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Classe seconda – Dicembre

di Tiziana Chiamberlando
 
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Indice

L’amore secondo Gesù
Unità di Lavoro biblica, in relazione all’UDA A – prima tematica – e al percorso di studio su Gesù avviato al termine del primo anno – UDA A e B, terza tematica –.
(seconda parte)
 
OSA di riferimento
Conoscenze
• L’opera di Gesù, la Sua morte e resurrezione e la missione della Chiesa nel mondo. 
• L’identità storica di Gesù e il riconoscimento di Lui come Figlio di Dio fatto uomo, Salvatore del mondo. 
Ricerca umana e rivelazione di Dio nella storia.
Abilità
• Individuare il messaggio centrale di alcuni testi biblici. 
• Riconoscere le caratteristiche della salvezza attuata da Gesù in rapporto ai bisogni e alle attese dell’uomo. 
• Documentare come le parole e le opere di Gesù abbiano ispirato scelte di vita fraterna, di carità e di riconciliazione.
 
Obiettivi Formativi
Conoscenze
1) Conoscere il concetto di “Regno di Dio” e di amore-carità.
2) Conoscere l’esperienza cristiana come “sequela” di Gesù.
Abilità
1) Descrivere i tre aspetti dell’amore nell’ottica cristiana, anche con esempi pratici e in relazione alla propria esperienza, dopo aver individuato nei testi-guida i concetti-chiave basilari.
 
Competenze di riferimento dell’allievo in prospettiva triennale:
Sviluppare la profondità di pensiero in relazione all’indagine sui valori.
 
Modalità di verifica e valutazione
L’insegnante valuterà il raggiungimento degli Obiettivi Formativi da parte degli allievi sulla base delle tappe di
- comprensione dei testi-guida e dei documenti evangelici (schema elaborato nella prima fase dell’attività);
- elaborazione di opinioni personali e confronto tra posizioni diverse, in seguito al lavoro di gruppo.

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Fasi dell’attività – C
 
C - L’insegnante divide la classe in quattro gruppi eterogenei per capacità espressive, con portavoce eletti dai compagni. Ciascun gruppo prende in esame il seguente
 
DOCUMENTO
- In diretta dal mondo (opinioni in contrasto con il pensiero cristiano)
 
Sul rapporto con Dio
«La vita non è un dono, è un caso». (Vasco Rossi)
 
Sul rapporto con l’altro nella coppia
«Forse lascerò il mio ragazzo: stare con lui non mi trasmette più l’insieme di emozioni esaltanti dei primi tempi. Lui soffrirà, ma cosa ci posso fare? L’amore è eterno finché dura, non è anche il titolo di un film? Non voglio fingere.
È comunque bello vivere intensamente un rapporto giorno per giorno, finché una persona ti fa stare bene, finché ci si capisce e non ci si annoia insieme, finché ci si aiuta anche»… (Mara G., Torino, 20 anni)
 
Sul rapporto con se stessi, gli altri, Dio
«L’uomo è soltanto uno zingaro sperduto su un pianeta gelido, indifferente alla sua pena» (J. Monod, microbiologo, premio Nobel)
«So che morrò senza aver trovato risposta alle tre più importanti domande della nostra vita: di dove vengo, dove vado e che cosa sono venuto a fare: il che mi dà, quando ci penso, e ci penso sempre più spesso, un senso di disperazione» (Indro Montanelli, «Corriere della Sera», 28 febbraio 1996)
«So solo che non capisco né questa vita, né la gente che dice che vale la pena di viverla. Ho vent’anni. Ho cercato sempre di capire prima di pretendere che gli altri capissero me; mi accorgo che sono solo e che sono sempre stato solo. A che serve vivere nell’illusione?» (Enzo S., Partenopoli)
 
Sul rapporto con se stessi e/o con gli altri nella sofferenza
«Sono per l’eutanasia… di fronte a casa mia c’è una casetta del Comune per gli anziani, li vedo piegati in due sui loro bastoni, e penso che io non vorrei arrivare a questa situazione… Tra vivere ancora sei o otto mesi tra tormenti indicibili e morire, preferisco morire. Quando si dice che la vita è sacra è una stupidaggine, il dolore è sacro.
Spero solo di essere in grado quel giorno di poter decidere, ma forse… non sarò in grado di intendere e di volere. Quindi bisogna stringere alleanze, cioè dire a chi è amico: – Se mi capita questo… allora…».
(Luciano De Crescenzo, «La Stampa», 19 aprile 2001)
 
Sulla base del documento, il gruppo elabora una risposta scritta al seguente quesito: 
In quali modi le affermazioni e le idee contenute nel documento differiscono dalla concezione cristiana di amore per Dio, per gli altri, per sé?
Le risposte, concordate nei gruppi, sintetizzate in un testo con il contributo prevalente degli allievi più abili nell’espressione scritta ed esposte dai vari portavoce, daranno origine a un breve dibattito.
In un secondo momento, i gruppi potranno cercare e commentare brevemente per scritto, motivando le scelte, articoli di giornale che raccontino episodi in cui, volutamente o no, venga vissuto l’amore secondo l’ampia ottica cristiana (estrema gratuità nell’aiuto, coraggio nell’affrontare un dolore, ecc.).

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Fasi dell’attività – D
 
D - L’insegnante propone le seguenti domande, a cui rispondere individualmente per scritto. Seguirà un dibattito conclusivo.
1) (facoltativa) Racconta una tua esperienza che senti di poter condividere, in cui hai sentito di amare veramente o di essere veramente amato/a.
2) Condividi la concezione cristiana di amore? Pensi che sia attuabile? Se la condividi, fai alcuni esempi pratici su come sia possibile amare davvero se stessi, gli altri, Dio (scelte, comportamenti nel quotidiano).
Se non la condividi, in quale altro modo pensi che si debbano impostare i rapporti umani?