faticasse a trasportarlo. Quando Mos&egrave; scese dal&nbsp;Sinai, scopr&igrave; che gli ebrei, nell&#8217;attesa, si erano fabbricati un vitello d&#8217;oro per adorarlo, ritornando a un culto precedente quello di YHWH. Davanti al loro comportamento, le tavole caddero e si ruppero. Mos&egrave; torn&ograve; sul Sinai e le incise nuovamente. La seconda coppia di tavole, insieme alla prima, venne poi conservata nell&#8217;Arca.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;<img alt="Spesso Mos&egrave; &egrave; raffigurato con due corna sul capo. In verit&agrave;, nella Bibbia ebraica per descrivere i raggi di luce che Mos&egrave; emanava dopo l&rsquo;incontro con Dio sul Sinai si usa la parola qeren, che significa tanto luce quanto corno. Quando il testo ebraico venne tradotto in latino venne scelto il significato di &quot;corna&quot; e non di &quot;raggio luminoso&quot;: ecco perch&eacute; tante raffigurazioni di Mos&egrave; lo descrivono &quot;cornuto&quot;." width="434" height="600" src="http://idr.seieditrice.com/wp-content/uploads/image/Paj1_4_33-copia%5B1%5D.jpg" /></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #0000ff"><span style="font-size: medium"><span><strong><span>Davide </span></strong></span></span></span></p>
<div style="text-align: justify">Anche la figura di Davide, per motivi diversi da quelle di Abramo e Mos&egrave;, ha affascinato molto la cultura ebraica. Nelle storie che la Bibbia e la tradizione popolare raccontano su di lui si sono sviluppati sempre <strong>due aspetti </strong>diversi: da una parte <strong>la forza</strong>, la giustizia, l&#8217;intelligenza come guerriero, come re, come organizzatore, dall&rsquo;altra <strong>la profondit&agrave; religiosa</strong>, l&rsquo;essere stato scelto e privilegiato da Dio. Proprio a questi due aspetti si legano le immagini seguenti.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><span style="color: #ff0000"><strong>Davide e Golia </strong></span></div>
<div style="text-align: justify">Molte figure di eroi del mondo antico&nbsp;e di&nbsp;quello moderno compiono imprese eccezionali. A volte succede che ne debbano affrontare qualcuna inattesa, davvero pi&ugrave; grande di quanto potessero pensare e che tuttavia, con la loro intelligenza, riescono a superare. Il pi&ugrave; delle volte, quella &egrave; l&rsquo;impresa nella quale dimostrano per la prima volta la loro <strong>eccezionalit&agrave;</strong>. Cos&igrave; capita anche a Davide che, nella guerra contro i Filistei, affronta Golia, un terribile gigante dell&rsquo;esercito avversario, e lo vince con l&rsquo;aiuto di una sola fionda. Dopo averlo ucciso, gli taglia la testa e viene portato in trionfo (I Samuele 17, 32-54).</div>
<div style="text-align: justify">Golia &egrave; descritto nella Bibbia come un gigante, armato con armi di bronzo, forte molto pi&ugrave; dei suoi compagni. Per questo era stato scelto dal suo popolo come campione per risolvere con un duello la guerra contro gli ebrei.</div>
<div style="text-align: justify">Davide &egrave; armato solo con una fionda. Ha rifiutato le armi che il re Saul gli ha dato (perch&eacute; lo impacciavano, non essendo abituato a portarle) e ha deciso di usare l&rsquo;arma che gli era famigliare. Con questa scelta dimostra come sia la sua intelligenza, unita all&rsquo;aiuto divino, a farlo trionfare: con un solo lancio colpisce&nbsp;Golia sulla fronte e lo uccide.</div>
<div style="text-align: justify">Nell&#8217;immagine sottostante, di Andrea del Castagno, &egrave; raffigurato Davide vittorioso su Golia. Dopo aver ucciso il suo avversario, Davide gli sottrae la spada e gli taglia la testa.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&nbsp;<img alt="Nell'immagine di Andrea del Castagno &egrave; raffigurato Davide vittorioso su Golia. Dopo aver ucciso il suo avversario, Davide gli sottrae la spada e gli taglia la testa." width="402" height="600" src="http://idr.seieditrice.com/wp-content/uploads/image/NCol_2_2_12e-copia%5B1%5D.jpg" /></div>
<div><span style="color: #ff0000"><strong>La musica del re </strong></span></div>
<div style="text-align: justify">La Bibbia dice che Davide fin da ragazzo<strong> suonava la cetra e cantava a Dio </strong>preghiere poetiche in musica, che corrispondono, nella raccolta dei libri della Bibbia, ai Salmi. Per questa bravura Davide viene chiamato ad alleviare l&rsquo;animo del suo re, Saul, dalla malinconia. Una volta divenuto re a sua volta, l&rsquo;abitudine al canto non cessa: la Bibbia lo descrive mentre canta, suona e danza davanti all&rsquo;Arca quando essa deve entrare solennemente a Gerusalemme. Suona anche per incitare i soldati alla battaglia o, al contrario, in completa solitudine per innalzare un canto a Dio. Per questo, nell&#8217;iconografia sacra &egrave; frequente la rappresentazione di Davide con l&#8217;arpa.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<p><img alt="L'immagine del re Davide con l'arpa &egrave; frequente nell'iconografia sacra. Si dice che un'arpa fosse appesa sopra il suo letto e con la brezza della notte suonasse lievemente, svegliando il re che si alzava per pregare." width="358" height="565" src="http://idr.seieditrice.com/wp-content/uploads/image/Jesse1_124%5B1%5D.jpg" /></p>
<p style="text-align: justify">Nella storia di Davide sono ricordate tutte o quasi le funzioni che la musica aveva nel mondo antico: influisce sull&rsquo;animo, ritma la marcia verso la guerra, ha una funzione religiosa nella preghiera, associata alla poesia ha il potere di incantare e dominare uomini e animali.</p>
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		<title>Le religioni e il tempo</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jan 2010 09:43:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il tema dell&#8217;aldil&#224;: uno dei pi&#249; sentiti dall&#8217;uomo fin dalle sue origini, per alcuni una speranza, per altri una certezza; per tutti, comunque, uno degli argomenti centrali su cui si &#232; soffermato il pensiero religioso di tutti i popoli. In queste pagine alcuni esempi di come l&#8217;immaginario umano vi si &#232; accostato nel corso del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il tema dell&#8217;aldil&agrave;: uno dei pi&ugrave; sentiti dall&#8217;uomo fin dalle sue origini, per alcuni una speranza, per altri una certezza; per tutti, comunque, uno degli argomenti centrali su cui si &egrave; soffermato il pensiero religioso di tutti i popoli. In queste pagine alcuni esempi di come l&#8217;immaginario umano vi si &egrave; accostato nel corso del tempo.</p>
<p>Clicca qui per scaricare l&rsquo;inserto iconografico in <a ellerani.pdf="" files="" downloadsidr.="" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/downloadsidr./files/2009/11/Inserto-Maria-ampliato.pdf'); javascript:pageTracker._trackPageview(" href="http://idr.seieditrice.com/files/2009/11/Pajer-215-228.pdf" target="_blank">formato pdf</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Giugno</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Jun 2009 22:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Secondaria II Grado]]></category>

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		<description><![CDATA[Indice


La vita e la morte nelle religioni
Islam &#8211; La vita
Islam &#8211; La morte
Induismo &#8211; La vita
Induismo &#8211; La morte
Buddismo &#8211; La vita
Buddismo &#8211; La morte
Spunti di lavoro


Introduzione 
Riprendiamo il discorso sulla vita e la morte nelle religioni iniziato il mese scorso con l&#8217;ebraismo e il cristianesimo per estenderlo qui all&#8217;islam, all&#8217;induismo e al buddismo. Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="indice">Indice</span></p>
<div id="post_0" class="indice" name="post_0">
<ul>
<li><a href="#post_1">La vita e la morte nelle religioni</a></li>
<li><a href="#post_2">Islam &#8211; La vita</a></li>
<li><a href="#post_3">Islam &#8211; La morte</a></li>
<li><a href="#post_4">Induismo &#8211; La vita</a></li>
<li><a href="#post_5">Induismo &#8211; La morte</a></li>
<li><a href="#post_6">Buddismo &#8211; La vita</a></li>
<li><a href="#post_7">Buddismo &#8211; La morte</a></li>
<li><a href="#post_8">Spunti di lavoro</a></li>
</ul>
</div>
<div id="post_1" class="post" name="post_1"><span><strong>Introduzione</strong> </span></div>
<div class="post" name="post_1"><span>Riprendiamo il discorso sulla vita e la morte nelle religioni iniziato il mese scorso con l&rsquo;ebraismo e il cristianesimo per estenderlo qui all&rsquo;islam, all&rsquo;induismo e al buddismo. Il tema si presta molto bene per un approccio comparativo delle religioni, cos&igrave; come indicato sia negli O.S.A delle Secondarie di Primo grado che in quelle del Secondo grado. Qualunque siano le immagini, le rappresentazioni e le esperienze veicolate dalle risposte delle religioni alla questione della morte, colpisce il fatto che esse gettino sempre un ponte sulla questione del senso stesso della vita umana. Dal momento in cui si parla della mortalit&agrave;, non &egrave; possibile evitare di interrogarsi sul valore, sul senso di tutta una vita: confrontare la vita con la sua fine, vuol dire rimetterla radicalmente in discussione. Ogni tentativo di elaborazione sulla propria mortalit&agrave; conduce dunque necessariamente a produrre degli enunciati sul ruolo della vita terrena. </span></div>
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<div id="post_2" class="post" name="post_2"><strong><span class="titolo_contributo">Islam &#8211; La vita</span></strong></div>
<div class="post" name="post_2"><span><span class="evidenza">La vita nella concezione islamica &egrave; un&rsquo;unit&agrave; organica: </span></span></div>
<div class="post" name="post_2"><span>Come potete essere ingrati nei confronti di Dio, quando eravate morti ed Egli vi ha dato la vita? Poi vi far&agrave; morire e vi riporter&agrave; alla vita, e poi a Lui sarete ricondotti. (Sura, 2,28).</span></div>
<div class="post" name="post_2"><span><span class="evidenza">L&rsquo;uomo ha infatti una consistenza sia fisica che spirituale, &egrave; un insieme di materia e di spirito che necessita di particolari cure e attenzioni. Il sistema di vita islamico ha quindi origine direttamente da Dio che d&agrave; all&rsquo;uomo le indicazioni e le leggi morali per realizzare la giustizia e la felicit&agrave; gi&agrave; durante la vita terrena. Lo scopo dell&rsquo;Islam &egrave; quello di realizzare un&rsquo;umanit&agrave; sana, che dia importanza sia alla vita temporale che a quella spirituale, senza mortificare nessuna delle due sfere. </span></span></div>
<div class="post" name="post_2">Sappiate che questa vita non &egrave; altro che gioco e svago, apparenza e reciproca iattanza, vana contesa di beni e progenie. [Essa &egrave;] come una pioggia: la vegetazione che suscita, conforta i seminatori, poi appassisce, la vedi ingiallire e quindi diventa stoppia. Nell&rsquo;altra vita c&rsquo;&egrave; un severo castigo, ma anche perdono e compiacimento da parte di Allah. La vita terrena non &egrave; altro che godimento effimero. (Sura 7,20).</div>
<div class="post" name="post_2"><span><span class="evidenza">La vita nell&rsquo;Islam &egrave; un impulso verso il bene presente in ogni uomo. La convinzione forte e radicata dell&rsquo;esistenza di un Dio a cui dare conto delle proprie azioni fa in modo che per il musulmano sia del tutto naturale sottomettersi a Lui e alle sue leggi, realizzando cos&igrave; quella vita morale a cui l&rsquo;uomo spontaneamente tende. La fede &egrave; la forza che aiuta all&rsquo;osservanza della morale. Il digiuno osservato nel mese di Ramadan, ad esempio, &egrave; uno strumento di auto-controllo in una realt&agrave; sociale in cui le tentazioni sono molte e i freni morali sono messi alla prova. Il musulmano praticante deve astenersi dal vizio ed evitare l&rsquo;invidia che rappresenta un atto di ribellione alla volont&agrave; di Dio e al modo in cui Egli ha distribuito i suoi doni tra gli uomini. La vita &egrave; la propriet&agrave; di tutti ed &egrave; un diritto inviolabile garantito dall&rsquo;Islam. I cittadini dello Stato islamico sono quindi sacri e inviolabili, che siano o no musulmani. L&rsquo;Islam invita alla comprensione tra i popoli e al superamento di ogni pregiudizio basato sulla diversit&agrave;:</span></span></div>
<div class="post" name="post_2">O voi che credete! Siate testimoni sinceri di fronte a Dio secondo giustizia. Non vi spinga all&rsquo;iniquit&agrave; l&rsquo;odio per un certo popolo. Siate equi: l&rsquo;equit&agrave; &egrave; consona alla devozione. (Sura 5,8).</div>
<div class="post" name="post_2"><span><span class="evidenza">Il razzismo e qualsiasi tipo di discriminazione sono quindi estranei all&rsquo;Islam. </span></span></div>
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<div id="post_3" class="post" name="post_3"><strong><span class="titolo_contributo">Islam &#8211; La morte</span></strong></div>
<div class="post" name="post_3"><span><span class="evidenza">L&rsquo;Islam non ritiene che la morte sia la conseguenza del peccato e la dedizione a Dio fa s&igrave; che la morte perda tutto ci&ograve; che ha di terribile. </span></span></div>
<div class="post" name="post_3">Ogni anima guster&agrave; la morte, ma riceverete le vostre mercedi solo nel Giorno della Resurrezione. Chi sar&agrave; allontanato dal Fuoco e introdotto nel Paradiso, sar&agrave; certamente uno dei beati, poich&eacute; la vita terrena non &egrave; che ingannevole godimento. (Sura 3,185)<span><span style="color: #0000ff"> </span></span></div>
<div class="post" name="post_3"><span><span class="evidenza">L&rsquo;Islam ortodosso condanna ogni interruzione violenta della vita perch&eacute; rappresenta un&rsquo;intromissione illecita nelle competenze divine. Secondo il Corano gli uomini e le loro opere, se buoni secondo le indicazioni islamiche, sono immortali. Nella mistica islamica &egrave; presente anche l&rsquo;idea che la morte sia una tappa del processo di crescita. Il mistico Rumi (morto nel 1227) affermava nel suo <em><span class="minititolo">Corano dei mistici</span></em>: </span></span></div>
<div class="post" name="post_3">Guarda! Sono morto da pietra e sono germinato come pianta; sono morto da pianta e mi sono trasformato in animale; sono morto da animale e mi sono trasformato in un uomo. Di che temo dunque se con la morte non posso trasformarmi in qualcosa di inferiore? Di nuovo, quando sar&ograve; morto come uomo, mi saranno date ali da angelo, ma anche come angelo dovr&ograve; essere sacrificato, dovr&ograve; diventare ci&ograve; che non comprendo, un alito divino.</div>
<div class="post" name="post_3"><span><span class="evidenza">L&rsquo;Islam ha ripreso la topografia ebraico/cristiana dell&rsquo;aldil&agrave;. Per la tradizione, che aggiunge molto al Corano, il Paradiso &egrave; un luogo elevato &laquo;la cui estensione &egrave; quella dei cieli e della terra&raquo; e che ha per pavimento il trono di All&agrave;h. Secondo i testi si tratta di uno (o due) giardini, irrigati da due o quattro fiumi; comprende sette piani dei quali l&rsquo;ultimo &egrave; riservato ai m&agrave;rtiri. L&rsquo;inferno, sotto terra, &egrave; circondato da una muraglia con sette porte. Le differenti tradizioni rivelano cos&igrave; il desiderio di disegnare una geografia ideale, una ripartizione spaziale dei defunti secondo la loro purezza e il loro grado di dedizione alla divinit&agrave;, il valore assoluto. Secondo la tradizione che riferisce, a tal proposito, alcuni detti del Profeta, Allah accetta il pentimento dell&rsquo;uomo finch&eacute; l&rsquo;anima non risale nel corpo fino alla gola per fuggire via. </span></span></div>
<div class="post" name="post_3">Ma non c&rsquo;&egrave; perdono per coloro che fanno il male e che, quando si presenta loro la morte, gridano: &laquo;Adesso sono pentito!&raquo;; e neanche per coloro che muoiono da miscredenti. Per costoro abbiamo preparato doloroso castigo. (Sura 4,18).<span><span style="color: #0000ff"> </span></span></div>
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<div id="post_4" class="post" name="post_4"><strong><span class="titolo_contributo">Induismo &#8211; La vita</span></strong></div>
<div class="post" name="post_4"><span><span class="evidenza">Tutta la filosofia induista &egrave; basata sul tentativo di migliorare la vita e, pur prendendo avvio da una visione pessimistica (la vita come sofferenza), giunge a una visione ottimistica della propria salvezza. Si pu&ograve; cos&igrave; meglio comprendere l&rsquo;atteggiamento fatalistico dell&rsquo;uomo ind&ugrave;, la rassegnazione dell&rsquo;individuo, la passivit&agrave; apparente, il non intervento dell&rsquo;uno nella vita dell&rsquo;altro. L&rsquo;uomo &egrave; il solo artefice del proprio destino: n&eacute; gli dei n&eacute; gli uomini possono intervenire a suo favore, &egrave; solo lui stesso che con la sua devozione pu&ograve; risvegliare in s&eacute; le forze purificatrici del suo destino. Gli dei non sono che la manifestazione riflessa della natura stessa dell&rsquo;uomo, dei processi vitali del suo corpo, degli impulsi che animano il mondo materiale, delle sue emozioni. Essi non sono entit&agrave; esterne all&rsquo;uomo, ma sono le medesime potenze di cui &egrave; intessuto il suo essere, la qualit&agrave; e i difetti che traspaiono nella stessa sostanza della sua anima durante il ciclo del <em><span class="minititolo">karma</span></em>. Essere in accordo con la divinit&agrave;, compiendo i riti e seguendo le leggi, significa essere d&rsquo;accordo con se stessi e garantirsi una vita migliore prima o dopo la morte. Ne consegue che l&rsquo;etica nell&rsquo;induismo &egrave; ben diversa da quella occidentale. L&rsquo;individuo deve comportarsi secondo le regole del <span class="minititolo"><em>karma-samsara</em></span> per la sua salvezza che, in fondo, non &egrave; che il ritorno al mare dell&rsquo;acqua contenuta in un vaso. </span></span></div>
<div class="post" name="post_4"><span><span class="evidenza">La vita dell&rsquo;induista &egrave; rivolta a quattro scopi fondamentali: osservare le leggi universali divine, <span class="minititolo"><em>dharma</em></span>; pensare al benessere proprio e della societ&agrave;, <span class="minititolo"><em>artha</em></span>; soddisfare in modo lecito i propri desideri, <span class="minititolo"><em>kama</em></span>; e infine la liberazione o la salvezza, <em><span class="minititolo">moksha</span></em>. Persino nel perseguire questi quattro scopi vi &egrave; una progressiva purificazione. I primi tre sono rivolti all&rsquo;uomo coinvolto nel mondo che dovr&agrave; osservare attentamente il dharma nell&rsquo;adempiere i propri doveri e le proprie responsabilit&agrave;: &egrave; la via dell&rsquo;azione, la via che insegna a compiere l&rsquo;azione disinteressata, a sviluppare quella rinuncia ai propri egoismi, ad allargare il senso dell&rsquo;io all&rsquo;umanit&agrave; intera. Questa ricerca della verit&agrave; pratica (<span class="minititolo"><em>sadhana</em></span>) inizia dall&rsquo;infanzia, quando, i genitori prima, e i maestri poi, iniziano il bambino all&rsquo;ordine universale. Le stesse preghiere lo abituano alla contemplazione del cosmo, gli fanno aprire la mente al valore dei principi universali. L&rsquo;idea dell&rsquo;armonia del tutto assorbe quella della sua individualit&agrave; e, come si dissolve la neve al sole, cos&igrave; si dissolve il suo egoismo nella vita universale. Egli impara a riconoscere il mutuo scambio della vita, impara a usare ci&ograve; che ha; sapendo che nulla gli appartiene, ma che riceve in uso da Dio tutto, compresa la sua vita stessa. Questa &egrave; la via del laico, di coloro che vivono nel mondo e nella societ&agrave;, stadio in cui non &egrave; chiesto di rinunciare al desiderio, ma di soddisfarlo secondo le leggi divine e s&rsquo;impara cos&igrave; a utilizzare ci&ograve; che si ha per il benessere collettivo. </span></span></div>
<div class="post" name="post_4"><span><span class="evidenza">L&rsquo;analogia tra il piano materiale e il piano spirituale viene affermata in ogni momento della giornata e anche il modo di vivere del laico conduce in maniera naturale alla spiritualit&agrave;. Le diverse <span class="minititolo"><em>sadhana</em></span> sono altrettante vie che permettono di santificare l&rsquo;esistenza umana e divinizzarla; ci&ograve; che vi &egrave; di comune &egrave; il metodo perseguito da ciascuna via e che prevede <span class="minititolo"><em>l&rsquo;orazione</em></span>, <span class="minititolo"><em>il rituale</em></span>, <em><span class="minititolo">la meditazione</span></em>. A seconda dei temperamenti dell&rsquo;uomo, si percorrono tre differenti vie: la via della devozione, quella della conoscenza e quella dell&rsquo;azione. Esse non sono mai isolate l&rsquo;una dall&rsquo;altra, s&rsquo;integrano e si completano. Nessuna via esclude le altre. Ricerca e purificazione sono mezzi necessari per la vera trasformazione dell&rsquo;essere, per la realizzazione di uno stato di felicit&agrave; e pace: quella gioia suprema che porta la conoscenza di Dio. A seconda del grado di evoluzione di ogni singola persona, la <em><span class="minititolo">sadhana</span></em> accompagna il graduale risveglio dell&rsquo;essere fino alla completa liberazione nella quale il ruolo della rinuncia gioca un aspetto fondamentale. Nell&rsquo;induismo, l&rsquo;insegnamento della rinuncia, riferita alla vita monacale, non viene concesso a tutti ma solo alla persona qualificata.</span></span></div>
<div class="post" name="post_4"><span class="evidenza">Donare se stessi &egrave; uno dei pi&ugrave; alti scopi, come l&rsquo;atto di Dio che offre se stesso in quell&rsquo;immenso sacrificio che &egrave; la creazione stessa. </span></div>
<div class="post" name="post_4">Lavora e vivi come un atto d&rsquo;offerta per ottenere fama immortale e completa soddisfazione di aver vissuto una vita. Ricordati, tu sei figlio dell&rsquo;immortalit&agrave; e tutta la vita non &egrave; altro che un&rsquo;offerta. Non dimenticare mai che il nettare del fiore della grazia &egrave; per quelli che sacrificano e la vita offerta &egrave; la vita accettata. Lascia che la sacra fiamma del fuoco divino brilli splendente nel tuo spirito. (Atharva Veda 15-17-10)</div>
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<div id="post_5" class="post" name="post_5"><strong><span class="titolo_contributo">Induismo &#8211; La morte</span></strong></div>
<div class="post" name="post_5"><span><span class="evidenza">La morte non &egrave; la fine della vita, ma solo la fine di uno stato; quando si muore l&rsquo;anima si reincarna nuovamente, a seconda della condotta tenuta nella vita precedente. Addirittura, in alcuni casi, ci si pu&ograve; reincarnare anche in animali (chi si &egrave; macchiato di colpe particolarmente gravi, &egrave; condannato a rinascere anche in un insetto). La legge inesorabile del <em><span class="minititolo">Karma</span></em> lega l&rsquo;uomo al ciclo della morte e delle rinascite; &egrave; la legge secondo la quale ognuno sar&agrave; ricompensato in base alle opere compiute; queste opere compiute durante la vita, infatti, lasciano una traccia nell&rsquo;anima della persona che le ha compiute. Questo lungo ciclo di rinascite, chiamato <em><span class="minititolo">samsara</span></em> (cio&egrave; pellegrinaggio) durer&agrave; fino al raggiungimento della virt&ugrave; in possesso dell&rsquo;uomo che ama Dio e desidera l&rsquo;incontro con lui come bene supremo e che &egrave; capace di azioni buone e disinteressate. Le reincarnazioni servono a purificare la propria anima, a espiare il peso delle vite precedenti. Quando finisce il ciclo delle reincarnazioni, anche dopo 800 vite, la persona si immedesima, si dissolve nel <em><span class="minititolo">Brahman</span></em>, l&rsquo;assoluto, realt&agrave; unica, perdendo ogni identit&agrave;, giungendo all&rsquo;illuminazione e alla conoscenza assoluta e sottraendosi alla vita terrena, che &egrave; soltanto apparenza, illusione e dolore. La nascita e la morte non sono altro che momenti di mutamento nell&rsquo;eterno flusso della vita. </span></span></div>
<div class="post" name="post_5">Come un uomo smettendo i vestiti usati, ne prende altri nuovi, cos&igrave; proprio l&rsquo;anima incarnata, smettendo i corpi logori, viene ad assumerne altri nuovi. (Bhagavadgita)</div>
<div class="post" name="post_5"><span><span class="evidenza"><span class="minititolo"><em>Samsara</em></span> &egrave; il cerchio della nascita, della morte, della rinascita, della nuova vita e poi ancora della morte, e cos&igrave; all&rsquo;infinito. La fruizione dei desideri accumulati nelle esperienze &egrave; la spinta essenziale che, fino al suo totale esaurimento, determina il fenomeno di ritornare in un altro corpo. Dissolvendo il velo della separazione e dell&rsquo;ignoranza, si realizza lo scopo unico della vita, la realizzazione del S&eacute; immortale. La morte &egrave; considerata un punto importante del ciclo della vita. &Egrave; una realt&agrave; necessaria e anche desiderabile, perch&eacute; la vita, se io non muoio, non pu&ograve; continuare e ricrearsi. Non &egrave; una cosa spaventosa che bisogna combattere a ogni costo, ma un passaggio che bisogna accettare di compiere. Il suicidio non &egrave; visto come una cosa drammatica, ma non &egrave; auspicabile. La morte di un bambino &egrave; considerata un fatto anormale, e le morti per incidente appaiono come morti non naturali. Nello stesso senso, la sofferenza fa parte del ritmo naturale delle cose, dato che la vita comporta inevitabilmente delle sofferenze, legate alla malattia (<span class="minititolo"><em>roga</em></span>) o alla vecchiaia (<span class="minititolo"><em>jara</em></span>). Bisogna vivere attraverso la sofferenza e il dolore, fisico, mentale o spirituale che sia. Bisogna tener conto del fatto che, se una persona &egrave; malata, lo sono anche la sua famiglia, la sua comunit&agrave; e il cosmo stesso: l&rsquo;interrelazione &egrave; totale. </span></span></div>
<div class="post" name="post_5">Ognuno &ndash; afferma il dr. Srinivas dell&rsquo;Universit&agrave; di Pondicherry &ndash; dovrebbe desiderare di raggiungere l&rsquo;obiettivo supremo della vita che non &egrave; altro che la realizzazione del S&eacute;, la liberazione, l&rsquo;emancipazione (<em><span class="minititolo">moksha</span></em>) da tutti i legami.</div>
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<div id="post_6" class="post" name="post_6"><strong><span class="titolo_contributo">Buddismo &#8211; La vita</span></strong></div>
<div class="post" name="post_6"><span class="evidenza">La concezione buddista della vita &egrave; racchiusa nelle Quattro Nobili Verit&agrave; che rappresentano il nucleo della predicazione primitiva e che sono fondamentali per tutte le scuole. La struttura di queste verit&agrave; riproduce sostanzialmente lo schema diagnostico dell&rsquo;antica medicina indiana, in cui si susseguono ordinatamente gli elementi che seguono. </span></div>
<div class="post" name="post_6"><span class="evidenza"><strong><span class="minititolo">1.</span></strong> L&rsquo;accertamento dei sintomi della malattia che provocano sofferenza in un malato sta alla base della comprensione del disagio esistenziale (<em><span class="minititolo">dukkha</span></em>) dell&rsquo;individuo. La presa di coscienza dell&rsquo;universalit&agrave; della sofferenza &egrave; fondamentale nell&rsquo;iter intellettuale e meditativo che conduce al distacco dal mondo: &laquo;Tutto &egrave; soltanto <em><span class="minititolo">dukkha</span></em> per chi sa passare al vaglio l&rsquo;esperienza&raquo;, recita un celebre aforisma dei testi <span class="minititolo"><em>Yogasutra</em></span>. In tale presa di coscienza sono individuate successivamente delle modalit&agrave; che conducono a comprendere che la nascita stessa &egrave; sofferenza, la vecchiaia &egrave; sofferenza, la malattia &egrave; sofferenza, la morte &egrave; sofferenza&hellip; La prima nobile verit&agrave; rimanda, a un livello di maggiore profondit&agrave;: al principio che la sofferenza &egrave; immanente all&rsquo;esperienza, allorch&eacute; ci si attacca ai cinque elementi (<em><span class="minititolo">skandha</span></em>) che la compongono. </span></div>
<div class="post" name="post_6"><span class="evidenza"><strong><span class="minititolo">2.</span></strong> Dall&rsquo;accertamento del morbo si passa alle sue cause: le cause della sofferenza esistenziale degli individui. Esse sono individuate in quella &ldquo;sete&rdquo;, in quel &ldquo;fuoco&rdquo; insaziabile che, partendo dagli oggetti, arde i sensi e la mente e che mai potr&agrave; trovare appagamento negli oggetti stessi. La seconda Nobile Verit&agrave; distingue tre ordini di &ldquo;oggetti&rdquo;: </span></div>
<div class="post" name="post_6"><span class="evidenza"><em>a</em>) il desiderio dell&rsquo;oggetto bramato di tipo essenzialmente amoroso; </span></div>
<div class="post" name="post_6"><span class="evidenza"><em>b</em>) l&rsquo;esistenza intesa come auto perpetuarsi dell&rsquo;individuo attraverso il ciclo delle rinascite; </span></div>
<div class="post" name="post_6"><span class="evidenza"><em>c</em>) il desiderio di auto dissoluzione, fine bramato da chi &egrave; soggetto a gravi sofferenze. </span></div>
<div class="post" name="post_6"><span class="evidenza"><strong><span class="minititolo">3.</span></strong> Cos&igrave; come la curabilit&agrave; della malattia &egrave; data dalla soppressione delle sue cause, allo stesso modo la Terza Nobile Verit&agrave; invita l&rsquo;individuo a bloccare la sofferenza mettendo fine alla sete insaziabile. Tradizionalmente viene qui presentata un&rsquo;antichissima descrizione del Nirvana, concepito in termini negativi. </span></div>
<div class="post" name="post_6"><span class="evidenza"><strong><span class="minititolo">4.</span></strong> La terapia per il malato necessaria alla sua guarigione, dipende dalla natura della malattia che si intende contrastare. Analogamente la Quarta Nobile Verit&agrave; introduce le tappe di una pratica ascetica che forma il Nobile Sentiero dalle Otto vie: esso coincide con una vista appropriata, una decisione appropriata, una parola appropriata, un&rsquo;azione appropriata, dei mezzi di sussistenza appropriati, degli esercizi appropriati, un&rsquo;attenzione appropriata, una concentrazione appropriata. La medicina prende in considerazione le cause superficiali delle sofferenze; l&rsquo;insegnamento buddista indaga sulle cause ultime per garantire un futuro stabile e felice. Il Sutra del Loto definisce questo mondo come un luogo in cui &laquo;gli esseri viventi sono felici e a proprio agio&raquo;. Lo scopo della pratica buddista &egrave; proprio quello di metterci in grado di godere ogni istante che trascorriamo in questo mondo, fino all&rsquo;ultimo momento della vita. </span></div>
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<div id="post_7" class="post" name="post_7"><strong><span class="titolo_contributo">Buddismo &#8211; La morte</span></strong></div>
<div class="post" name="post_7"><span class="evidenza">Le idee buddiste sulla morte sono fondate sull&rsquo;antica dottrina indiana del samsara, variamente tradotto come &ldquo;reincarnazione&rdquo;, &ldquo;trasmigrazione&rdquo; o pi&ugrave; semplicemente &ldquo;rinascita&rdquo;, ma che letteralmente significa &ldquo;errare&rdquo; da una vita a un&rsquo;altra. La religione indiana era giunta a ritenere che la vita fosse ciclica: una persona nasce, cresce, muore e quindi rinasce in un altro corpo per ricominciare il processo da capo. </span></div>
<div class="post" name="post_7"><span class="evidenza">La rinascita pu&ograve; avvenire come essere umano, divinit&agrave;, fantasma o animale. La natura della reincarnazione dipende dal <em><span class="minititolo">karma</span></em> o &ldquo;azione&rdquo; morale. Chi accumula merito, o buon Karma, nel corso della vita rinascer&agrave; in una condizione pi&ugrave; propizia della precedente, persino come un dio. L&rsquo;opposto capita se prevale il Karma negativo delle cattive azioni. I colpevoli peggiori, prima di reincarnarsi in una differente forma, devono sradicare i propri demeriti soffrendo in uno degli strati dell&rsquo;inferno, disposti in rapporto alla severit&agrave; della loro punizione. Il livello pi&ugrave; basso &egrave; riservato a coloro che hanno ucciso i genitori o il maestro. </span></div>
<div class="post" name="post_7"><span class="evidenza">Il &ldquo;risveglio&rdquo; del Buddha ebbe inizio con la comprensione che tutta la vita &egrave; sofferenza. Rimuovendo l&rsquo;ignoranza Siddharta fu in grado di porre fine alla sofferenza in quell&rsquo;esperienza che i buddisti chiamano <span class="minititolo"><em>nirvana</em></span>, termine che letteralmente significa &ldquo;estinguere&rdquo; il fuoco del desiderio che il Buddha percepiva come il combustibile per il <em><span class="minititolo">samsara</span></em> e fonte della sofferenza. Per la cultura tibetana la morte &egrave;, prima di tutto, un istante che ha un&rsquo;importanza estrema: bisogna abbracciare coscientemente la morte perch&eacute; possa condurre alla liberazione. Essa rientra nel gruppo di quei momenti singolari della vita dell&rsquo;uomo che il buddismo chiama <em><span class="minititolo">bardo</span></em> e a cui &egrave; riconosciuta una dignit&agrave; particolare. La morte &egrave; come un risveglio per colui che si &egrave; convenientemente preparato; costui vi pu&ograve; trovare la liberazione definitiva. </span></div>
<div class="post" name="post_7"><span class="evidenza">Il <span class="minititolo"><em>Libro tibetano dei</em></span> <em><span class="minititolo">Morti</span></em>, il <em><span class="minititolo">Bardo Th&ouml;dol</span></em>, non solo offre all&rsquo;uomo la possibilit&agrave; di farsi in anticipo un&rsquo;idea di questo viaggio mentale tanto atteso, ma deve aiutarlo a esercitarsi in anticipo sul comportamento adeguato, grazie a determinate meditazioni e a determinati rituali. L&rsquo;individuo potr&agrave; cos&igrave;, nel momento decisivo, raccogliere il frutto di quegli insegnamenti ed esercizi; cos&igrave; la preparazione alla morte diventer&agrave; nello stesso tempo il senso della sua vita. </span></div>
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<div id="post_8" class="post" name="post_8"><strong><span class="titolo_contributo">Spunti di lavoro</span></strong></div>
<div class="post" name="post_8"><span><span class="minititolo">1.</span> Cosa vuol dire che la vita, nella mentalit&agrave; islamica, &egrave; un&rsquo;unit&agrave; organica? </span></div>
<div class="post" name="post_8"><span><span class="minititolo">2.</span> Che cosa condivide l&rsquo;islam con l&rsquo;ebraismo e il cristianesimo a proposito del tema della morte? </span></div>
<div class="post" name="post_8"><span><span class="minititolo">3.</span> Sai spiegare perch&eacute;, nella concezione indiana della vita, prevale l&rsquo;atteggiamento fatalistico? </span></div>
<div class="post" name="post_8"><span><span class="minititolo">4.</span> In che cosa consiste la legge del <em><span class="minititolo">Karma</span></em>? </span></div>
<div class="post" name="post_8"><span><span class="minititolo">5.</span> Come definiresti lo scopo della pratica buddista? </span></div>
<div class="post" name="post_8"><span><span class="minititolo">6.</span> Che cos&rsquo;&egrave; il <em><span class="minititolo">Bardo Th&ouml;dol</span></em>? </span></div>
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		<title>Classe prima &#8211; Giugno</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Jun 2009 22:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Secondaria I Grado]]></category>

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		<description><![CDATA[Indice


I pi&#249; antichi testi biblici
Fasi dell&#8217;attivit&#224; &#8211; Prima fase
Testo guida 1
Testo guida 2
Testo guida 3
Testo guida 4
Fasi dell&#8217;attivit&#224; &#8211; Seconda fase


I pi&#249; antichi testi biblici
Unit&#224; di Lavoro di approfondimento interdisciplinare (religione, educazione artistica)&#160; 
&#160;
OSA di riferimento 
Conoscenze 
-&#160;Il libro della Bibbia, documento storico-culturale e Parola di Dio.&#160; 
Abilit&#224; 
- Ricostruire le tappe della storia della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="indice">Indice</span></p>
<div id="post_0" class="indice" name="post_0">
<ul>
<li><a href="#post_1">I pi&ugrave; antichi testi biblici</a></li>
<li><a href="#post_2">Fasi dell&#8217;attivit&agrave; &#8211; Prima fase</a></li>
<li><a href="#post_3">Testo guida 1</a></li>
<li><a href="#post_4">Testo guida 2</a></li>
<li><a href="#post_5">Testo guida 3</a></li>
<li><a href="#post_6">Testo guida 4</a></li>
<li><a href="#post_7">Fasi dell&#8217;attivit&agrave; &#8211; Seconda fase</a></li>
</ul>
</div>
<div id="post_1" class="post" name="post_1"><span class="titolo_contributo">I pi&ugrave; antichi testi biblici</span></div>
<div class="post" name="post_1"><span>Unit&agrave; di Lavoro di approfondimento interdisciplinare (religione, educazione artistica)&nbsp; </span></div>
<div class="post" name="post_1">&nbsp;</div>
<div class="post" name="post_1"><span><strong><span><span>OSA di riferimento</span></span></strong> </span></div>
<div class="post" name="post_1"><em><span><span class="minititolo">Conoscenze</span> </span></em></div>
<div class="post" name="post_1"><span>-&nbsp;Il libro della Bibbia, documento storico-culturale e Parola di Dio.&nbsp; </span></div>
<div class="post" name="post_1"><em><span><span class="minititolo">Abilit&agrave;</span> </span></em></div>
<div class="post" name="post_1"><span>- Ricostruire le tappe della storia della Bibbia. </span></div>
<div class="post" name="post_1">&nbsp;</div>
<div class="post" name="post_1"><span><span><span><strong>Obiettivi Formativi ipotizzabili </strong></span></span></span></div>
<div class="post" name="post_1"><em><span><span class="minititolo">Conoscenze e abilit&agrave;</span> </span></em></div>
<div class="post" name="post_1"><span>- Conoscere i materiali, gli antichi strumenti scrittori, il passaggio dal rotolo al codice in relazione alla nascita del testo biblico. </span></div>
<div class="post" name="post_1"><span>-&nbsp;Conoscere alcuni fondamentali ritrovamenti archeologici riguardanti i pi&ugrave; antichi testi biblici.&nbsp; </span></div>
<div class="post" name="post_1">&nbsp;</div>
<div class="post" name="post_1"><span><span><strong><span>Competenze di riferimento dell&rsquo;allievo in prospettiva triennale</span></strong></span> </span></div>
<div class="post" name="post_1"><span>-&nbsp;Possedere essenziali conoscenze bibliche e riconoscere il contributo del pensiero biblico al progresso culturale, artistico e sociale dell&rsquo;Europa e dell&rsquo;intera umanit&agrave;.&nbsp; </span></div>
<p><a class="top" title="Torna su" href="#top">Torna su</a></p>
<div id="post_2" class="post" name="post_2"><span class="titolo_contributo">Fasi dell&#8217;attivit&agrave; &#8211; Prima fase</span></div>
<div class="post" name="post_2">&nbsp;</div>
<div class="post" name="post_2">&nbsp;</div>
<div class="post" name="post_2"><span>Gli insegnanti di religione ed educazione artistica presentano alla classe il testo-guida; l&rsquo;insegnante di educazione artistica potr&agrave; approfondire soprattutto l&rsquo;affascinante argomento dei &ldquo;codici miniati&rdquo;. </span></div>
<p><a class="top" title="Torna su" href="#top">Torna su</a></p>
<div id="post_3" class="post" name="post_3"><span class="titolo_contributo">Testo guida 1</span></div>
<div class="post" name="post_3"><strong><span><span>I pi&ugrave; antichi testi biblici </span></span></strong></div>
<div class="post" name="post_3">&nbsp;</div>
<div class="post" name="post_3"><strong><span><span>1)</span></span><span>&nbsp;<span class="evidenza">Materiali e strumenti scrittori</span></span>&nbsp;</strong><strong><span class="evidenza"> </span></strong></div>
<div class="post" name="post_3"><span>Il materiale scrittorio della Bibbia era quello tipico delle diverse epoche antiche: la pietra (le Tavole della Legge), l&rsquo;argilla, il cuoio, le tavolette spalmate di cera, papiro e pergamena. Questi ultimi soprattutto vennero utilizzati per i testi letterari e grazie a essi la Bibbia &egrave; giunta fino a noi. </span></div>
<div class="post" name="post_3">&nbsp;</div>
<div class="post" name="post_3"><span><strong><span class="evidenza">-&nbsp;Il papiro&nbsp;</span>&nbsp;</strong></span><span><span class="evidenza"><strong>&nbsp; </strong></span></span></div>
<div class="post" name="post_3"><span><span class="evidenza">Il papiro &egrave; un vegetale palustre</span> che anticamente cresceva spontaneamente presso il Nilo, in Etiopia, in Palestina, in Mesopotamia e anche in Sicilia; il termine significa &ldquo;ci&ograve; che appartiene al re&rdquo;, infatti la lavorazione e il commercio del papiro, in Egitto, erano monopolio statale. <span class="evidenza">Esso fu utilizzato come supporto scrittorio per la Bibbia dal III millennio a.C. fino al 300 d.C. circa; era abbastanza economico, ma piuttosto delicato soprattutto in condizioni climatiche umide</span>. Strisce sottili ricavate dal midollo del papiro venivano bagnate e sovrapposte a strati, alternando quelli con strisce orizzontali a quelli con strisce verticali&#8230; Poi gli strati venivano battuti, levigati e fatti essiccare al sole; i papiri pi&ugrave; pregiati erano giallo/bianchi anzich&eacute; giallo/brunastri. </span></div>
<div class="post" name="post_3"><span>A seconda dell&rsquo;estensione del testo da trascrivere, incollando opportunamente pi&ugrave; fogli di papiro si otteneva un rotolo (il cosiddetto &ldquo;volumen&rdquo;); esso veniva conservato in giare o recipienti cilindrici e immerso nell&rsquo;olio di cedro per tenere lontani i parassiti. Clamoroso &egrave; stato il ritrovamento di un papiro egiziano di oltre 42 metri!&nbsp; </span></div>
<div class="post" name="post_3">&nbsp;</div>
<div class="post" name="post_3"><span><strong><span class="evidenza">-&nbsp;La pergamena&nbsp;</span>&nbsp;</strong></span><span><span class="evidenza"><strong>&nbsp; </strong></span></span></div>
<div class="post" name="post_3"><span><span class="evidenza">La pergamena &egrave; ricavata dalla lavorazione della pelle degli animali giovani, quali la pecora, la capra, il vitello e l&rsquo;antilope. Prevalse sul papiro a partire dal IV secolo d.C.; era pi&ugrave; robusta ed era pi&ugrave; facile ottenerla, anche se era pi&ugrave; costosa. Per la Bibbia, fu usata fino al X secolo d.C., epoca in cui si inizi&ograve; ad adoperare carta ricavata dalla lavorazione di cotone, canapa e lino, diffusa da mercanti arabi che erano venuti a contatto con la civilt&agrave; cinese.</span> </span></div>
<div class="post" name="post_3"><span>Gli artigiani che producevano le pergamene (&ldquo;percamenarii&rdquo;) nel Basso Medioevo abitavano un borgo specifico delle citt&agrave;, vicino a una sorgente (l&rsquo;acqua &egrave; un elemento essenziale per la lavorazione delle pelli): i procedimenti per lavare, raschiare, depilare, impermeabilizzare e levigare le pelli erano lunghissimi. Tinture conclusive con porpora, oro e argento per pergamene di particolare importanza erano costosissime: nel IV secolo d.C., san Gerolamo cerc&ograve; di opporsi a questi &ldquo;sprechi&rdquo; riguardanti soprattutto manoscritti del Nuovo Testamento&#8230; </span></div>
<div class="post" name="post_3">&nbsp;</div>
<div class="post" name="post_3"><span><strong><span class="evidenza">-&nbsp;Strumenti&nbsp;</span>&nbsp;</strong></span><span><span class="evidenza"><strong>&nbsp; </strong></span></span></div>
<div class="post" name="post_3"><span>Ogni scriba dell&rsquo;antichit&agrave; doveva sapersi fabbricare le proprie &ldquo;penne&rdquo;: <span class="evidenza">il &ldquo;calamo&rdquo;</span>, un fusto sottile di legno ricavato da varie piante o in metallo, che fu strumento di scrittura fino al sesto secolo d.C.; <span class="evidenza">la penna d&rsquo;oca</span>, ricavata dalle piume remiganti dei volatili. </span></div>
<div class="post" name="post_3"><span><span class="evidenza">L&rsquo;inchiostro era di due tipi: una miscela a base di nerofumo e gomma</span>, impiegato dalle classi meno abbienti e una miscela di acido tannico ricavato dalla quercia, solfato di ferro, gomma arabica (resina dell&rsquo;acacia) e acqua detto inchiostro <span class="evidenza">ferrogallico</span> e adoperato a partire dal III secolo d.C. </span></div>
<div class="post" name="post_3"><span>Nei monasteri medievali, i monaci copisti (amanuensi), grazie alla cui pazienza possediamo oggi un patrimonio inestimabile di cultura antica, disponevano di un set di strumenti quali il <span class="evidenza">calamaio</span>, antico contenitore portatile in terracotta del calamo, poi sostituito da un <span class="evidenza">corno di toro</span>, <span class="evidenza">spugne bagnate</span> per lavare e cancellare i fogli e un <span class="evidenza">coltello</span> utile per l&rsquo;immediata cancellatura degli errori.&nbsp; </span>&nbsp;</div>
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<div id="post_4" class="post" name="post_4"><span class="titolo_contributo">Testo guida 2</span></div>
<div class="post" name="post_4"><strong><span><span>2)</span>&nbsp;<span class="evidenza">Dal rotolo al codice</span></span>&nbsp;</strong><span class="evidenza"><strong> </strong></span></div>
<div class="post" name="post_4"><span>Nell&rsquo;antichit&agrave; classica e durante i primi secoli della cristianit&agrave;, la scrittura e la lettura del rotolo di pergamena o papiro procedevano su colonne orizzontali; per evitare che si deteriorasse o si piegasse, veniva avvolto su due bastoncini di legno o di osso disposti alle due estremit&agrave; del manufatto. Durante il trasporto, i rotoli venivano legati e custoditi in casse rettangolari o cilindriche. </span></div>
<div class="post" name="post_4"><span><span class="evidenza">Il rotolo era deficitario per conservare lunghe opere letterarie</span> (per il libro degli Atti degli Apostoli sarebbe occorso un rotolo di circa 9 metri!) <span class="evidenza">e per consultarle</span>; nel caso della Bibbia, esso rendeva davvero difficile la ricerca dei passi della Scrittura. I Cristiani del II secolo furono cos&igrave; indotti a ricercare soluzioni editoriali diverse. </span></div>
<div class="post" name="post_4"><span>Per i Cristiani non provenienti dall&rsquo;ebraismo, il ricorso al codice fu anche una scelta finalizzata a differenziarsi dagli Ebrei, staccandosi dalle loro consuetudini. </span></div>
<div class="post" name="post_4"><span><span class="evidenza">I codici erano composti da fogli sovrapposti e cuciti di papiro o pergamena</span>; quest&rsquo;ultima permetteva di scrivere sulle due facciate. <span class="evidenza">Essi agevolavano la consultazione dei libri biblici</span>; copertine rigide li protessero da agenti atmosferici e dall&rsquo;usura del tempo.</span></div>
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<div id="post_5" class="post" name="post_5"><span class="titolo_contributo">Testo guida 3</span></div>
<div class="post" name="post_5"><strong><span><span>3)</span>&nbsp;<span class="evidenza">I ritrovamenti di Qumran</span></span>&nbsp;</strong><span class="evidenza"><strong> </strong></span></div>
<div class="post" name="post_5"><span>Nel 1947, a qualche decina di chilometri da Gerusalemme, a Qumran, un pastorello di 13 anni, in cerca di una capra che gli era sfuggita, trov&ograve; una misteriosa caverna in mezzo a un paesaggio aspro e desertico, presso il grande lago salato del Mar Morto. <span class="evidenza">In quella grotta scopr&igrave; enormi giare stracolme di rotoli manoscritti su cuoio e papiro; si trattava delle pi&ugrave; antiche copie dell&rsquo;Antico Testamento giunte fino a noi. </span></span></div>
<div class="post" name="post_5"><span><span class="evidenza">I monaci Esseni, autori delle copie, facevano parte di una comunit&agrave; ebraica che attendeva il Messia. I manoscritti risalgono a un periodo compreso tra il II secolo a.C. e il I secolo dopo Cristo: si tratta di tutti i libri della Bibbia ebraica tranne uno (Ester). Il pi&ugrave; noto manoscritto &egrave; il famoso Rotolo A di Isaia</span>: lungo quasi 7,5 metri, risale a pi&ugrave; di 2200 anni fa. 17 pezzi di pelle sono stati cuciti per formare questo rotolo; il testo ebraico &egrave; consonantico, senza l&rsquo;inserimento delle vocali che solo nel Medioevo diverr&agrave; usuale. </span></div>
<div class="post" name="post_5"><span>Gli Esseni avevano consacrato la vita alla trasmissione dell&rsquo;Antico Testamento, scegliendo di vivere una vita di studi e meditazione, mettendo i beni in comune e vivendo semplicemente in capanne e grotte. All&rsquo;avvicinarsi delle legioni romane che li avrebbero sterminati, all&rsquo;epoca della ribellione giudaica repressa da Tito, nascosero nelle grotte vicine alle loro abitazioni i risultati del loro lavoro. </span></div>
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<div id="post_6" class="post" name="post_6"><span class="titolo_contributo">Testo guida 4</span></div>
<div class="post" name="post_6"><strong><span><span>4)</span>&nbsp;</span><span class="evidenza"><span>Lo splendore dei codici miniati</span>&nbsp;</span>&nbsp;</strong><span class="evidenza"><strong> </strong></span></div>
<div class="post" name="post_6"><span><span class="evidenza">Con &ldquo;codici miniati&rdquo; ci si riferisce a manoscritti su pergamena abbelliti con decorazioni artistiche</span>. L&rsquo;espressione deriva da &ldquo;minium&rdquo;, il pigmento rosso ricavato dal piombo, il colore prevalente con cui furono decorati i bordi delle pagine, i titoli e le lettere iniziali dei manoscritti. </span></div>
<div class="post" name="post_6"><span>L&rsquo;arte orientale bizantina, dopo il V secolo d.C., influenz&ograve; la miniatura italiana; si diffusero colori prevalentemente scuri. In Francia, l&rsquo;oro splendeva negli esemplari pi&ugrave; sfarzosi, mentre le illustrazioni interne dei codici, raffiguranti scene bibliche e ritratti dei grandi personaggi delle Scritture, tendevano a distorcere le proporzioni delle figure umane per lanciare messaggi simbolici. </span></div>
<div class="post" name="post_6"><span>Durante il Medioevo, le figure umane risultarono via via pi&ugrave; accurate, pi&ugrave; piccole e pi&ugrave; realistiche.</span></div>
<p><a class="top" title="Torna su" href="#top">Torna su</a></p>
<div id="post_7" class="post" name="post_7"><span class="titolo_contributo">Fasi dell&#8217;attivit&agrave; &#8211; Seconda fase</span></div>
<div class="post" name="post_7">&nbsp;</div>
<div class="post" name="post_7">&nbsp;</div>
<div class="post" name="post_7"><strong><span>Laboratorio </span></strong></div>
<div class="post" name="post_7"><span>Gli insegnanti propongono alla classe, divisa in gruppi con portavoce, di ricercare a casa, con l&rsquo;aiuto dei genitori, notizie sui pi&ugrave; importanti ritrovamenti archeologici riguardanti la Bibbia. I gruppi riordineranno i dati reperiti da ciascun allievo con l&rsquo;aiuto dell&rsquo;insegnante di educazione artistica, evidenziando con l&rsquo;insegnante di religione i motivi dell&rsquo;importanza delle scoperte archeologiche prese in considerazione in relazione a una migliore conoscenza di fatti biblici o della storia del testo. I gruppi prepareranno semplici relazioni, esposte poi ai compagni dal portavoce. </span></div>
<div class="post" name="post_7">&nbsp;</div>
<div class="post" name="post_7"><span><span>Rispondi. </span></span></div>
<div class="post" name="post_7"><span><span><span>1) Confronta: &#8211; il papiro e la pergamena; &#8211; il rotolo e il codice. </span></span></span></div>
<div class="post" name="post_7"><span><span><span>2) Cosa sono</span> i &ldquo;codici miniati&rdquo;? Spiega con parole tue. </span></span></div>
<div class="post" name="post_7">&nbsp;</div>
<div class="post" name="post_7"><span><span>Per l&rsquo;inserimento dell&rsquo;argomento in Unit&agrave; di Apprendimento articolate, vedere Tiziana Chiamberlando, <em><span class="minititolo">Sentinelle del Mattino</span></em>, SEI, Volume per il biennio e Guida </span></span></div>
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		</item>
		<item>
		<title>Classe terza &#8211; Giugno</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Jun 2009 22:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Secondaria I Grado]]></category>

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		<description><![CDATA[Indice


Spunti di bioetica: la scienza per l&#8217;uomo o l&#8217;uomo per la scienza?
Fasi dell&#8217;attivit&#224; &#8211; seconda fase
Testo guida
Documenti
Fasi dell&#8217;attivit&#224; &#8211; Terza fase


Spunti di bioetica: la scienza per l&#8217;uomo o l&#8217;uomo per la scienza?
Unit&#224; di lavoro interdisciplinare (religione, scienze)&#160; 
&#160;
Seconda parte 
&#160;
OSA di riferimento per l&#8217;Irc 
Conoscenze&#160; 
- Fede e scienza, letture distinte ma non conflittuali dell&#8217;uomo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="indice">Indice</span></p>
<div id="post_0" class="indice" name="post_0">
<ul>
<li><a href="#post_1">Spunti di bioetica: la scienza per l&#8217;uomo o l&#8217;uomo per la scienza?</a></li>
<li><a href="#post_2">Fasi dell&#8217;attivit&agrave; &#8211; seconda fase</a></li>
<li><a href="#post_3">Testo guida</a></li>
<li><a href="#post_4">Documenti</a></li>
<li><a href="#post_5">Fasi dell&#8217;attivit&agrave; &#8211; Terza fase</a></li>
</ul>
</div>
<div id="post_1" class="post" name="post_1"><span class="titolo_contributo">Spunti di bioetica: la scienza per l&#8217;uomo o l&#8217;uomo per la scienza?</span></div>
<div class="post" name="post_1"><span>Unit&agrave; di lavoro interdisciplinare (religione, scienze)&nbsp; </span></div>
<div class="post" name="post_1">&nbsp;</div>
<div class="post" name="post_1"><strong><span><span><span class="evidenza">Seconda parte</span> </span></span></strong></div>
<div class="post" name="post_1">&nbsp;</div>
<div class="post" name="post_1"><strong><span><span><span>OSA di riferimento per l&rsquo;Irc</span></span></span></strong><span><span> </span></span></div>
<div class="post" name="post_1"><em><span><span class="minititolo">Conoscenze</span>&nbsp; </span></em></div>
<div class="post" name="post_1"><span>- Fede e scienza, letture distinte ma non conflittuali dell&rsquo;uomo e del mondo. </span></div>
<div class="post" name="post_1"><span>- Vita e morte nella visione di fede cristiana.&nbsp; </span></div>
<div class="post" name="post_1"><em><span><span class="minititolo">Abilit&agrave;</span>&nbsp; </span></em></div>
<div class="post" name="post_1"><span>- Confrontare spiegazioni religiose e scientifiche del mondo e della vita. </span></div>
<div class="post" name="post_1"><span>- Descrivere l&rsquo;insegnamento cristiano sui rapporti interpersonali, l&rsquo;affettivit&agrave; e la sessualit&agrave;. </span></div>
<div class="post" name="post_1"><span>- Motivare le risposte del Cristianesimo ai problemi della societ&agrave; di oggi. </span></div>
<div class="post" name="post_1"><span>- Confrontare criticamente comportamenti e aspetti della cultura attuale con la proposta cristiana.&nbsp; </span></div>
<div class="post" name="post_1">&nbsp;</div>
<div class="post" name="post_1"><span><strong><span><span>Obiettivi Formativi ipotizzabili </span></span></strong></span></div>
<div class="post" name="post_1"><em><span><span class="minititolo">Conoscenze e abilit&agrave;</span> </span></em></div>
<div class="post" name="post_1"><span>- Conoscere e descrivere:&nbsp; termini e concetti fondamentali riguardanti la bioetica; la posizione della Chiesa cattolica su alcune questioni di bioetica, nel confronto con opinioni diverse. </span></div>
<div class="post" name="post_1"><span>- Esprimere opinioni motivate sui &ldquo;vincoli morali&rdquo; che la scienza dovrebbe avere e sul concetto di &ldquo;tutela della vita umana&rdquo;. </span></div>
<div class="post" name="post_1">&nbsp;</div>
<div class="post" name="post_1"><span><strong><span><span>Competenze di riferimento dell&rsquo;allievo in prospettiva triennale</span></span></strong>&nbsp; </span></div>
<div class="post" name="post_1"><span>- Saper prendere in considerazione il progetto di vita cristiano e la visione cristiana dell&rsquo;esistenza. </span></div>
<div class="post" name="post_1"><span>- Sviluppare interesse alla distinzione tra bene e male, alla ricerca della verit&agrave;.&nbsp; </span></div>
<p><a class="top" title="Torna su" href="#top">Torna su</a></p>
<div id="post_2" class="post" name="post_2"><span class="titolo_contributo">Fasi dell&#8217;attivit&agrave; &#8211; seconda fase</span></div>
<div class="post" name="post_2">&nbsp;</div>
<div class="post" name="post_2">&nbsp;</div>
<div class="post" name="post_2">Gli insegnanti presentano l&rsquo;ultimo testo-guida, riguardante il termine della vita umana.</div>
<p><a class="top" title="Torna su" href="#top">Torna su</a></p>
<div id="post_3" class="post" name="post_3"><span class="titolo_contributo">Testo guida</span></div>
<div class="post" name="post_3">&nbsp;</div>
<div class="post" name="post_3"><span class="evidenza"><strong><span><span>4)</span> La conclusione dell&rsquo;avventura</span> </strong></span></div>
<div class="post" name="post_3"><strong><span class="evidenza">Quale &ldquo;buona morte&rdquo;?</span></strong></div>
<div class="post" name="post_3"><strong><span class="evidenza">- Morire con dignit&agrave;</span></strong><span> </span></div>
<div class="post" name="post_3"><span>Il termine &ldquo;eutanasia&rdquo; ha, di per s&eacute;, un significato positivo: &ldquo;buona morte&rdquo;. Morire con dignit&agrave; significa, per ogni essere umano, affrontare questo inevitabile momento, per quanto possibile, in modo sereno&#8230; cosa pu&ograve; significare? In un contesto fortemente &ldquo;tecnologico&rdquo;, accettare la dimensione di un mistero non riducibile alla nostra misura diviene sempre pi&ugrave; difficile: si vorrebbe poter controllare razionalmente anche la propria morte, poterla gestire&#8230; <span class="evidenza">Questa tendenza, nella visione materialistica prevalente oggi, pu&ograve; condurre alla convinzione di essere padroni assoluti della propria vita, di poter scegliere, al limite, quando e come interromperla; questo potere su di s&eacute;, questo voler essere il Dio di se stessi sembra rientrare in un&rsquo;ottica di lotta disperata per &ldquo;salvare il salvabile&rdquo;, soffrendo il meno possibile in un&rsquo;esistenza fondamentalmente inspiegabile</span>, forse priva di senso, forse frutto soltanto di un caso che condanna gli esseri umani a vivere come animali troppo intelligenti e consapevoli. <span class="evidenza">Il Cristiano ritiene di non poter in nessun caso disporre della vita altrui e propria, che &egrave; dono di Dio: soltanto Lui pu&ograve; decidere quando debba iniziare e finire, per il bene di ciascuno dei suoi figli; Egli soltanto conosce il mistero di ogni esistenza, unica e irripetibile, donata perch&eacute; l&rsquo;amore venga appreso e vissuto. </span></span></div>
<div class="post" name="post_3"><span><span class="evidenza">Ogni essere umano pu&ograve; trovare il senso della vita anche attraverso la sofferenza, che pu&ograve; essere un mezzo di crescita eccezionale per scoprire ci&ograve; che realmente conta</span>: l&rsquo;assoluta esigenza dell&rsquo;amore dato e ricevuto come unico senso possibile dell&rsquo;avventura terrena. Si comprende il significato del &ldquo;darsi&rdquo; nella solidariet&agrave; e del ricevere e l&rsquo;incommensurabile valore di ogni persona, a partire dai propri cari, quando si farebbe qualsiasi cosa ‒ e si perde cos&igrave; ogni egoismo ‒ per evitare a qualcuno la sofferenza, quando ci si accorge sulla propria pelle che l&rsquo;amore soltanto l&rsquo;allevia realmente&#8230; </span></div>
<div class="post" name="post_3"><span>&Egrave; evidente come le gravi difficolt&agrave; ci offrano occasioni ineguagliabili per diventare ci&ograve; che possiamo realmente essere&#8230; al massimo grado: responsabili, pronti ad apprezzare i valori autentici. <span class="evidenza">Secondo l&rsquo;uomo di fede, l&rsquo;avventura pi&ugrave; importante e conclusiva dell&rsquo;esistenza terrena, il passaggio alla vita piena con Dio attraverso l&rsquo;oscuro tunnel della morte, pu&ograve; essere affrontata serenamente con il suo aiuto e il sostegno dei propri cari</span>. Le sofferenze conclusive della vita possono avere senso come tutte le altre, se vissute insieme a un Padre che non permette nulla che non conduca a varcare una &ldquo;nuova soglia&rdquo;. Il nostro stesso coraggio, quando viene a galla, non manca di spalancare nuovi orizzonti, di farci evolvere e diventare nuovi. Lo stato di malattia grave, anche cronico e irreversibile, rappresenta comunque una condizione di vita, delicata e misteriosa: secondo i Cristiani, ipotizzare un&rsquo;interruzione della vita &ldquo;per piet&agrave;&rdquo; rappresenta un pericoloso arbitrio. L&rsquo;essere umano &egrave; imperfetto: pu&ograve; agire per sottile egoismo e non per amore, per il desiderio inconscio di eliminare i problemi troppo grossi ‒ come occuparsi per anni di un lungodegente, o di una persona in coma o comunque in stato di incoscienza&#8230; ‒ </span></div>
<div class="post" name="post_3"><span>In sintesi, gestire con dignit&agrave; morte e malattia pu&ograve; comportare, secondo una certa ottica, il diritto illimitato all&rsquo;autogestione della propria esistenza, fino al suicidio assistito chiamato eutanasia; in un&rsquo;altra ottica, la persona umana non pu&ograve; avere questo diritto, n&eacute; chiedere ad altri di essere suoi complici: il suicidio assistito comporta l&rsquo;intervento medico. </span></div>
<div class="post" name="post_3"><span>Anche molti non cristiani condividono con i credenti l&rsquo;idea che il rifiuto dell&rsquo;eutanasia non rientri in una questione di opinioni, ma che esprima la difesa di un principio universalmente condivisibile: quello del rispetto assoluto del mistero della vita, della &ldquo;sacralit&agrave;&rdquo; della vita. &laquo;Perch&eacute; lasciare ai soli cristiani l&rsquo;onere e l&rsquo;onore di difendere il valore della vita?&raquo; affermava il filosofo torinese Norberto Bobbio, non credente. </span></div>
<div class="post" name="post_3">&nbsp;</div>
<div class="post" name="post_3"><span><span class="evidenza"><strong>- L&rsquo;eutanasia</strong></span> </span></div>
<div class="post" name="post_3"><span><span class="evidenza">L&rsquo;eutanasia &egrave; un intervento medico indolore mirato ad abbreviare o decisamente sopprimere la vita, su richiesta di un malato cosciente</span>. Si pu&ograve; verificare soprattutto in situazioni-limite di malattia terminale mortale, dolorosa e causa di degrado della persona. Sembrerebbe particolarmente legata a un pericolo di abuso tale scelta da parte di un &ldquo;tutore&rdquo; che decida al posto di un malato incosciente. </span></div>
<div class="post" name="post_3"><span>&laquo;L&rsquo;esperienza dimostra che molti malati terminali temono pi&ugrave; la sofferenza o il dover dipendere dagli altri, che la morte&raquo; osserva Daniel Kevles, esperto in bioetica. Il pi&ugrave; delle volte, l&rsquo;eliminazione del dolore e l&rsquo;assistenza psicologica fanno scomparire questa richiesta. Chiedere di morire &egrave; spesso una disperata richiesta di aiuto, a cui in campo medico &egrave; doveroso rispondere con i massimi sforzi nell&rsquo;ambito innanzitutto della terapia del dolore! Leggi che autorizzassero l&rsquo;eliminazione di un malato con enormi esigenze potrebbero significare una pericolosa tendenza al disimpegno nei confronti della ricerca di una sempre migliore assistenza. </span></div>
<div class="post" name="post_3"><span>Afferma l&rsquo;anziano senatore Giulio Andreotti: &laquo;Mi preoccupa la deriva disumana cui si andrebbe incontro, ho paura degli scivolamenti. Se si afferma che l&rsquo;eutanasia &egrave; lecita giuridicamente, temo che ci si avvii verso una china di disumanit&agrave;, per cui si rischia di discutere se la malattia &egrave; curabile o no, se i vecchi sono necessari o inutili&#8230;&raquo;. </span></div>
<div class="post" name="post_3"><span>La Chiesa cattolica, nel corso di tutta la sua tradizione, ha sempre condannato l&rsquo;eutanasia vera e propria in quanto &laquo;uccisione deliberata, moralmente inaccettabile, di una persona umana&raquo; (EV, 65). </span></div>
<div class="post" name="post_3">&nbsp;</div>
<div class="post" name="post_3"><span><strong><span class="evidenza">- L&rsquo;accanimento terapeutico </span></strong></span></div>
<div class="post" name="post_3"><span>&laquo;&Egrave; lo sforzo di prolungare a oltranza e con ogni mezzo fornito dalla tecnologia medica, la vita dei malati terminali, nonostante la loro sofferenza e impotenza. <span class="evidenza">Si tratta di interventi sproporzionati ai risultati che si potrebbero ottenere in situazioni in cui la morte si preannuncia imminente e inevitabile</span>. Certo, curarsi &egrave; un dovere. Ma la rinuncia a mezzi straordinari sproporzionati non equivale certo al suicidio o all&rsquo;eutanasia&raquo; (Carlo Fiore in Etica per giovani, ElleDiCi, p. 301). </span></div>
<div class="post" name="post_3"><span>Tali mezzi potrebbero essere per esempio interventi chirurgici effettuati senza speranza di guarigione, unicamente prolungando l&rsquo;esistenza per breve tempo, con sofferenze aggiuntive. Anche l&rsquo;accanimento terapeutico &egrave; inaccettabile per il cristiano: pu&ograve; essere un voler &ldquo;forzare la mano di Dio&rdquo; in modo opposto all&rsquo;eutanasia, ma altrettanto poco rispettoso della vita nel suo naturale concludersi. </span></div>
<div class="post" name="post_3">&nbsp;</div>
<div class="post" name="post_3"><span><span class="evidenza"><strong>- Le cure palliative</strong></span> </span></div>
<div class="post" name="post_3"><span><span class="evidenza">Esse sono attente alla qualit&agrave; della vita che resta; si basano sulle migliori terapie antidolorifiche possibili, ma anche sull&rsquo;atteggiamento di presenza costante di chi assiste e di attenzione alle esigenze di un malato mai solo; sull&rsquo;&ldquo;umanizzazione&rdquo; del ricovero ospedaliero e del rapporto tra medico e paziente.</span> </span></div>
<div class="post" name="post_3"><span>Secondo lo studioso di bioetica G. Russo, l&rsquo;eutanasia &egrave; dunque &laquo;una risposta semplicistica e sbrigativa nei confronti di sentimenti umani come il dolore e lo smarrimento angoscioso della sofferenza. La richiesta di eutanasia, da qualunque parte venga (paziente, medico, societ&agrave;), &egrave; soltanto l&rsquo;evidenziarsi di una triste realt&agrave; di mancanza di effetti, mancanza di cure, solitudine&raquo;. </span></div>
<p><a class="top" title="Torna su" href="#top">Torna su</a></p>
<div id="post_4" class="post" name="post_4"><span class="titolo_contributo">Documenti</span></div>
<div class="post" name="post_4"><span><span><strong>1)</strong></span> <strong>Dalla <em><span class="evidenza">Dichiarazione sull&rsquo;eutanasia</span></em> della &ldquo;Congregazione per la dottrina della fede&rdquo; della Chiesa cattolica. </strong></span></div>
<div class="post" name="post_4"><span><span>&laquo;Bisogna ribadire con tutta fermezza che nessuno pu&ograve; autorizzare l&rsquo;uccisione di un essere umano, feto o embrione, bambino o adulto, vecchio malato incurabile o agonizzante. Nessuno pu&ograve; richiedere questo gesto omicida per se stesso o per un altro affidato la sua responsabilit&agrave;, n&eacute; pu&ograve; acconsentirvi. Nessuna autorit&agrave; pu&ograve; imporlo o permetterlo. Si tratta infatti della violazione di una legge divina, di una offesa alla dignit&agrave; della persona umana, di un crimine contro la vita, di un attentato contro l&rsquo;umanit&agrave;&raquo;. </span></span></div>
<div class="post" name="post_4">&nbsp;</div>
<div class="post" name="post_4"><span><span><strong>2)</strong></span> <strong>Dal <em><span class="evidenza">Manifesto dell&rsquo;eutanasia</span></em> firmato, nel 1973, da 37 personalit&agrave; del mondo culturale. </strong></span></div>
<div class="post" name="post_4"><span><span><span>&laquo;&Egrave; crudele e barbaro esigere che una persona venga mantenuta in vita contro il suo volere, che le si rifiuti l&rsquo;auspicata liberazione quando la sua vita ha perduto qualsiasi dignit&agrave;, bellezza, significato, prospettiva di avvenire&#8230; Ogni individuo ha diritto di vivere con dignit&agrave;, ha anche il diritto di morire con dignit&agrave;&raquo;. </span></span></span></div>
<div class="post" name="post_4">&nbsp;</div>
<div class="post" name="post_4"><span><strong><span>3)</span> Da un documento della Pontificia Accademia per la Vita.</strong> </span></div>
<div class="post" name="post_4"><span><span><span>&laquo;&Egrave; dichiarando curabile il dolore e proponendo come impegno di solidariet&agrave; l&rsquo;assistenza verso colui che soffre, che si afferma un vero umanesimo: il dolore richiede amore e condivisione solidale, non la sbrigativa violenza della morte anticipata. Il cosiddetto principio di autonomia, con cui si vuole talvolta esasperare il concetto di libert&agrave; individuale, non pu&ograve; certo giustificare la soppressione della vita propria o altrui: l&rsquo;autonomia personale, infatti, ha come presupposto primo l&rsquo;essere vivi, e reclama la responsabilit&agrave; dell&rsquo;individuo, libero per fare il bene secondo verit&agrave;&#8230;&raquo;.</span> </span></span></div>
<div class="post" name="post_4">&nbsp;</div>
<div class="post" name="post_4"><span><strong><span>4)</span> Sull&rsquo;accanimento terapeutico.</strong> </span></div>
<div class="post" name="post_4"><span><span>&laquo;Sappiamo che non &egrave; facile tracciare una linea netta di demarcazione tra la cura dell&rsquo;ammalato e l&rsquo;accanimento terapeutico, cio&egrave; quando un trattamento non &egrave; pi&ugrave; una cura ma diventa una violenza contro la persona. Per&ograve; sappiamo anche che la persona, nel prendere una decisione, deve tener presenti i seguenti elementi oggettivi. Anzitutto che la vita non &egrave; in potere dell&rsquo;uomo. L&rsquo;uomo porta in s&eacute; il dovere di vivere la sua vita in tutta la sua estensione. &Egrave; un talento che deve far fruttificare e di cui dovr&agrave; rendere conto. Ma se non ha diritto alla morte, non ha neppure il dovere di conservare la sua vita a ogni costo. C&rsquo;&egrave; un limite oltre il quale pu&ograve; decidere di non essere pi&ugrave; curato. Quando? Possiamo cercare di offrire dei criteri oggettivi che servono da guida nella formulazione di questo giudizio. Si possono rifiutare le cure quando si constata che la terapia &egrave; inefficace o inutile; quando &egrave; penosa e procura sofferenza e umiliazione, senza produrre risultati significativi; quando si utilizzano mezzi terapeutici sproporzionati ed eccezionali, senza previsioni di miglioramento. Sospendere le cure sproporzionate non significa interrompere le cure ordinarie. E tra le cure ordinarie dobbiamo mettere l&rsquo;alimentazione e l&rsquo;idratazione, anche quando sono realizzate in modo diverso da quello comune. E dobbiamo contemplare adeguate terapie contro il dolore, anche se possono accorciare la vita&raquo;&nbsp;(Giordano Muraro). </span></span></div>
<p><a class="top" title="Torna su" href="#top">Torna su</a></p>
<div id="post_5" class="post" name="post_5"><span class="titolo_contributo">Fasi dell&#8217;attivit&agrave; &#8211; Terza fase</span></div>
<div class="post" name="post_5">&nbsp;</div>
<div class="post" name="post_5">&nbsp;</div>
<div class="post" name="post_5">L&rsquo;insegnante di scienze potr&agrave; approfondire alcuni aspetti fondamentali a sua scelta; l&rsquo;insegnante di religione proporr&agrave; il seguente questionario agli allievi, perch&eacute; sintetizzino le conoscenze ed elaborino opinioni personali, dopo aver letto con attenzione tutti i testi-guida.</div>
<div class="post" name="post_5">&nbsp;</div>
<div class="post" name="post_5"><strong>1)</strong> <span>Definisci con parole tue i seguenti concetti:</span></div>
<div class="post" name="post_5">bioetica &#8211; embrione e cellule staminali &#8211; eutanasia &#8211; accanimento terapeutico &#8211; cure palliative.</div>
<div class="post" name="post_5">&nbsp;</div>
<div class="post" name="post_5"><strong>2)</strong> Secondo te, &egrave; giusto ricercare &ldquo;principi universali&rdquo; validi per tutti gli esseri umani? La difesa della vita fa parte di questi principi? Se s&igrave;, in quali modi condivisibili da tutti la vita pu&ograve; essere tutelata?</div>
<div class="post" name="post_5">&nbsp;</div>
<div class="post" name="post_5"><strong>3)</strong> Secondo un determinato modo di intendere l&rsquo;esistenza, la persona umana pu&ograve; disporre della vita: la propria, anche decidendo di porvi fine, e anche quella altrui, con l&rsquo;interruzione volontaria di gravidanza o decidendo, al posto di un malato non cosciente, di interromperne l&rsquo;esistenza per il suo bene. Secondo questa posizione, il medico dovrebbe poter accondiscendere legittimamente alle richieste.</div>
<div class="post" name="post_5">Un&rsquo;altra ottica ritiene che la vita umana, al contrario, sia indisponibile; che le richieste di morte siano in realt&agrave; richieste di aiuto a cui &egrave; doveroso rispondere con il massimo della solidariet&agrave; umana e con le cure palliative, non agendo come chi, per rispettare la libert&agrave; di un uomo che scavalca il parapetto per buttarsi nel fiume, gli darebbe una spinta per aiutarlo&#8230;</div>
<div class="post" name="post_5">- Quali sono le motivazioni di chi aderisce alle due diverse visioni sulla disponibilit&agrave; della vita?</div>
<div class="post" name="post_5">- Qual &egrave; la posizione della Chiesa cattolica?</div>
<div class="post" name="post_5">- Esprimi, se te la senti, una tua opinione, motivandola.</div>
<div class="post" name="post_5">&nbsp;</div>
<div class="post" name="post_5">Per l&rsquo;inserimento dell&rsquo;argomento in Unit&agrave; di Apprendimento articolate, vedere Tiziana Chiamberlando, <em><span class="minititolo">Sentinelle del Mattino</span></em>, SEI, Volume per la classe terza e Guida.</div>
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		<title>Classe seconda &#8211; Giugno</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Jun 2009 22:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Secondaria I Grado]]></category>

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Un impegno senza confini
Fasi dell&#8217;attivit&#224; &#8211; Prima fase
Fasi dell&#8217;attivit&#224; &#8211; Seconda fase
Fasi dell&#8217;attivit&#224; &#8211; Terza fase


Un impegno senza confini
Unit&#224; di Lavoro interdisciplinare di educazione alla mondialit&#224; (religione, italiano) 
&#160;
OSA di riferimento (Irc) 
Conoscenze 
-&#160;L&#8217;opera di Ges&#249; e la missione della Chiesa del mondo.&#160; 
Abilit&#224; 
-&#160;Documentare come le parole e le opere di Ges&#249; abbiano ispirato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="indice">Indice</span></p>
<div id="post_0" class="indice" name="post_0">
<ul>
<li><a href="#post_1">Un impegno senza confini</a></li>
<li><a href="#post_2">Fasi dell&#8217;attivit&agrave; &#8211; Prima fase</a></li>
<li><a href="#post_3">Fasi dell&#8217;attivit&agrave; &#8211; Seconda fase</a></li>
<li><a href="#post_4">Fasi dell&#8217;attivit&agrave; &#8211; Terza fase</a></li>
</ul>
</div>
<div id="post_1" class="post" name="post_1"><span class="titolo_contributo">Un impegno senza confini</span><br />
<span>Unit&agrave; di Lavoro interdisciplinare di educazione alla mondialit&agrave; (religione, italiano) </span></div>
<div class="post" name="post_1">&nbsp;</div>
<div class="post" name="post_1"><span><strong><span><span>OSA di riferimento (Irc)</span></span></strong> </span></div>
<div class="post" name="post_1"><em><span><span class="minititolo">Conoscenze</span> </span></em></div>
<div class="post" name="post_1"><span>-&nbsp;L&rsquo;opera di Ges&ugrave; e la missione della Chiesa del mondo.&nbsp; </span></div>
<div class="post" name="post_1"><em><span><span class="minititolo">Abilit&agrave;</span> </span></em></div>
<div class="post" name="post_1"><span>-&nbsp;Documentare come le parole e le opere di Ges&ugrave; abbiano ispirato scelte di vita fraterna, di carit&agrave; e di riconciliazione nella storia dell&rsquo;Europa e del mondo.&nbsp;&nbsp; </span></div>
<div class="post" name="post_1">&nbsp;</div>
<div class="post" name="post_1"><span><span><strong><span>OSA di riferimento per l&rsquo;Educazione alla convivenza civile </span></strong></span></span></div>
<div class="post" name="post_1"><span><em><span class="minititolo">Conoscenze </span></em></span></div>
<div class="post" name="post_1"><span>- Consapevolezza delle modalit&agrave; relazionali da attivare con coetanei e adulti.&nbsp; </span></div>
<div class="post" name="post_1"><em><span><span class="minititolo">Abilit&agrave;</span> </span></em></div>
<div class="post" name="post_1"><span>- Leggere e produrre testi e condurre discussioni argomentate su esperienze di relazioni interpersonali significative. </span></div>
<div class="post" name="post_1">&nbsp;</div>
<div class="post" name="post_1"><span><span><strong><span>Obiettivi Formativi trasversali ipotizzabili </span></strong></span></span></div>
<div class="post" name="post_1"><em><span><span class="minititolo">Conoscenze e abilit&agrave;</span> </span></em></div>
<div class="post" name="post_1"><span>-&nbsp;Conoscere e descrivere con parole proprie il concetto di educazione e auto-educazione alla mondialit&agrave;, di accoglienza del diverso e di dialogo; di &ldquo;responsabilit&agrave; a vasto raggio<span>&rdquo;</span>.&nbsp;</span></div>
<div class="post" name="post_1"><em><span class="minititolo">Conoscenze e abilit&agrave; per l&#8217;IRC</span> </em></div>
<div class="post" name="post_1"><span>- Conoscere e descrivere le motivazioni e le risorse che fanno di un Cristiano un &ldquo;abitante del mondo&rdquo;.&nbsp; </span></div>
<div class="post" name="post_1">&nbsp;</div>
<div class="post" name="post_1"><span><span><strong><span><span>Competenze di riferimento dell&rsquo;allievo in prospettiva triennale (considerabili come trasversali) </span></span></strong></span></span></div>
<div class="post" name="post_1"><span><span>-&nbsp;Sviluppare, sul piano della crescita umano-relazionale, capacit&agrave; di ascolto, dialogo, conoscenza e rispetto dell&rsquo;altro, condivisione e accoglienza.&nbsp; </span></span></div>
<div class="post" name="post_1"><span><span><span>-&nbsp;Voler distinguere, sul piano morale, tra bene e male.&nbsp;&nbsp; </span></span></span></div>
<div class="post" name="post_1"><span><span><span><span>-&nbsp;Riconoscere il contributo del pensiero cristiano al progresso culturale e sociale dell&rsquo;Europa e dell&rsquo;intera umanit&agrave;.&nbsp; </span></span></span></span></div>
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<div id="post_2" class="post" name="post_2"><span class="titolo_contributo">Fasi dell&#8217;attivit&agrave; &#8211; Prima fase</span></div>
<div class="post" name="post_2">&nbsp;</div>
<div class="post" name="post_2">&nbsp;</div>
<div class="post" name="post_2">Gli insegnanti presentano agli allievi il primo testo-guida, che introduce il concetto di &ldquo;mondialit&agrave;&rdquo; come scelta di &ldquo;orizzonti illimitati&rdquo; nel cui ambito vivere.&nbsp;&nbsp;</div>
<div class="post" name="post_2">&nbsp;</div>
<div class="post" name="post_2"><strong><span><span>1)</span> <span class="evidenza">Mondialit&agrave;.</span></span></strong></div>
<div class="post" name="post_2"><span>&laquo;<span class="evidenza">La mondialit&agrave; &egrave; innanzitutto un sentimento che porta un uomo a sentirsi parte di un tutto</span> umano e ambientale-ecologico. Essa &egrave; inoltre <span class="evidenza">una visione del mondo caratterizzata anche dal valore della diversit&agrave;</span>, in cui la famiglia umana &egrave; intesa come una comunit&agrave; di popoli diversi (fratellanza universale). Per mondialit&agrave; s&rsquo;intende un complesso di comportamenti informati al <span class="evidenza">principio della responsabilit&agrave;</span>: agire nel presente con la coscienza di essere responsabili del futuro del mondo&raquo; (C. Nanni, Educare alla convivialit&agrave;, Ed. EMI, p. 9). </span></div>
<div class="post" name="post_2"><span>Educare (per genitori e insegnanti) e &ldquo;autoeducarsi&rdquo; (per giovani alla ricerca del loro modo di abitare il mondo) alla mondialit&agrave; pu&ograve; significare:&nbsp; </span></div>
<div class="post" name="post_2"><span>&bull; <span class="evidenza"><strong>far conoscere ‒ e voler conoscere ‒ i problemi e le ingiustizie planetari</strong></span> legati a un uso sbagliato delle risorse naturali, ai soprusi politici ed economici a danno dei poveri, alla violazione dei diritti umani, alla mancanza di pace, a una tecnologia esasperata che compromette l&rsquo;ambiente naturale&#8230;&nbsp; </span></div>
<div class="post" name="post_2"><span>&bull; <span class="evidenza"><strong>fornire e trovare motivazioni per decidere di partecipare al &ldquo;miglioramento del mondo&rdquo; come si pu&ograve;</strong></span>, certi che l&rsquo;oceano&#8230; sia fatto di gocce. Gradualmente, crescendo, un ragazzo della tua et&agrave; potr&agrave; decidere di buttarsi nella mischia, di non stare a guardare il mondo come uno spettatore critico e, dopo un po&rsquo; di vita trascorsa, fatalmente annoiato&#8230; Senza rischi, senza l&rsquo;indignazione per le ingiustizie, senza tentativi appassionati perch&eacute; qualcosa &ldquo;vada meglio&rdquo;&#8230; che vita sarebbe? </span></div>
<div class="post" name="post_2"><span><span class="evidenza">Abbiamo tutti un gran bisogno di appartenenza a una realt&agrave; umana di cui essere elementi attivi</span>, di contribuire a un lavoro di squadra che crei quei legami insostituibili tra persone che ben conosce chiunque abbia &ldquo;faticato insieme&rdquo; per raggiungere un obiettivo importante: in un&rsquo;orchestra, in un&rsquo;equipe medica&#8230; In quest&rsquo;ottica, <span class="evidenza">come non avvertire un legame con l&rsquo;intera umanit&agrave;, sulla base delle esigenze, delle gioie, dei dolori e delle fatiche che condividiamo tutti, quel legame che il Cristiano vive come una vera e propria fratellanza? </span></span></div>
<div class="post" name="post_2"><span><span class="evidenza">Il Cristiano ha una risorsa particolare: si sente sostenuto da Cristo risorto lungo il suo cammino; se sa di non poter cambiare il mondo con le proprie forze, si sente di affermare, con san Paolo: &laquo;Tutto posso, in Colui che mi d&agrave; forza&raquo;. La comunit&agrave; dei credenti, la Chiesa, &egrave; chiamata a insegnare con l&rsquo;esempio e la diffusione della Parola un amore illimitato per il mondo, patria e casa comune dei figli di Dio.</span> </span></div>
<div class="post" name="post_2"><span>Come migliorarlo e curarlo, il mondo, se lo sentiamo casa nostra, abitato da tanti fratelli diversi per convinzioni e abitudini, ma uguali per esigenze e sentimenti &ldquo;di base&rdquo;? Abbiamo tutti bisogno di libert&agrave; e tenerezza, di cibo e di istruzione&#8230; Possono sorgere in noi pressanti interrogativi. Che cosa potrei fare per il coetaneo che &egrave; nato in una baraccopoli indiana, che &egrave; intelligente forse pi&ugrave; di me, ma che non potr&agrave; mai avere un&rsquo;opportunit&agrave;? Cosa c&rsquo;entro io con le guerre, la fame, il terrorismo? Occorrer&agrave;, per rispondere a domande come queste,&nbsp; </span></div>
<div class="post" name="post_2"><span>&bull; <span class="evidenza"><strong>cercare, conoscere gli &ldquo;operatori di giustizia&rdquo;</strong></span> (pensiamo all&rsquo;enorme lavoro dei missionari nel Terzo Mondo) per imitarli, capire le loro motivazioni, i mezzi che adoperano&#8230; Sar&agrave; un&rsquo;imitazione che dovr&agrave; nascere soprattutto da piccole occasioni quotidiane. Ci&ograve; potr&agrave; voler dire leggere libri o articoli su grandi uomini, ma soprattutto cercare di comprendere a fondo l&rsquo;amico pi&ugrave; grande che nel tempo libero fa animazione tra i piccoli lungodegenti di un ospedale pediatrico, o semplicemente la propria mamma che ha instaurato un dialogo con l&rsquo;immigrato, senza lavoro, che tenta di sopravvivere portando le buste della spesa fino all&rsquo;auto dei clienti, al supermercato, sperando in qualche mancia&#8230;&nbsp; </span></div>
<div class="post" name="post_2"><span>&bull; <span class="evidenza"><strong>Sar&agrave; essenziale, per aprirsi al mondo, considerare la diversit&agrave; culturale e religiosa come occasione di dialogo e quindi di arricchimento reciproco</strong></span>, ricercando i valori condivisibili (sentimenti, comportamenti, idee) nel rispetto delle inevitabili divergenze, per poi costruire senza pregiudizi rapporti interpersonali che uniscano, nella ricerca di un bene comune&#8230; Si inizia a cambiare il mondo partendo da se stessi, dilatando gli orizzonti del cuore. Chi si rende conto del problema della fame pu&ograve; scegliere di evitare gli sprechi, chi riflette sulla sofferenza portata dalla guerra pu&ograve; diventare un costruttore di pace tra i suoi amici, chi prende coscienza del dramma dei poveri potr&agrave; entrare nel mondo del volontariato&#8230; </span></div>
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<div id="post_3" class="post" name="post_3"><span class="titolo_contributo">Fasi dell&#8217;attivit&agrave; &#8211; Seconda fase</span></div>
<div class="post" name="post_3">&nbsp;</div>
<div class="post" name="post_3">&nbsp;</div>
<div class="post" name="post_3"><span>Gli insegnanti propongono l&rsquo;esperienza di una giovane donna, un esempio illuminante di amore per l&rsquo;intera umanit&agrave;. </span></div>
<div class="post" name="post_3">&nbsp;</div>
<div class="post" name="post_3"><span><strong><span><span>2)</span> <span class="evidenza">L&rsquo;infermiera Cristina</span></span></strong><span class="evidenza"> </span></span></div>
<div class="post" name="post_3"><span>9 dicembre 1993. Maria Cristina &egrave; al lavoro, puntuale e dolce come sempre, nel suo ambulatorio di Mogadiscio. All&rsquo;improvviso sulla porta si presenta un somalo con due pistole in pugno. Pretende dei soldi. L&rsquo;infermiera non ne ha. </span></div>
<div class="post" name="post_3"><span>Per reazione e in preda a un raptus di follia, il bandito le scarica addosso 9 colpi. La rosa dei proiettili colpisce in pieno la giovane volontaria. Maria Cristina Luinetti stramazza a terra ferita gravemente. Morir&agrave; poco dopo il ricovero nell&rsquo;ospedale da campo. </span></div>
<div class="post" name="post_3"><span>Si chiudeva per sempre la felice parentesi africana di questa ragazza ventiquattrenne, dai lunghi capelli neri e dal sorriso incantevole. Era arrivata in Somalia il 20 novembre come crocerossina, per salvare vite umane, &ldquo;arruolata&rdquo; in quel corpo speciale a carattere umanitario che &egrave; la Croce Rossa. In cambio, lasciava su questa terra la sua vita e il rimpianto di un servizio generoso e sereno. </span></div>
<div class="post" name="post_3"><span>A giorni sarebbe tornata in Italia, felice di aver regalato energie e cure alle vittime della guerra tribale che insanguinava da mesi l&rsquo;incantevole paese africano. La sua non voleva essere una semplice avventura giovanile. Era la risposta al profondo desiderio di aiutare chi soffre. </span></div>
<div class="post" name="post_3"><span>Il giorno prima della partenza da Cesate, un piccolo paese della cintura industriale milanese, per Mogadiscio aveva indirizzato alla zia Maria Rosa una lettera che sapeva di testamento. Scriveva che in caso di un suo &ldquo;ritorno in bara&rdquo; non avrebbe voluto fiori e cerimonie ufficiali, ma solo una funzione religiosa e l&rsquo;alta uniforme da crocerossina. &Egrave; stata accontentata. Forse presentiva ci&ograve; che si &egrave; fatalmente verificato. </span></div>
<div class="post" name="post_3"><span>Il parroco don Carlo che la vedeva tutte le domeniche mattina a messa ricorda: &laquo;Era felice, entusiasta del compito che andava a svolgere in Africa. Da tanto tempo aspettava questa occasione. Cesate le andava un po&rsquo; stretta: il suo cuore, il suo desiderio di servire l&rsquo;umanit&agrave; richiedeva spazi pi&ugrave; ampi&raquo;. Questi spazi li ha trovati nella terra sabbiosa e assolata di Mogadiscio. Avrebbe voluto incontrarli anche in una seconda tappa, in Mozambico, dove sarebbe andata dopo questa prima missione ufficiale. Non ha fatto in tempo. I colpi di pistola di uno squilibrato hanno spento per sempre la sua voglia di rendersi utile agli altri. </span></div>
<div class="post" name="post_3"><span>Il volontariato era la passione di Maria Cristina, un&rsquo;autentica vocazione: &laquo;Voleva andare ad aiutare la gente, non parlava d&rsquo;altro&raquo;, ripete oggi il fratello Massimiliano, 22 anni. Un ideale che le era cresciuto dentro molto presto. A quindici anni, il tempo in cui normalmente le ragazze pensano al divertimento e alla bella vita, Maria Cristina decide di diventare crocerossina. Una scelta che orienta sempre di pi&ugrave; il suo futuro. In attesa di realizzare il suo sogno, alterna gli studi di danza e di informatica a quelli da infermiera e alla pratica: lascia la sua abitazione e si trasferisce a casa del nonno novantenne, infermo e bisognoso di attenzioni e di cure. Nel giugno 1992 ottiene il diploma di infermiera volontaria. Passa l&rsquo;estate nell&rsquo;ospedale di Saronno, in quell&rsquo;anticamera di emergenze e dolore che &egrave; il Pronto soccorso. Ha fretta di imparare al meglio la professione per ottenere quanto prima il visto di partenza per le frontiere pi&ugrave; difficili. Le viene concesso nel novembre 1993. Un visto per un biglietto di andata senza ritorno. </span></div>
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<div id="post_4" class="post" name="post_4"><span class="titolo_contributo">Fasi dell&#8217;attivit&agrave; &#8211; Terza fase</span></div>
<div class="post" name="post_4">&nbsp;</div>
<div class="post" name="post_4">&nbsp;</div>
<div class="post" name="post_4">Gli insegnanti potranno impegnare la classe in uno dei seguenti laboratori interdisciplinari.</div>
<div class="post" name="post_4">&nbsp;</div>
<div class="post" name="post_4"><strong>a)</strong> La classe si divide in gruppi. Ogni gruppo dovr&agrave; <span class="evidenza">inventare un racconto breve</span> (a scelta realistico, fantastico, di fantascienza&#8230;) per esprimere una riflessione su un tema a scelta tra quelli proposti:</div>
<div class="post" name="post_4">- l&rsquo;accoglienza del diverso;</div>
<div class="post" name="post_4">- l&rsquo;importanza del dialogo;</div>
<div class="post" name="post_4">- l&rsquo;importanza del senso di responsabilit&agrave;.</div>
<div class="post" name="post_4">Gli insegnanti potranno ipotizzare una valutazione comune dei racconti; l&rsquo;insegnante di religione terr&agrave; conto soprattutto della &ldquo;profondit&agrave; di pensiero&rdquo; nell&rsquo;esprimere valori.</div>
<div class="post" name="post_4">&nbsp;</div>
<div class="post" name="post_4"><strong>b)</strong> <span class="evidenza">I gruppi inventeranno scenette</span> della durata di cinque-dieci minuti sulle tematiche precedenti, &ldquo;in positivo&rdquo; (accoglienza e dialogo realizzati, un&rsquo;assunzione di responsabilit&agrave;&#8230;) oppure &ldquo;in negativo&rdquo; (dialogo fallito ecc.). La classe rifletter&agrave; cos&igrave; sui messaggi ricavati dalla drammatizzazione, sulle caratteristiche concrete dell&rsquo;accoglienza, del dialogo e del senso di responsabilit&agrave;.</div>
<div class="post" name="post_4">&nbsp;</div>
<div class="post" name="post_4">La domanda</div>
<div class="post" name="post_4">- Come ci si pu&ograve; &ldquo;auto-educare&rdquo; alla mondialit&agrave;?</div>
<div class="post" name="post_4">- Oltre alle vie proposte, hai in mente altri comportamenti e scelte possibili?</div>
<div class="post" name="post_4">- Quali risorse particolari e motivazioni possiede il Cristiano?</div>
<div class="post" name="post_4">&nbsp;</div>
<div class="post" name="post_4">Per l&rsquo;inserimento dell&rsquo;argomento in Unit&agrave; di Apprendimento articolate, vedere Tiziana Chiamberlando, <em><span class="minititolo">Sentinelle del Mattino</span></em>, SEI, Volume per il biennio e Guida</div>
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		<title>Manipolazioni genetiche</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Jun 2009 09:48:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Secondaria II Grado]]></category>

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		<description><![CDATA[Un tema di grande attualit&#224; che invita tutti a riflettere, credenti e no: nella scheda, gli elementi necessari per inquadrare il problema, la posizione assunta dalle principali religioni e dal cristianesimo in particolare (perch&#233; il suo apporto &#232; stato cruciale per il formarsi della nostra prospettiva sulle pi&#249; scottanti questioni morali), una serie di attivit&#224; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un tema di grande attualit&agrave; che invita tutti a riflettere, credenti e no: nella scheda, gli elementi necessari per inquadrare il problema, la posizione assunta dalle principali religioni e dal cristianesimo in particolare (perch&eacute; il suo apporto &egrave; stato cruciale per il formarsi della nostra prospettiva sulle pi&ugrave; scottanti questioni morali), una serie di attivit&agrave; che stimolano la riflessione e il confronto. E&#8217; solo un esempio di come questo testo tratti problemi etici che interpellano la nostra coscienza e offra tutti gli strumenti per aiutare l&#8217;insegnante a far maturare nei propri studenti il senso di responsabilit&agrave; e la consapevolezza del bene e del male.</p>
<p>Clicca qui per scaricare la scheda in <a target="_blank" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/downloadsidr./files/2009/11/Pajer-215-228.pdf'); javascript:pageTracker._trackPageview(" inserto-maria-ampliato.pdf="" downloadsidr.="" files="" ellerani.pdf="" href="http://idr.seieditrice.com/files/2009/11/Bibiani-20-29.pdf">formato pdf</a>.</p>
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		<title>Scuola primaria &#8211; Giugno</title>
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		<pubDate>Wed, 20 May 2009 08:02:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primaria]]></category>

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		<description><![CDATA[Ormai si avvicina la fine della scuola ed &#232; bene ripercorrere velocemente le varie tappe del percorso &#8220;Per i diritti di tutti&#8221; che &#232; stato il filo conduttore per la programmazione di quest&#8217;anno scolastico.
Gli insegnanti potranno riguardare la sintesi della programmazione mensile e i riferimenti al tema che si trovano al fondo di ogni unit&#224; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ormai si avvicina la fine della scuola ed &egrave; bene ripercorrere velocemente le varie tappe del percorso &ldquo;Per i diritti di tutti&rdquo; che &egrave; stato il filo conduttore per la programmazione di quest&#8217;anno scolastico.<br />
Gli insegnanti potranno riguardare la sintesi della programmazione mensile e i riferimenti al tema che si trovano al fondo di ogni unit&agrave; di apprendimento.<br />
Sarebbe opportuno riprendere anche i momenti principali del percorso svolto con i bambini per renderli maggiormente consapevoli degli argomenti trattati.<br />
Si pu&ograve; realizzare quest&#8217;attivit&agrave; oralmente&nbsp; o costruendo un semplice cartellone. <br />
In una delle ultime lezioni ricordarsi di consegnare a ogni bambino il diploma &ldquo;I diritti dei bambini&rdquo; che contiene i diritti dell&#8217;infanzia&nbsp; riassunti con&nbsp; alcune frasi e scritti in un linguaggio semplice.<br />
In fondo al foglio del diploma, ogni insegnante porr&agrave; la propria firma per &ldquo;certificare&rdquo; il percorso fatto.<br />
Sarebbe significativo organizzare una festa per la consegna dei diplomi, in ogni singola classe, o una cerimonia collettiva di tutte le classi coinvolte nella scuola.</p>
<p>Materiali collegati:<br />
<a href="http://idr.seieditrice.com/files/2009/10/Pergamena.pdf">Pergamena</a></p>
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