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Il volto della Sindone

di Donatella Fait, Stefano Cagol
 
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INDICE

SCHEDA TECNICA

Tipo di reliquia:
Sindone (dal greco sindón, "tela di lino"), antico lenzuolo funebre della lunghezza di 436 X 110 cm. L’immagine dell’uomo impressa non è un dipinto o un disegno; è tridimensionale e ha la particolarità di avere le stesse caratteristiche del negativo di una foto; è stabile alle alte temperature e all’acqua; diventa fluorescente ai raggi ultravioletti.

Soggetto:
Immagine (impressa su un lenzuolo di lino) di un uomo (identificato da molti studiosi con il Cristo) che ha subìto la tortura e la crocifissione, come lo dimostrano gli evidenti segni di ferite sul costato, sulle mani e sui piedi.

Datazione:
Dopo accesi dibattiti, rigorose ricerche e scrupolose analisi gran parte degli studiosi concordano nel datare la Sindone al I secolo d.C.

Luogo di provenienza:
Telo proveniente dal territorio siro-palestinese, come lo dimostrano i diversi pollini antichi ritrovati.

Luogo di conservazione:
Attualmente la Sindone è conservata a Torino (Italia) nella Cappella del Guarini all’interno della Cattedrale di San Giovanni Battista.

Altri segni particolari:
Tracce di sangue: gruppo sanguigno ab, comune nel Vicino Oriente e dna maschile. Tracce di bruciature subìte in seguito all’incendio del 1532 a Chambéry. Rammendi per coprire i buchi delle bruciature più estese. Impronta di tre monete (lepta) del tempo di Pilato (29-30 d.C.), sopra le palpebre (come da antica usanza ebraica della sepoltura). Presenza di antichi pollini di piante che crescono solo a Gerusalemme, nella valle del Giordano, nell’altopiano di Edessa in Turchia e a Costantinopoli.

Fonti:
I quattro Vangeli
Vangelo degli Ebrei, testo apocrifo (II secolo)
Atti di Pilato, testo apocrifo
Vangelo di Nicodemo, testo apocrifo
Transitus, V secolo
ROBERT DE CLARY, La conquista di Costantinopoli

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STORIA DELLA RELIQUIA DELLA SINDONE

Secondo la tradizione, il lungo telo che aveva ricoperto il cadavere di Gesù venne donato a Maria, sua madre, la quale lo conservò con cura e lo venerò con somma devozione assieme a una cerchia di pochissime persone. Su tale reliquia si celebrò la prima memoria eucaristica, sette giorni dopo la resurrezione di Cristo.
Dopo la morte di Maria, la Sindone venne collocata nella sua caverna funeraria.
Da Gerusalemme, dove rimase per i primi sette secoli, la reliquia venne traslata dapprima a Costantinopoli, poi, al termine della quarta crociata (1204), ad Atene. Da questo momento in poi le tracce storiche diventano inconfutabili.
Nei secoli successivi la Sindone venne trasferita in Francia, e collocata da Geoffroy de Chanry, valoroso cavaliere crociato, nella chiesa da lui fondata a Lirey nella Champagne (1353).
Nel corso della prima metà del Quattrocento, a causa dell’acuirsi della Guerra dei Cent’anni, i canonici di Lirey affidarono la reliquia al conte Umberto de la Roche, il quale, alla sua morte (1448) la lasciò a sua moglie Margherite de Charny, nipote di Goffredo I.
Questa ritirò la Sindone dalla chiesa di Lirey (1418) e la consegnò ai duchi di Savoia in cambio di benefici. I Savoia dapprima la custodirono nella cappella del castello di Chambéry, poi in seguito ad un incendio (1532), a Torino (14 settembre 1578), dove ancor oggi risiede nella Cappella del Guarini all’interno della Cattedrale di San Giovanni Battista.
Per volontà testamentaria di Umberto II di Savoia, nel 1983 la reliquia fu donata alla Santa Sede, che nominò “custode” pro tempore l’arcivescovo di Torino.
Nel 1988 un frammento della Sindone venne sottoposto a un’indagine radiocarbonica che collocò la nascita della Sindone tra il 1260 e il 1390. I risultati dell’analisi C14 furono però messi in discussione da numerosi scienziati, tra cui il chimico russo Kuznetsov, secondo cui l’incendio del 1532 e la presenza di colonie batteriche avrebbero alterato completamente i risultati “ringiovanendo” il telo. La Sindone continua dunque ad essere un mistero e gli studi proseguono.
Nel 1997 scoppiò un incendio nella Cappella del Guarini e la Sindone venne salvata dai vigili del fuoco.
L’ultima ostensione pubblica della reliquia risale al 2010.
 

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ATTIVITA’ DIDATTICA

Prima attività didattica

Ricomponi il percorso geografico della Sindone in questi secoli, collegando con delle frecce le diverse città interessate e stabilendone l’ordine di successione.

 

Seconda attività didattica

Dopo aver letto la descrizione della passione di Gesù nei Vangeli individua i particolari che si possono ricollegare alle torture subite dall’ “uomo della Sindone”, poi trascrivi i versetti nella tabella.

 L’uomo  della Sindone  Gesù nei Vangeli
Corona di spine Mt 27,29
Mc 15,17
Gv 19,2
Flagellazione (più di 100 colpi)

Mt 27,26
Mc 15,15
Gv 19,1

Caduta sotto il peso del patibolo (circa 50 kg) come lo dimostrano le tracce di terriccio nelle ginocchia e nel naso e altre lesioni presenti sul corpo. Mt 27,32
Mc 15,21
Lc 23,26
Gv 19,17
Zona contusa ed escoriata tra lo zigomo destro e il naso, frattura della cartilagine del naso. Mc 15,19
Crocifissione Mt 27,35
Mc 15,24-25
Lc 23,33
Gv 19,18
Trafittura al costato; il sangue della ferita del torace è sgorgato da una persona già cadavere, per cui la parte sierosa bianca è distinta da quella rossa. Gv 19,34


 

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