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Classe terza – Ottobre

L’uomo: re del creato?
di Tiziana Chiamberlando
 
Periodo: Ottobre
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Indice

L’uomo: re del creato?
Identità della persona umana: A) origini B) facoltà C) coscienza morale Apprendimento unitario da promuovere L’alunno fa propri concetti fondamentali riguardanti il rapporto tra fede e scienza e l’identità dell’uomo nell’ottica cristiana ed esprime opinioni motivate. Si muove anche nell’ambito etico, psicologico e di “analisi sociale”, mettendo in relazione l’identità generale dell’essere umano (soprattutto inerente la coscienza e l’uso delle facoltà) con la sua identità di preadolescente, alla ricerca di certezze sul proprio compito nella vita e sul proprio “io”. Riferimento ai documenti Obiettivi generali del processo formativo: La Scuola Secondaria di primo grado assolve il compito di accompagnare il preadolescente nella sua maturazione globale, fino alle soglie dell’adolescenza. Dal Profilo (Pecup). Riconoscere e gestire i diversi aspetti della propria esperienza. Avvertire interiormente, sulla base della coscienza personale, la differenza tra il bene e il male. Essere disponibili al rapporto di collaborazione con gli altri. Porsi grandi domande sul mondo, sulle cose, su di sé, sul destino di ogni realtà… OSA di riferimento Conoscenze: fede e scienza, letture distinte ma non conflittuali dell’uomo e del mondo; la fede, alleanza tra Dio e uomo, vocazione e progetto di vita. Abilità: confrontare spiegazioni religiose e scientifiche del mondo e della vita; riconoscere le dimensioni fondamentali dell’esperienza di fede. Dagli OSA per l’Educazione alla convivenza civile Conoscere le problematiche affettive e psicologiche tipiche della preadolescenza. Saper approfondire la conoscenza e l’accettazione di sé. OF con standard di apprendimento Conoscere i concetti-chiave evidenziati nei testi-guida e saperli spiegare con termini appropriati. Saper comunicare in un dialogo costruttivo i frutti della propria riflessione, confrontando le proprie opinioni con quelle degli altri. Saper ipotizzare un uso ottimale delle facoltà umane (intelletto, volontà, affettività) in vista di un proprio progetto di vita. Saper operare una prima distinzione tra bene e male nell’ottica di fede e in un’ottica universale, in seguito all’indagine sulla coscienza morale. Compito unitario in situazione e modalità di verifica e valutazione Gli allievi svolgono un questionario sul rapporto fede-scienza, sull’uso delle facoltà umane e sulla coscienza morale, spiegando i concetti-chiave ed elaborando riflessioni personali che riguardino anche la loro esperienza, i loro dubbi, le loro speranze. L’insegnante valuta in base agli OF. Il primo questionario è il risultato di un lavoro di gruppo: l’insegnante valuta anche la volontà e la capacità di contribuire attivamente.

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Testo-guida n. 2(seconda parte; per la prima parte vedi Settembre) TESTO-GUIDA N. 2 Facoltà L’essere umano adulto, indipendentemente dall’età anagrafica, è colui che sa gestire le proprie facoltà in base a un progetto di vita, alla scelta di valori (mete, sentimenti, convinzioni irrinunciabili) che danno senso e direzione alla sua esistenza. Sa usare l’intelletto per imparare ciò che gli serve in ogni campo: s’impegna nello studio negli anni della sua formazione, sfruttando la propria particolare forma d’intelligenza (artistica, logico-matematica ecc.); cerca di formarsi opinioni personali, s’interroga su tutto con una “buona curiosità”, vuole assolutamente evitare che altri decidano per lui. L’affettività è l’ambito delle emozioni – gioia, paura, ansia – e delle relazioni interpersonali: con l’affettività la persona sviluppa la propria capacità di amare gli altri, di voler bene a se stessa, di rapportarsi con Dio. La volontà è il motore da accendere per raggiungere qualsiasi obiettivo. Non potrebbe esistere campione sportivo, artista, scienziato senza l’uso della volontà… un uso che educa alla fatica. Nella nostra società, la fatica fa paura… oppure, può essere una splendida esperienza: è vita vera quella di un giovane che “sta fermo lì”, non prende alcuna direzione, inganna la noia alla meno peggio? Quale sensazione di pienezza proverà, invece, il giovane pianista che suona e lavora per ore ogni giorno, come un guerriero tenace, combattendo contro i propri limiti, e cresce e migliora e vede il suo sogno di musicista ogni giorno più realizzabile? Chi ha un progetto di vita cristiano lavorerà tenacemente, potenziando al massimo le proprie facoltà, per migliorare il mondo, per mezzo dell’amore generoso che impara da Cristo. La coscienza Esiste una super-facoltà, nell’essere umano, che è l’essenza del suo mistero: la coscienza morale. Essa mette in azione il motore della volontà, orienta l’affettività e l’intelletto, permette di giudicarne l’agire e di correggere la rotta… La coscienza è un insopprimibile istinto, che scaturisce dal “luogo interiore” in cui siamo noi stessi nel modo più autentico, senza alcuna possibilità di finzione; essa ci induce a distinguere tra bene e male – non tra “piacevole” e “scomodo” – e ci ordina di fare il bene. Per i credenti, la coscienza è la voce di Dio nel cuore dell’uomo. Secondo il Concilio Vaticano II «La coscienza è il nucleo più segreto e il sacrario dell’uomo, dove si trova solo con Dio, la cui voce risuona nell’intimità personale» (Gaudium et Spes, 16). «Nell’intimo della coscienza l’uomo scopre una legge che non è lui a darsi, ma alla quale deve invece ubbidire e la cui voce, quando occorre, chiaramente dice: fai questo, fuggi quest’altro. L’uomo ha in realtà una legge scritta da Dio nel suo cuore: obbedire a questa legge è la dignità stessa dell’uomo e secondo essa sarà giudicato». «… Nel dettame della coscienza si delinea chiaramente la tendenza a sentirsi responsabile non solo per qualcuno ma in maniera radicale anche “davanti” a qualcuno che non può essere identificato né con il proprio io né con l’altro uomo, né con la società» (W. Hesse). La coscienza è anche tribunale delle azioni: prima, durante, dopo un’azione essa ci approva o ci rimprovera, provocando rimorso. È comunque innegabile, per credenti e non credenti, il fatto che la coscienza suggerisca a ogni uomo l’idea che debba esistere un Bene assoluto, non soggetto a opinioni, usi e costumi; un Bene da ricercare tenacemente. Esso sembra innanzitutto manifestarsi nella “legge naturale” scritta nei cuori: si tratta di principi universalmente condivisibili, che riguardano valori indiscutibilmente fondamentali per tutti, per la stessa sopravvivenza: la sacralità della vita, l’importanza della pace e dell’onestà, ecc. Per il Cristiano, criterio del Bene è Gesù-Amore; è bene ogni scelta che si uniformi alla legge dell’“amore a tre volti” vissuto da Gesù: per il prossimo, generoso e creativo fino al perdono del nemico; per Dio Padre; per se stessi, percependosi come creature desiderate e investite sicuramente di un’importante missione da Lui. Nella coscienza, in particolare, per il Cristiano agisce lo Spirito Santo, forza ispiratrice e sostegno nelle scelte: «Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé» (Gal 5,22). Già l’uomo dell’Antico Testamento appare in continuo, attento ascolto della Parola ispiratrice; criterio del bene è il rispetto dell’Alleanza con Dio, attuato con l’osservanza della sua Legge. Perché possa funzionare, la coscienza deve essere educata. Il bambino identifica come Bene e Male ciò che è tale per i genitori; crescendo, deve essere aiutato a interrogarsi seriamente, a trovare criteri suoi di verità, evitando soluzioni di comodo nell’affrontare qualsiasi situazione. Per il Cristiano, Antico e Nuovo Testamento sono i due grandi “fari”: «Porrò la mia legge nel loro animo, la scriverò sul loro cuore…» (Ger 31,33). San Paolo, nelle sue lettere, utilizza 21 volte il termine “coscienza”. La coscienza si educa anche chiedendo consiglio a persone identificate come guide e modelli, degne di stima, autorevoli. Per i cristiani cattolici, il Magistero della Chiesa, aiutato da Dio a non sbagliare nel definire verità di fede e nell’interpretare la Parola, rappresenta un punto di riferimento irrinunciabile. Se l’intenzione del cuore è davvero retta, se nella persona esiste una “opzione fondamentale”, una scelta assoluta in favore dell’amore, la coscienza dovrà avere l’ultima, definitiva parola nell’orientare l’azione. Purtroppo, la libertà della persona umana può condurre a voler mettere a tacere la coscienza fino perdere la capacità di percepirla; la coscienza si può uccidere, rinunciando con determinazione alla ricerca di ciò che è giusto in favore di ciò che è comodo o immediatamente attraente. Pensando alla cronaca nera, ricordiamo per esempio i lanciatori di sassi dai cavalcavia, oppure gli ignoti che hanno, in una metropoli del Nord Italia, cosparso di benzina un “barbone” tentando di bruciarlo vivo… Si può uccidere la coscienza fino a disumanizzarsi completamente. La “coscienza morale” descritta è un elemento fondamentale dell’identità della persona umana.

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Terza fase dell’attivitàL’insegnante di religione presenta il secondo testo-guida. Propone poi agli allievi un questionario a cui rispondere individualmente per scritto, valutabile in base agli OF. 1) Fai degli esempi concreti di uso secondo te positivo, per un ragazzo della tua età, di intelletto, affettività e volontà; fai degli esempi “contrari”, che illustrino scelte per te decisamente negative. 2) Sintetizza con parole tue il concetto di “coscienza morale” e le sue funzioni. 3) In quali circostanze la coscienza è difficile da seguire? Fai qualche esempio pratico. 4) Seguire la coscienza aiuta a crescere. È vera questa affermazione? Fai qualche esempio. 5) Sulla base di tutti i testi letti, fai un identikit della persona umana, descrivendone le caratteristiche che la rendono tale secondo te. Potrà essere particolarmente costruttivo elaborare un “identikit sintetico” e conclusivo dell’essere umano, che riporti, in schema, le osservazioni degli allievi e la puntualizzazione dell’insegnante. Una valutazione conclusiva terrà conto del precedente lavoro di gruppo, oltre che del questionario finale. Per l’inserimento dell’argomento in Unità di Apprendimento articolate, vedere Tiziana Chiamberlando, Sentinelle del Mattino, SEI, 3° Volume e Guida.