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Classe terza – Settembre

L'uomo: re del creato?
di Tiziana Chiamberlando
 
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Indice

L’uomo: re del creato?
Identità della persona umana: A) origini B) facoltà C) coscienza morale Apprendimento unitario da promuovere L’alunno fa propri concetti fondamentali riguardanti il rapporto tra fede e scienza e l’identità dell’uomo nell’ottica cristiana ed esprime opinioni motivate. Si muove anche nell’ambito etico, psicologico e di “analisi sociale”, mettendo in relazione l’identità generale dell’essere umano (soprattutto inerente la coscienza e l’uso delle facoltà) con la sua identità di preadolescente, alla ricerca di certezze sul proprio compito nella vita e sul proprio “io”. Riferimento ai documenti Obiettivi generali del processo formativo: La Scuola Secondaria di primo grado assolve il compito di accompagnare il preadolescente nella sua maturazione globale, fino alle soglie dell’adolescenza. Dal Profilo (Pecup).  Riconoscere e gestire i diversi aspetti della propria esperienza.  Avvertire interiormente, sulla base della coscienza personale, la differenza tra il bene e il male.  Essere disponibili al rapporto di collaborazione con gli altri.  Porsi grandi domande sul mondo, sulle cose, su di sé, sul destino di ogni realtà… OSA di riferimento Conoscenze: fede e scienza, letture distinte ma non conflittuali dell’uomo e del mondo; la fede, alleanza tra Dio e uomo, vocazione e progetto di vita. Abilità: confrontare spiegazioni religiose e scientifiche del mondo e della vita; riconoscere le dimensioni fondamentali dell’esperienza di fede. Dagli OSA per l’Educazione alla convivenza civile Conoscere le problematiche affettive e psicologiche tipiche della preadolescenza.  Saper approfondire la conoscenza e l’accettazione di sé. OF con standard di apprendimento Conoscere i concetti-chiave evidenziati nei testi-guida e saperli spiegare con termini appropriati.  Saper comunicare in un dialogo costruttivo i frutti della propria riflessione, confrontando le proprie opinioni con quelle degli altri.  Saper ipotizzare un uso ottimale delle facoltà umane (intelletto, volontà, affettività) in vista di un proprio progetto di vita (vedi secondo testo-guida, mese di ottobre).  Saper operare una prima distinzione tra bene e male nell’ottica di fede e in un’ottica universale, in seguito all’indagine sulla coscienza morale (vedi secondo testo-guida, mese di ottobre). Compito unitario in situazione e modalità di verifica e valutazione Gli allievi svolgono un questionario sul rapporto fede-scienza, sull’uso delle facoltà umane e sulla coscienza morale, spiegando i concetti-chiave ed elaborando riflessioni personali che riguardino anche la loro esperienza, i loro dubbi, le loro speranze. L’insegnante valuta in base agli OF. Il primo questionario è il risultato di un lavoro di gruppo: l’insegnante valuta anche la volontà e la capacità di contribuire attivamente.

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A) Origini

TESTO-GUIDA N. 1  

 

Scienza, fede e mistero dell’uomo

Il rapporto tra scienza e fede può non essere conflittuale, se ciascuna delle due parti rispetta l’autonomia dell’altra senza “invasioni di campo”. La scienza indaga sui fenomeni e sulle leggi che li regolano: si occupa del “come”. La teologia e gli studi biblici, per quanto riguarda il Cristianesimo, indagano sul “perché”, sul significato di tutto ciò che avviene. I due percorsi di indagine possono reciprocamente arricchirsi. Lo scienziato che sperimenta il “senso del limite” può accettare la dimensione religiosa come unico “sbocco possibile”: la scienza non può, come la fede, offrire risposte sul “perché” del dolore, sull’essenza dell’amore… Inoltre, non è in grado di dire tutto neppure sulle leggi naturali studiate dalla fisica, dalla chimica, dalla biologia; manca sempre “l’ultima spiegazione”, e la ricerca sembra rimandare a un’Intelligenza suprema organizzatrice; ogni effetto rimanda a una causa… fino a poter ipotizzare una “Causa prima” di tutto ciò che esiste! Gli scienziati possono accettare la teoria del Big Bang, l’esplosione che avrebbe generato la materia dell’universo, ma non possono scientificamente dire nulla del “prima”. Le scoperte scientifiche, a loro volta, conducono la persona di fede a contemplare più da vicino la stupefacente complessità dell’universo conosciuto, a meravigliarsi e a gioire… per l’inventiva di Dio, senza temere il progresso scientifico se posto al servizio dell’umanità. In campo scientifico, nascono progetti (National Accademy of Sciences) per promuovere un dialogo costruttivo tra scienza e fede; dal 1936 esiste, in Vaticano, un’Accademia Pontificia delle Scienze, composta da 80 scienziati di fama mondiale. Sono interessanti le affermazioni di molti scienziati credenti. «Ogni volta che scopro qualcosa di nuovo sulla genetica, provo un sentimento di soggezione, perché l’umanità arriva a conoscere una cosa che prima era nota solo a Dio…» (F. Collins, genetista). «Ci deve essere qualcosa al di fuori del finito» (M. Battaglia). «… Perché sia nel microcosmo che nel macrocosmo esiste un ordine che non può non porre Dio come postulato» (G . Tarro). L’essere umano, nella sua complessità, è il più appassionante mistero per la scienza e per la fede. Siamo, oggi, oltre sei miliardi e 600 milioni di persone: tutte simili, tutte differenti. La persona umana appare unica nel creato, nonostante le affinità biologiche con il mondo animale. Il suo computer-cervello le consente un’assoluta supremazia dell’intelletto, il pensiero astratto e il linguaggio parlato. L’uomo ha coscienza di sé, dei propri sentimenti, della propria identità; egli può distinguere tra bene e male e scegliere liberamente; nell’ambito affettivo, può amare in modo altruistico fino al perdono, può collegare innamoramento e sessualità… È unica la capacità umana di riflessione e creatività nel risolvere i problemi; è propria soltanto dell’uomo l’espressione artistica: pittura, musica, poesia… Rispetto al mondo animale, l’uomo è semplicemente “di più” o è radicalmente “altro”? Secondo il Gesuita Padre E. Carreira Perez, «la coscienza umana – intesa come conoscenza e percezione di sé, ma anche come tribunale delle azioni, luogo interiore dove distinguere tra bene e male – non può derivare da un’interazione della materia, ma soltanto da una spinta interiore impressa da un Creatore sulla base di un disegno intelligente. C’è dunque un doppio livello dell’attività umana, che dipende da due diverse fonti, la materia e lo spirito, messe insieme in una unità personale». Secondo Mons. Ilvo Coniglia, «per la Bibbia, l’uomo non è un animale superiore agli altri: è un essere a parte. Una cosa è la somiglianza o la discendenza anatomica dai primati, quale emerge da studi scientifici, un’altra è constatare la sua alterità intellettuale e spirituale». Dunque, in una visione cristiana della vita l’uomo è «altro» rispetto agli animali; è creato da Dio a Sua immagine, ne riflette l’essenza di Amore nelle sue relazioni; è l’unico a poter entrare in contatto con Lui, l’unico che può vivere nella fede ed esprimerla. Materia e spirito rappresentano un doppio livello, armonizzato, della sua essenza; l’uomo ha un’anima, un’identità spirituale immortale. Evoluzione Nel I859, il naturalista inglese Charles Darwin, nel saggio Sull’origine delle specie e successivamente ne L’origine dell’uomo, affermò l’evoluzione di tutte le forme animali e vegetali da poche specie: anche l’uomo sarebbe derivato da primati simili alle scimmie tramite la selezione naturale, con il prevalere di individui portatori di nuove caratteristiche di adattabilità ambientale. Nel clima culturale dell’800, che mitizzava l’importanza della scienza, Darwin venne influenzato dal filosofo Compte e lo si può definire personalmente materialista; tuttavia, la teoria dell’evoluzione può essere interpretata in modo sia materialista che “spiritualista”, come affermò Giovanni Paolo II nel 1997. Secondo la lettura materialistica, l’evoluzione è un fatto puramente biologico, a cui non presiede alcuna Intelligenza superiore; nella lettura spiritualistica, il processo evolutivo è parte del progetto di un Creatore, un progetto che dà senso alla nascita di ogni essere umano. Se il motore dell’evoluzione è riscontrabile in un insieme di variazioni casuali delle specie, fino al prevalere di individui forti con la selezione naturale, non esiste alcun progetto originario, non esiste un Creatore. Molti scienziati hanno esaltato “la casualità”, smentendo la stessa scientifica evidenza di un concatenarsi di cause ed effetti che non sembra lasciare al caso molto spazio… «L’enfasi sul caso», afferma F. Facchini, sacerdote e ordinario di Antropologia all’università di Bologna, «è una implicita ammissione della nostra ignoranza su un argomento di cui pretendiamo di sapere tutto». Per il cristiano, l’evoluzione è una meravigliosa espressione dell’atto creativo del Dio che ogni giorno chiama alla vita, preserva le vite esistenti, conduce lungo vie nuove di crescita e miglioramento. Afferma P. Coyne: «Dio è amore e per effetto dell’amore ha creato, ed ha creato precisamente in modo evoluzionistico, in quanto voleva un mondo che partecipasse alla Sua propria creatività e al Suo dinamismo. La creazione non è un fatto puntiforme verificatosi in un istante, ma un processo continuo. Dio continua ad accarezzare l’universo, a lavorare insieme ad esso». Secondo il Catechismo della Chiesa Cattolica (sezione II, cap. 1, art. 1, par. 4, n. 301-302-303), «la creazione ha la sua propria bontà e perfezione, ma non è uscita dalle mani del Creatore interamente compiuta. È creata in stato di via verso una perfezione ultima alla quale Dio l’ha destinata, ma che ancora deve essere raggiunta. Chiamiamo divina Provvidenza le disposizioni per mezzo delle quali Dio conduce la creazione verso questa perfezione». La creazione si estende nel tempo, Dio utilizza le leggi della natura da Lui creata, regolatrici delle mutazioni genetiche e ambientali. L’anima dell’uomo è creata per ciascuno e infusa da Dio in ogni essere umano. La Bibbia Due racconti, nella Genesi, presentano la creazione del mondo e di ogni essere vivente, dell’uomo e della donna. Risalgono al settimo e al decimo-nono secolo a.C. Essi spiegano le finalità della creazione; non sono racconti storici o esposizioni scientifiche, ma racconti eziologici sulle cause e sulle origini; non sono in contrasto con le scoperte scientifiche o con la teoria dell’evoluzione. I molti simboli e la componente mitica devono essere interpretati per far approdare alla verità religiosa. Così, l’“albero del bene e del male” rappresenta la possibilità di scelta dei primi uomini e delle prime donne e dell’umanità di ogni tempo; Adamo plasmato dal fango rappresenta la fragilità umana che coesiste con la somiglianza con Dio, ecc. L’uomo e la donna sono chiamati per amore al rapporto con Dio, rapporto tramite cui scoprire la via di realizzazione dell’esistenza: far parte del Suo progetto vivendo la comunione con Lui, con gli altri, con l’umanità, con la natura di cui sono custodi, per costruire una realtà di riconciliazione. L’uomo è colui a cui Dio rivela il senso del suo esistere; è destinato, in Cristo, a essere salvato dal male e dalla morte. In ogni sua manifestazione, l’uomo è dunque anche “risposta” a Dio all’interno di un’Alleanza.

 

 

 

 

 

 

 

 

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Fasi dell’attivitàPrima fase dell’attività Gli insegnanti di religione e scienze, possibilmente in compresenza, forniscono agli allievi, leggono e spiegano il primo testo-guida, approfondendo alcuni spunti in base alle rispettive competenze. L’insegnante di religione suddivide la classe in piccoli gruppi eterogenei, che eleggeranno i loro portavoce. I gruppi dovranno rispondere per scritto alle seguenti domande, producendo un loro testo con le risposte concordate e tentando di “andare oltre” con qualche opinione. In cosa l’uomo si distingue da ogni altro essere vivente? In una visione cristiana della vita, qual è il compito fondamentale dell’uomo? In cosa consiste la sua “grandezza”? Perché la teoria dell’evoluzione e la visione cristiana e biblica della vita non sono necessariamente in contrasto? Seconda fase I portavoce espongono i testi elaborati dai gruppetti. Le risposte vengono confrontate in un dibattito; l’insegnante valuta il lavoro in relazione agli Obiettivi Formativi n. 1-2. (Seguono fasi successive nel mese di ottobre)