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La profezia di Gheddafi

di Sergio Giordani | 31 agosto 2010

Durante la sua ultima visita a Roma, il leader libico Muammar Gheddafi ha affermato che «L’Islam dovrebbe diventare la religione di tutta l’Europa».

Una provocazione? Una boutade propagandistica? Un vero auspicio? Una profezia? Cosa abbia spinto Gheddafi a questa esortazione resta nella sua mente, ma il fatto ha suscitato varie reazioni. Lo scrittore Vittorio Messori ha preso sul serio la profezia di Gheddafi e ricorda quanto la storia insegna al riguardo: «chi, all’apogeo dell’Impero romano, avrebbe preso sul serio l’annuncio che i fasti pagani avrebbero fatto posto all’adorazione di un oscuro predicatore ebraico, giustiziato con la pena infamante dei criminali senza cittadinanza? Trionfato, poi, il Cristianesimo, come credere a chi avesse annunciato che i luoghi stessi di Gesù, che le città convertite da Paolo, che le terre dei grandi Padri della Chiesa sarebbero stati sommersi da orde sbucate all’improvviso dalle profondità del deserto arabico e che avrebbero declassato il Cristo a semplice annunciatore di Muhammad, l’ultimo profeta?» (Corriere della sera, 30 agosto 2010).
Secondo Messori la visione cristiana della storia tiene conto che «le vie di Dio non sono le nostre. Dunque, non contrasta con la fede nel Vangelo nessuna possibilità storica: neppure quella annunciata da Gheddafi che ciò che resta di cristianità nell’Europa secolarizzata debba cedere alla fede che conquistò Gerusalemme, Costantinopoli, Alessandria, Toledo».
Secondo Messori, il mondo musulmano «non teme le nostre virtù, teme i nostri vizi. Non è preoccupato dalla nostra religione, ma dal nostro secolarismo».
Tuttavia la storia, ricorda ancora Messori, «ci dice che l’Islam non riuscì mai a stabilizzarsi in Europa: ci vollero secoli, ma alla fine fu respinto dalla Spagna, dai Balcani, dalla Sicilia, da Malta. E nel cuore dell’Africa già cristiana, l’Egitto, secoli di lusinghe e di angherie non sono bastati a estirpare la fede nel Vangelo».

Insomma: l’affermazione di Gheddafi offre lo spunto per riflettere sul futuro delle comunità cristiane in Europa. E in questo senso è doveroso chiedersi come si debba interpretare oggi l’annunciò di Gesù ai discepoli che sarebbero stati «piccolo gregge» e che avrebbero avuto la funzione di «sale» e di «lievito».