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Classe prima – Dicembre

Musica, antichi ebrei e fede
di Tiziana Chiamberlando
 
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Indice

Musica, antichi ebrei e fede
Unità di Lavoro interdisciplinare: Irc, Educazione Musicale
 
OSA di riferimento  IRC
Conoscere e saper descrivere dati di supporto inerenti la cultura ebraica antica e quindi il libro della Bibbia in relazione:
- alla ricostruzione delle tappe della storia di Israele;
- all’individuazione di messaggi centrali di alcuni brani biblici.
 
Obiettivi Formativi (IRC, Educazione Musicale)
Conoscenze
- Elementi di storia della musica antica.
Abilità
- Saper descrivere il significato religioso della musica presso gli antichi Ebrei; saperlo eventualmente cogliere nel proprio vissuto tramite esperienze di ascolto.
 
Competenze di riferimento dell’allievo in prospettiva triennale:
Comprendere e/o utilizzare espressioni artistiche in relazione all’esperienza e alla ricerca religiosa.

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Fasi dell’attività – A
 
A – L’insegnante di Religione presenta i testi-guida unitamente all’insegnante di Educazione musicale; quest’ultimo potrà approfondire alcuni aspetti della storia della musica antica, mentre l’insegnante di Religione approfondirà gli spunti di cultura biblica.

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Testi guida
 
1) Il linguaggio dell’arte; noi e la musica
L’arte può essere definita perfezione, “compiutezza” raggiunta in un campo, compatibilmente con i limiti umani.
Tramite il linguaggio verbale (pensiamo alla poesia) e non verbale (arti figurative, musica), l’artista “produce bellezza”, porta alla luce con la sua opera la verità del suo “io” – ogni verità non può che essere bella – comunicando ciò che per lui è importante condividere sul senso della vita. Egli comunica sentimenti ed emozioni – gioia, dolore –, desideri fondamentali, addirittura convinzioni sul bene e sul male. Ascoltando un brano di musica che ci coinvolge, “aggiungiamo” a quelli dell’autore i nostri sentimenti, le nostre certezze, i nostri desideri… tutto è destato in noi dal “racconto musicale” che a un certo punto sembra… raccontare tutto anche di noi. Proviamo gioia nel ritrovarci in quella melodia, nel ritrovare descritta con le note, per esempio, una nostra grande speranza, narrato “quel” nostro sogno che ci fa battere il cuore… la musica, come le altre arti, può facilitare la ricerca di pace e fratellanza perché esprime sentimenti, speranze e intuizioni comuni a tutti gli esseri umani, in ogni tempo.
Per questo, la musica esprime anche e soprattutto il sentimento religioso, racconta l’esperienza del rapporto con Dio: la gratitudine della creatura amata da Lui, la sua lode, la sua ricerca di sostegno, speranza e certezze. La musica narra comunque e sempre la sete di Bellezza, Verità e Infinito della persona umana… In questa sete esiste forse la ricerca, talvolta inconsapevole, di Qualcuno a cui affidarsi.
Secondo A.P. Merriam, «la musica ha sempre accompagnato ogni profonda esperienza umana, dal lutto ai festeggiamenti. I popoli se ne sono sempre serviti per esprimere quello che non avrebbero saputo comunicare a parole…».

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Testi guida
 
2) Popoli antichi e musica sacra
Comunicare in modo più efficace con la voce? Sottolineare con strumenti a percussione il ritmo del lavoro manuale? L’arte del suono, indubbiamente, nacque con l’“uomo primitivo”; presso le civiltà antiche, forme di espressione musicale rivestirono soprattutto il ruolo di solennizzare i riti religiosi. Sumeri e Babilonesi ritenevano che attraverso il canto gli dèi e gli uomini si incontrassero; molti affreschi e bassorilievi riportano strumenti musicali che talvolta erano simbolo degli stessi dèi. Per gli Egizi, la musica “profana” doveva suscitare gioia; quella “sacra” poteva avere effetti magici nell’avvicinare l’uomo ai misteri della dimensione ultraterrena. I Greci ci hanno lasciato dei trattati sulla loro teoria musicale e soprattutto la tragedia, in cui si unirono danza, poesia, canto e suono di cetra (strumento a corde pizzicate) e aulos (strumento a fiato) per raccontare la ricerca umana del rapporto con gli dèi, le passioni, il mistero della morte e del dolore… L’intera, tormentata vicenda umana.
Gli Ebrei dovevano avere, già nel II millennio a.C., un patrimonio tradizionale musicale simile a quello degli Arabi primitivi; gli studiosi hanno trovato delle affinità tra canti beduini e antichi canti presenti nella Bibbia.

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Testi guida
 
3) La musica e la fede nella Bibbia
All’inizio del ’900 lo studioso Abramo Z. Idelson registrò e scrisse canti religiosi tradizionali di tribù ebraiche dello Yemen e della Palestina, scoprendo affinità con le melodie gregoriane e cristiane, e quindi il loro importante influsso. La Bibbia riporta i testi di molte liriche religiose di cui però non possediamo le melodie: secondo le indicazioni del testo biblico, canto, suono di strumenti e danza si fondevano per esprimere il sentimento religioso della comunità.
Esistono parecchi riferimenti alla musica nei primi capitoli della Genesi e continuano nell’Esodo e al ritorno dall’esilio. In Gn 4,21 si parla di Yubal figlio di Lamec, “padre di tutti i suonatori di flauto e di cetra”, probabilmente valido membro di famiglie o corporazioni di musici professionisti.
Si fa musica per celebrare gioia e dolore nella comunità – durante i matrimoni, che comprendevano canti d’amore (Ger 16,9), le cerimonie funebri (2 Sam 3,33-34). La musica è eseguita anche in occasione delle incoronazioni, per scacciare poteri malefici e durante le manovre militari (Gdc 3,27). Quando Gerico venne distrutta, Dio disse a Giosuè che sette sacerdoti avrebbero dovuto portare sette trombe di corno d’ariete davanti all’arca (Giosuè 6,4) (J. Bowker, Il manuale della Bibbia, Mondadori, pp. 180). Esistono i canti di vendetta e trionfo conservati nei più antichi libri storici della Bibbia, come il canto di trionfo di Miriam, sorella di Aronne e Mosè, dopo la traversata del Mar Rosso («Cantate al Signore, / poiché ha trionfato gloriosamente: / Egli ha precipitato in mare / cavallo e cavaliere» (Es 15,21). Il canto-danza di Miriam poteva probabilmente essere accompagnato da tamburelli. Il rapporto con Dio veniva comunque evocato, tramite la musica, in ogni circostanza importante. I racconti riguardanti i profeti conferiscono alla musica il potere di farli cadere in trance e di far loro ricevere comunicazioni divine (2Re 3,15).
Durante le feste religiose, la musica diveniva lode esplicita e intensa.
Nel canto ebraico, secondo gli studi effettuati, dovevano esistere «due modi di espressione: il tono di lezione, che consiste nella declamazione intonata su suoni di testi liturgici, e le fioriture melismatiche, vocalizzi effettuati sulle sillabe di alcune parole rituali, per esempio l’alleluja» (G. Tumbarello). Dipinti e bassorilievi assiri, babilonesi ed egiziani raffigurano probabilmente strumenti musicali analoghi a quelli usati dagli Ebrei; scoperte archeologiche recenti confermano come dovessero essere di avorio, legno, osso, oro, argento… a fiato, corda e percussione. Gli strumenti accompagnavano la linea monodica del canto, all’unisono o all’ottava. Talvolta si abbinavano flauto, arpa e tamburo… Le trombe apparvero la prima volta sotto Mosé (Nm 10,1-10): il suono prolungato di una sola tromba chiamava a raccolta i capi d’Israele. Il corno di montone (sofàr) mantenne sempre una grande importanza, attraverso secoli di storia e vicissitudini. La sua “voce”, non il semplice “suono” accompagnò gli avvenimenti del Monte Sinai (Es 19,6-19) e la caduta delle mura di Gerico (Giosuè 6,4-20)… Doveva aprire la via all’Arca dell’Alleanza, sembrava rappresentare quasi la voce di Dio resa udibile da orecchie umane.
«Gli strumenti a percussione citati nella Bibbia comprendono sonagli e nacchere (recipienti di terracotta contenenti delle palline), il tamburello detto anche timpano, il sistro egizio, o triangolo… Gli strumenti a fiato comprendono flauti, vari corni e trombe; tra gli strumenti a corda vengono citati la lira, il liuto e l’arpa, associata a sentimenti di gioia» (J. Bowker).
 
Nel tempio
La Bibbia cita canti liturgici (2Cr 30,21), danze rituali (2 Sam 6,14) e canti legati a testi fondamentali dell’Antico Testamento (canto di Mosé in Dt 32,1-42; il lamento di Davide in 2 Sam 1,19-27…)
All’epoca dei grandi re d’Israele Davide e Salomone, la musica venne organizzata per il servizio religioso nel Tempio di Gerusalemme: i musici adibiti al servizio sacro, ai tempi di Davide, erano 4000 circa, scelti nell’ambito delle famiglie di leviti. Il re Davide, cantore e compositore, abile suonatore di kinnor (lira) e nebhel (arpa a dieci corde), si servì da giovane della musica per placare le ansie del re Saul (1Sam 16,23); a lui si fa risalire gran parte del Salterio, raccolta di Salmi in cui ogni pensiero, timore, gioia divengono canti di lode, supplica, ringraziamento rivolti al Signore. La musica del cerimoniale del Tempio, gestita da musicisti professionisti, all’epoca di Salomone comprendeva molti Salmi accompagnati soprattutto da strumenti a corda, collegati alle grandi feste; le trombe suonate dai sacerdoti (in particolare, una lunga tromba d’argento) annunciavano i momenti del sacrificio del mattino e della sera…
«Dopo la cattività babilonese, l’instaurazione di pubbliche letture settimanali delle Scritture fu di grande importanza anche dal punto di vista musicale: fu proprio in questo periodo (444 a.C. circa) che si sviluppò la recitazione melodica dei testi biblici» (G. Tumbarello). Si svilupparono anche, legati al Tempio, «i canti comunitari a una voce, che divennero un fondamento del Giudaismo e del Cristianesimo primitivo e delle loro rispettive forme musicali di liturgia». 

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Testi guida
 
4) Nel Nuovo Testamento
Le prime manifestazioni vocali cristiane nacquero per la recitazione intonata del testo liturgico (accentus); si sviluppò poi la salmodia, canto declamato dei Salmi.
L’apostolo Paolo scrive ai Colossesi (3,16): «… la Parola di Cristo abiti in voi… cantando di cuore a Dio, sotto l’impulso della Grazia, salmi, inni e canti spirituali». Gli inni erano probabilmente canti composti dai primi Cristiani per lodare il Signore Gesù; Paolo ne ripropone alcuni in forma poetica greca.
Grande è il mistero della pietà:
Dio
è stato manifestato in carne,
è stato giustificato nello Spirito,
è apparso agli Angeli,
è stato predicato ai gentili,
è stato creduto nel mondo, è stato elevato in gloria.
(1Tm 3,16)
 
L’inno esprime la dottrina cristiana e un’affermazione di fede. Per “canti spirituali” l’Apostolo intende probabilmente canti misteriosamente ispirati a singoli e comunità per azione dello Spirito Santo, durante intense esperienze di preghiera e di vicinanza a Dio.
Nei primi inni cristiani, si fusero certamente elementi ebraici, orientali e greco-romani; si svilupparono poi “correnti” musicali legate a diverse aree geografiche (romana, gregoriana, ambrosiana…).
 
GLOSSARIO
Arca: prezioso cofano che custodiva le due Tavole di pietra del Decalogo. Secondo la Bibbia, venne costruita da Mosé presso il Sinai, per ordine del Signore.
Alleluja: antica formula di lode; significa “Lodate Dio”. Per i Cristiani, esprime gioia per la resurrezione di Cristo.
Leviti: tribù ebraica dei discendenti di Levi, terzo figlio del patriarca Giacobbe. Mosè attribuì una funzione sacerdotale ai leviti.
Salmi: preghiere-poesie originariamente cantate con accompagnamento di strumenti musicali.
Liturgia: insieme delle azioni comunitarie di culto.
 
 
(Per approfondire la storia della musica sacra, vedi Sentinelle del mattino di T. Chiamberlando, volume per il biennio, SEI, pp. 370-371)

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Fasi dell’attività – B
 
B - Attività di ascolto e riflessione
 
Gli insegnanti di musica e religione propongono a ciascun allievo di ascoltare con calma, a casa, la canzone o il brano musicale preferito o comunque un brano ritenuto “bello”, vocale o strumentale, classico o moderno.
Gli allievi dovranno rispondere per scritto alle seguenti domande: 
quali immagini mentali suscita in te il brano? (Colori, paesaggi…) 
quali emozioni istintive? 
ascoltando il brano, quali “idee sulla vita” si affacciano alla tua mente? Eventualmente, quali pensieri su Dio e sul rapporto con Lui?
Potrà essere utile un confronto-dibattito guidato dagli insegnanti.

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Fasi dell’attività – C
 
C - Domande scritte conclusive per la valutazione comune del raggiungimento degli Obiettivi Formativi.
1) Spiega brevemente com’era la musica vocale e strumentale che esprimeva il sentimento religioso presso gli Ebrei antichi.
In quali occasioni, secondo l’Antico e il Nuovo Testamento, la musica rivestiva il ruolo di lode, supplica, speciale comunicazione con Dio?
2) Secondo te, la musica può essere realmente d’aiuto nella preghiera del credente? In quali modi?