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Classe terza – Novembre

Tante religioni, quale verità?
di Tiziana Chiamberlando
 
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Indice

Tante religioni, quale verità?Unità di lavoro inseribile in una UdA riguardante il dialogo interreligioso; il confronto dottrinale e di pensiero tra Cristianesimo e altre “Religioni del Libro” – Ebraismo, Islam – e/o il confronto tra Cristianesimo e religioni orientali – Induismo, Buddhismo –. Cerchiamo risposte a “domande-bomba” sulla ricerca di Dio e sul confronto interculturale 1) Dialogo con “gli altri” nel rispetto di ogni credenza e missionarietà per testimoniare Cristo: sono dimensioni conciliabili per il Cristiano? 2) Perché “no” alla fusione delle grandi religioni in una sola? OSA di riferimento Conoscenze il cristianesimo e il pluralismo religioso.  Gesù, via, verità e vita per l’umanità. Abilità cogliere nei documenti della Chiesa le indicazioni che favoriscono l’incontro, il confronto e la convivenza tra persone di diversa cultura e religione.  confrontare criticamente comportamenti e aspetti della cultura attuale con la proposta cristiana. Obiettivi formativi  Conoscere il concetto di “dialogo” e la posizione specifica della Chiesa cattolica nei confronti delle altre religioni.  Conoscere la concezione cristiana di “missione”.  Saper spiegare i concetti appresi; saper esprimere opinioni in proposito; saper chiarire il rifiuto cattolico del “qualunquismo religioso”, in base al quale conta avere una qualsiasi fede – in fondo, non importa quale – e comportarsi rettamente. Competenze di riferimento dell’allievo in prospettiva triennale: Sviluppo del desiderio e della capacità di dialogo nel rispetto dell’“altro” e nella fermezza di posizioni proprie ben fondate.

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Fasi dell’attività – AA – La prima domanda L’insegnante spiega agli allievi il significato del primo quesito, lasciando spazio a loro domande spontanee («Mi hanno allevato nel cristianesimo, ma come faccio a essere certo di avere ragione quando discuto con il nuovo compagno islamico?»… «Se l’altro per me è nell’errore, devo cercare di convincerlo a cambiare idea?»). Occorre sottolineare l’importanza della questione-dialogo: di dialogo si parla moltissimo, s’intuisce come sia fondamentale per costruire la pace, ma… si sa realmente in che cosa consista? E che cosa significa, se si è cristiani, essere missionari? Chi riceve consapevolmente il Sacramento della Confermazione assume proprio un impegno di testimonianza, diviene in qualche modo “missionario”! Qual è il rapporto tra il far conoscere all’altro una verità di cui si è certi e il rispetto per le sue convinzioni diverse? Sono in gioco i rapporti umani, sempre segnati da tentazioni di prevaricazione o di “resa” alle opinioni dominanti… più difficili oggi, in una società sempre più multiculturale. Perché gli allievi possano rispondere alla domanda, l’insegnante propone loro i primi testi-guida.

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Testo guida – Due grandi tradizioniDue grandi tradizioni Le grandi religioni conducono uomini di diverse culture a trovare soluzioni agli enigmi sul senso dell’esistenza: insegnano ad affrontare il dolore, indicano bene e male – una Verità –, disarmano la morte in quanto nuovo inizio e non termine, svelano i compiti assegnati all’uomo perché la sua vita sia un viaggio con una meta e si realizzi in una possibile felicità… tutto all’interno del rapporto con un Dio sempre cercato, nella preistoria e poi nella storia dell’umanità. Oggi, «lo svilupparsi gigantesco della comunicazione grazie ai mass media ha portato a una conoscenza più ravvicinata delle varie fedi e credenze, ha permesso incontri, confronti, ravvisando il desiderio di una conoscenza più vera dei valori che ogni religione porta con sé. E ci hanno fatto capire che le grandi religioni sono una ricchezza immensa nel patrimonio dell’intera umanità» (C. Fiore). In linea generale, le grandi religioni fanno riferimento alla tradizione orientale e a quella occidentale.  Tradizione religiosa occidentale (Cristianesimo, Ebraismo, Islamismo): ha origine nell’area mesopotamica; ne fanno parte religioni rivelate, secondo cui Dio ha “preso l’iniziativa” di farsi conoscere attraverso profeti e, nel Cristianesimo, addirittura attraverso l’incarnazione di Gesù di Nazareth, il Figlio di Dio. Queste religioni «accettano il valore delle realtà mondane; credono nella loro essenziale bontà (corpo, sessualità, impegni terreni…) e perseguono la redenzione del mondo impegnandosi nelle sue strutture» (C . Fiore).  Tradizione religiosa orientale (Induismo, Buddhismo): ha origine in India. Ne fanno parte religioni non profetiche, non rivelate: i credenti vanno alla ricerca, con le loro sole forze, di un Dio essenzialmente misterioso e impersonale, l’anima di tutto ciò che vive. In esse ciò che è “terreno” è ritenuto pura illusione e causa di dolore: non può essere redento, deve essere superato. Le religioni “occidentali” indicano un itinerario etico in cui primeggiano i rapporti umani nuovi che devono trasformare la società; le religioni orientali indicano un percorso di distacco e liberazione dal mondo e dalle sue passioni. Tutte sembrano avere in comune, all’atto pratico, il tentativo di rispondere a una domanda innata nel cuore umano: «Che cos’è l’amore? Come si può amare realmente ed essere amati?» Tuttavia, le differenze tra le religioni sono grandi e innegabili.

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Testo guida – Il dialogo

Il dialogo  Il dialogo autentico, tanto più in campo religioso, si basa sul desiderio sincero di fratellanza umana. Decido che le idee diverse dell’altro non devono farne un nemico, che non devono necessariamente produrre “paura di aggressione” e neppure atteggiamenti di superiorità («Lui ha torto; o riesco a fargli cambiare idea o con me ha chiuso»); scelgo, nel rapporto, la libertà dal pregiudizio.  Il dialogo è tanto più proficuo quanto più le due parti possiedono delle convinzioni profonde e sono in grado di motivarle.  Il dialogo è scambio di ricchezze, è condivisione non presuntuosa di quanto di meglio si “possiede” (per un credente, nulla è più prezioso delle proprie convinzioni religiose): bisogna avere qualcosa di sostanzioso da donare, per poter dialogare! Ecco, apro per te il forziere del mio tesoro: posso scoprire con gioia che nei nostri forzieri ci sono gioielli uguali e sentirmi più vicino a te; posso scoprire che alcuni tuoi gioielli a me non servirebbero, ma posso imparare comunque qualcosa da te per la tua capacità di farne buon uso.  Dialogo significa dunque condivisione di convinzioni preziose, ricercando ciò che è comune nel rispetto per le differenze. Nel dialogo interreligioso, il terreno comune è dato da valori condivisibili (convinzioni ma soprattutto comportamenti e obiettivi da raggiungere), nonostante le divergenze dottrinali. Facciamo un esempio. Un Indù e un Cristiano si confrontano. Valori condivisibili: non violenza, rispetto di ogni forma di vita, importanza della preghiera e della meditazione interiore. Per l’Indù, Dio è “cosmico” e impersonale; egli crede nella reincarnazione; il Cristiano non può essere d’accordo. Per il Cristiano, Dio è Trinità; Gesù è Dio e Uomo, Redentore dal male e dalla morte, Risorto e presente, unico Maestro. Il destino voluto da Dio per ciascuno dopo la morte è il Paradiso; esiste la dottrina della resurrezione dei morti. L’Indù non può essere d’accordo. Sulla base degli importanti valori condivisi nella gioia della conoscenza reciproca, potrà nascere la novità: insieme, Indù e Cristiano potranno impegnarsi per difendere la vita, per affrontare i problemi sociali con strategie non violente… L’uno potrà comunque imparare dalla coerenza dell’altro. IL DIALOGO È FONDAMENTO DELLA PACE.

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Testo guida – MissionarietàMissionarietà Per i Cristiani, “missione” e “dialogo” non sono in contrasto: dialogo e rispetto per l’idea dell’altro non significheranno mai affermare che… l’importante è credere in un Dio e agire onestamente, perché in fondo una religione vale l’altra ed è quindi inutile far conoscere Gesù a chi già segue un’altra via. Nello specifico, la Chiesa cattolica afferma che «in tutte le religioni brilla un raggio di verità» (Nostra Aetate n. 2) e che le vie diverse per raggiungere un Dio che è unico per tutti sono degne di rispetto e tutela; tuttavia, essa è convinta, sulla base di eventi storici inerenti Gesù di Nazareth, documenti e testimonianze, che l’unico Dio abbia voluto, in un dato luogo e in un dato tempo, manifestarsi completamente e offrire all’uomo la salvezza da ogni male e perfino dalla morte proprio nella persona di Gesù. Chi vede in Lui la Via più diretta, maestra, il massimo dell’espressione di Dio, la Sua… ultima Parola, non può affermare che sia sufficiente l’“essere religiosi” in modo indefinito per realizzare la propria vita: per il Cristiano, la “Verità” (che può essere intuita almeno parzialmente da chi la cerca con animo sincero) non è un insieme di teorie, è una Persona che è proprio Via, Verità e Vita, a cui aderire affettivamente, intellettualmente, con tutte le energie dell’essere. Il Cristiano non può prescindere da Cristo e ritiene sia suo dovere far sì che Egli sia conosciuto: il Cristiano è “missus”, inviato, missionario; non con lo spirito del “superiore” che elargisce (intuire la via della verità non rende migliori, semmai conferisce maggiori responsabilità se “si sa ma non si fa”), ma con lo spirito di chi vuole condividere un inestimabile tesoro che per varie vicissitudini gli è stato affidato. Può, deve fare ciò trasmettendo conoscenze, motivando le proprie convinzioni, ma soprattutto imitando il modo di amare di Gesù. L’amore non può ferire né urtare! Se Dio è Amore, secondo i Cristiani Gesù esprime l’essenza dell’amore e lo si testimonia amando. Inoltre, per la Chiesa cattolica, chiunque cerchi di amare, pur nell’ambito di altre religioni o addirittura senza avere una fede, segue Cristo-Amore anche inconsapevolmente, senza conoscerlo e senza pronunciarne il nome: è un pellegrino della verità che forse procede lungo vie più tortuose. Dunque, è la stessa “ostinata” adesione a Cristo a far nascere nel cuore del Cristiano convinto il desiderio di dialogo, di rispetto per l’altro e una consapevolezza di fratellanza; egli si sente parte di un’umanità faticosamente in ricerca.

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Fasi dell’attività – BB – Nello spiegare i testi, l’insegnante aiuta gli allievi a chiarire dubbi, a superare pregiudizi, a formarsi opinioni fondate sulla fuga dalla superficialità. Per l’inserimento dell’argomento in Unità di Apprendimento articolate, vedere Tiziana Chiamberlando, Sentinelle del Mattino, SEI, 3° Volume e Guida. (Seguiranno fasi successive nel mese di dicembre)

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