<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Multimedia</title>
	<atom:link href="http://idr.seieditrice.com/multimedia/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://idr.seieditrice.com/multimedia</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Wed, 01 Dec 2010 10:06:57 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.1.1</generator>
		<item>
		<title>I luoghi di culto: la chiesa cristiana</title>
		<link>http://idr.seieditrice.com/multimedia/mappe/la-chiesa-cristiana/</link>
		<comments>http://idr.seieditrice.com/multimedia/mappe/la-chiesa-cristiana/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 10:05:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mappe interattive]]></category>
		<category><![CDATA[Luoghi sacri]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://idr.seieditrice.com/multimedia/?p=323</guid>
		<description><![CDATA[I luoghi di culto delle religioni monoteiste incorporano, sotto il profilo strutturale, gli elementi fondamentali dei riti che vi si celebrano. Rappresentano il cuore del culto sotto il profilo spirituale ma sono anche i centri della comunit&#224; religiosa. La chiesa cristiana, che nel corso del tempo ha rappresentato&#160;uno fra i maggiori stimoli alla produzione artistica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I <strong>luoghi di culto</strong> delle religioni monoteiste incorporano, sotto il profilo strutturale, gli elementi fondamentali dei riti che vi si celebrano. <br />
Rappresentano il cuore del culto sotto il profilo spirituale ma sono anche i centri della <strong>comunit&agrave; religiosa</strong>.</p>
<p>La <strong>chiesa cristiana</strong>, che nel corso del tempo ha rappresentato&nbsp;uno fra i maggiori stimoli alla produzione artistica in Europa e nel mondo, porta nella sua struttura tanto&nbsp;il Cristianesimo, il suo messaggio e le sue peculiarit&agrave;, quanto la lunga storia di presenza nella societ&agrave;. Troviamo quindi nella struttura della chiesa cristiana gli elementi che preservano e rendono possibile il culto, quanto segnali dei rapporti fra la religione e la storia dei popoli.</p>
<p>Questo progetto analizza gli <strong>elementi basilari </strong>dell&#8217;architettura della chiesa cristiana indagando per ciascuno <strong>la struttura</strong>, ovvero le caratteristiche architettoniche e&nbsp;<strong>la derivazione dottrinale</strong>, ovvero la funzione in relazione al culto. Per ogni elemento &egrave; stata inoltre realizzata una <strong>bibliografia</strong> minima degli esempi ed esemplari di maggiore interesse.</p>
<p>La mappa che ne deriva, <strong>multimediale</strong> e i cui testi sono fruibili anche in <strong>formato audio</strong>, &egrave; stata arricchita di <strong>immagini </strong>delle pi&ugrave; importanti opere di riferimento.</p>
<p><a href="http://idr.seieditrice.com/materiali/chiesa/index.html" target="_blank">Vai alla mappa</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://idr.seieditrice.com/multimedia/mappe/la-chiesa-cristiana/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il pellegrinaggio da Roma a Canterbury tra arte, letteratura, musica e cinema</title>
		<link>http://idr.seieditrice.com/multimedia/mappe/il-pellegrinaggio-da-roma-a-canterbury-tra-arte-letteratura-musica-e-cinema/</link>
		<comments>http://idr.seieditrice.com/multimedia/mappe/il-pellegrinaggio-da-roma-a-canterbury-tra-arte-letteratura-musica-e-cinema/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 09:36:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mappe interattive]]></category>
		<category><![CDATA[Luoghi sacri]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://idr.seieditrice.com/multimedia/?p=309</guid>
		<description><![CDATA[Nel 990 dopo Cristo Sigerico, appena nominato arcivescovo di Canterbury, si rec&#242; a Roma per ricevere da Papa Giovanni XV le insegne di arcivescovo. Percorse la via Francigena, che solo in parte &#232; una strada nel senso moderno del termine: all&#8217;epoca era, come tutte le direttrici viarie, pi&#249; che altro un insieme di percorsi che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 990 dopo Cristo <strong>Sigerico</strong>, appena nominato arcivescovo di <strong>Canterbury</strong>, si rec&ograve; a Roma per ricevere da Papa Giovanni XV le insegne di arcivescovo.<br />
Percorse la <strong>via Francigena</strong>, che solo in parte &egrave; una strada nel senso moderno del termine: all&#8217;epoca era, come tutte le direttrici viarie, pi&ugrave; che altro un insieme di percorsi che si sovrapponevano solo in parte e spesso si diramavano. <br />
Sulla via del ritorno, Sigerico ha redatto un <strong>diario</strong> in cui annotava le tappe del suo viaggio. Alcune delle tappe sono evidenziate sulla <strong>mappa multimediale</strong> perch&eacute; forniscono argomenti di interesse che riguardano <strong>il tema del pellegrinaggio </strong>o l&#8217;importanza del luogo.<br />
Cliccando sulla mappa in corrispondenza di ogni tappa evidenziata potrai accedere ad alcune schede che parlano di cose, persone e fatti.<br />
Come ogni viaggio anche questo &egrave; un percorso che segue una rotta e ha una meta, ma lungo il percorso si incontrano molte cose da vedere e molte cose a cui pensare. I pellegrini e i viaggiatori di ogni epoca viaggiavano e viaggiano ancora oggi proprio per questo.</p>
<p>La mappa&nbsp;multimediale propone un percorso <strong>multidirezionale</strong> (geografico, <strong>verticale</strong>&nbsp;rispetto ai temi&nbsp;e <strong>orizzontale</strong> rispetto tra le varie discipline) per scoprire i racconti, gli eventi storici, le vite e le opere degli uomini che si sono succedute, in ogni tempo, lungo tutta la via Francigena.</p>
<p>La mappa colleziona testi (fruibili anche in formato <strong>audio</strong>), <strong>immagini</strong>, <strong>video </strong>e <strong>audio tematici</strong>.</p>
<p><a href="http://idr.seieditrice.com/materiali/pellegrini/index.html" target="_blank">Vai alla mappa</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://idr.seieditrice.com/multimedia/mappe/il-pellegrinaggio-da-roma-a-canterbury-tra-arte-letteratura-musica-e-cinema/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La resurrezione di Gesù</title>
		<link>http://idr.seieditrice.com/multimedia/percorsi-nellarte/la-resurrezione-di-gesu/</link>
		<comments>http://idr.seieditrice.com/multimedia/percorsi-nellarte/la-resurrezione-di-gesu/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2009 22:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Percorsi nell'arte]]></category>
		<category><![CDATA[La Bibbia nell'arte]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://idr.seieditrice.com/multimedia/?p=13</guid>
		<description><![CDATA[La resurrezione nei Vangeli e nell&#8217;arte La resurrezione di Ges&#249; dal sepolcro, la terza notte successiva alla sua morte, non ebbe osservatori diretti e pertanto non &#232; descritta nei Vangeli, i quali riferiscono le testimonianze successive. I punti essenziali su cui tutti e quattro gli evangelisti concordano sono i seguenti: Maria Maddalena e altre donne [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="titolo_contributo">La resurrezione nei Vangeli e nell&#8217;arte</span></p>
<p style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt"><span>La resurrezione di Ges&ugrave; dal sepolcro, la terza notte successiva alla sua morte, non ebbe osservatori diretti e pertanto non &egrave; descritta nei Vangeli, i quali riferiscono le testimonianze successive. I punti essenziali su cui tutti e quattro gli evangelisti concordano sono i seguenti: Maria Maddalena e altre donne si recano al sepolcro, all&rsquo;alba del quarto giorno, per completare l&rsquo;imbalsamazione del corpo di Ges&ugrave;; trovano che la pietra con cui i sommi sacerdoti e i farisei l&rsquo;avevano fatta sigillare per evitare un eventuale trafugamento del cadavere (vedi Matteo 27,62-66) &egrave; stata rimossa e il sepolcro &egrave; vuoto; infine, Ges&ugrave; risorto appare a varie riprese, prima alle donne e successivamente ai discepoli. Ciascuno di questi punti &egrave; stato oggetto di una vastissima iconografia, la quale non ha tuttavia rinunciato a fissare la propria attenzione sul momento fondamentale, quello della resurrezione vera e propria, a causa del suo altissimo contenuto religioso e simbolico. </span></p>
<p style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt"><span>&nbsp;</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt"><span>Poich&eacute;, come abbiamo detto, nessuno dei quattro Vangeli descrive il momento preciso in cui Ges&ugrave; risorto esce dal sepolcro, riportiamo in forma sintetica le versioni dei quattro Vangeli concernenti la rivelazione dell&rsquo;avvenuta resurrezione. </span></p>
<p style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt"><span>&nbsp;</span></p>
<p style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt"><strong><span>dal Vangelo di Matteo</span></strong></p>
<p style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt"><span>Passato il sabato, al sorgere dell&rsquo;alba Maria Maddalena e &laquo;l&rsquo;altra Maria&raquo; (Maria di Cleofa, madre di Giacomo e di Giuseppe) si recano al sepolcro <strong>(28,1).</strong> Vi &egrave; &laquo;un gran terremoto&raquo; e appare un angelo dall&rsquo;aspetto &laquo;come la folgore&raquo; che fa rotolare via la pietra. Nel vederlo, la guardie, sconvolte, diventano &laquo;come morte&raquo; <strong>(28,2-4)</strong>. L&rsquo;angelo annuncia alle donne: &laquo;So che cercate Ges&ugrave; crocifisso; non &egrave; qui: &egrave; risorto&raquo;, e le invita a comunicare la notizia ai discepoli <strong>(28,5-7)</strong>. Mentre le donne si recano dai discepoli, Ges&ugrave; appare loro dicendo &laquo;Rallegratevi!&raquo; <strong>(28,8-10)</strong>. </span></p>
<p style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt"><span>&nbsp;</span></p>
<p style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt"><strong><span>dal Vangelo di Marco</span></strong></p>
<p style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt"><span>Trascorso il sabato, allo spuntar del sole Maria Maddalena, Maria di Giacomo e Maria di Salome si recano al sepolcro per imbalsamare Ges&ugrave; <strong>(16,1-2)</strong>. Trovano che la pietra &egrave; rotolata via e all&rsquo;interno vi &egrave; un giovane &laquo;rivestito di una veste bianca&raquo; che annuncia loro la resurrezione di Ges&ugrave;, invitandole a comunicarlo ai discepoli e &laquo;specialmente a Pietro&raquo;. Le donne per&ograve;, prese dalla paura, &laquo;non dissero nulla a nessuno&raquo; <strong>(16,3-8)</strong>. Ges&ugrave; risorto appare allora a Maria Maddalena, a due discepoli e infine a tutti gli Undici <strong>(16,9-14)</strong>. </span></p>
<p style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt"><span>&nbsp;</span></p>
<p style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt"><strong><span>dal Vangelo di Luca</span></strong></p>
<p style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt"><span>Il primo giorno della settimana, di buon mattino, Maria di Magdala (Maddalena), Giovanna (moglie di Chuza, amministratore di Erode, discepola di Ges&ugrave;), Maria di Giacomo e altre donne si recano al sepolcro &laquo;portando gli aromi che avevano preparato&raquo; <strong>(24,1)</strong>. Trovano che la pietra &egrave; stata rimossa e il sepolcro &egrave; vuoto. Appaiono due uomini &laquo;con vesti splendenti&raquo; che annunciano loro la resurrezione di Ges&ugrave; <strong>(24,2-8)</strong>. Le donne riferiscono la notizia agli Undici, che per&ograve; si mostrano increduli. Pietro corre al sepolcro per verificare di persona, ma trova solo le bende che avvolgevano il corpo di Ges&ugrave; <strong>(24,9-12)</strong>. </span></p>
<p style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt"><span>&nbsp;</span></p>
<p style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt"><strong><span>dal Vangelo di Giovanni</span></strong></p>
<p style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt"><span><span>Mentre &egrave; ancora buio, il primo giorno della settimana Maria Maddalena si reca al sepolcro e vede che la pietra &egrave; stata rimossa <strong>(20,1)</strong>. Va subito ad avvisare Pietro e &laquo;l&rsquo;altro discepolo che Ges&ugrave; amava&raquo; (lo stesso Giovanni evangelista), i quali corrono al sepolcro ove rinvengono le bende e il sudario, quindi ritornano a casa <strong>(20,2-10)</strong>. Maria invece rimane al sepolcro ove le appaiono due angeli e subito dopo lo stesso Ges&ugrave; (episodio del &laquo;Noli me tangere&raquo; <strong>(20,11-17)</strong>.</span></span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://idr.seieditrice.com/multimedia/percorsi-nellarte/la-resurrezione-di-gesu/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La rappresentazione dell&#8217;Inferno</title>
		<link>http://idr.seieditrice.com/multimedia/percorsi-nellarte/iconografia-dellinferno/</link>
		<comments>http://idr.seieditrice.com/multimedia/percorsi-nellarte/iconografia-dellinferno/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 28 May 2009 15:48:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Percorsi nell'arte]]></category>
		<category><![CDATA[Iconografia dell'aldilà]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://idr.seieditrice.com/multimedia/?p=86</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;Inferno, un luogo di sofferenza e angoscia Inferno deriva dal latino infernus, &#171;ci&#242; che si trova in basso; infernale; dell&#8217;Averno&#187;, derivato da inferus, &#171;che sta sotto, in basso&#187;, gi&#224; presso i latini connesso a un significato analogo a quello di &#171;oltretomba&#187;. Tale accezione permane nella versione latina della Bibbia realizzata nel V secolo da san [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="titolo_contributo">L&#8217;Inferno, un luogo di sofferenza e angoscia</span></p>
<p><b>Inferno</b> deriva dal latino <em>infernus</em>, &laquo;ci&ograve; che si trova in basso; infernale; dell&rsquo;Averno&raquo;, derivato da <em>inferus</em>, &laquo;che sta sotto, in basso&raquo;, gi&agrave; presso i latini connesso a un significato analogo a quello di &laquo;oltretomba&raquo;. Tale accezione permane nella versione latina della Bibbia realizzata nel V secolo da san Girolamo, la cosiddetta <em>Vulgata</em>, per tradurre l&rsquo;ebraico sheol, &laquo;il regno dei morti&raquo;. Quest&rsquo;ultimo indica, pi&ugrave; che un luogo di pene e di tormenti, un triste e desolato paese di ombre dalla collocazione imprecisata. Solo tardivamente, in epoca biblica, l&rsquo;oltretomba, con il nome di &laquo;geenna&raquo; (o gehenna, o gheenna), diventa luogo di punizione e sofferenza per i malvagi. &laquo;Geenna&raquo; era il nome di una valle presso Gerusalemme ove si celebravano riti particolarmente efferati legati al culto del dio Moloch. Colpita da anatema dal re Giosia, fin&igrave; per diventare un&rsquo;immonda discarica di carogne animali e cadaveri di delinquenti, che venivano periodicamente dati alle fiamme. Per metafora, nel Nuovo Testamento, &laquo;geenna&raquo; pass&ograve; a indicare il luogo della dannazione eterna, caratterizzato da atroci torture e sofferenze, in contrapposizione al Paradiso, luogo dell&rsquo;eterna beatitudine. </p>
<p>Nei Vangeli si possono distinguere due tipi di pene infernali: quelle legate all&rsquo;assenza di Dio, caratterizzate da un tormentoso senso di angosciosa solitudine e di rammarico impotente (il famoso &laquo;pianto e stridore di denti&raquo; di cui si parla in Matteo 13,42), e quelle direttamente connesse alla dimensione corporale e sensoriale (la &laquo;fornace ardente&raquo;,<i> ibid.</i>). Sempre in Matteo (25,31-46) si afferma che, al momento del Giudizio finale, Cristo &laquo;sieder&agrave; sul suo trono di gloria&raquo; e chiamer&agrave; i buoni (i &laquo;giusti&raquo;) alla sua destra, dicendo loro: &laquo;Venite, benedetti dal Padre mio, prendete possesso del Regno preparato per voi sin dall&rsquo;origine del mondo&raquo;, mentre ai cattivi, alla sua sinistra, dir&agrave;: &laquo;Andate via da me, o maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e i suoi seguaci&raquo;. Cos&igrave; i dannati &laquo;se ne andranno al castigo eterno, i giusti invece alla vita eterna&raquo;. Anche Giovanni (5,25-29) situa al momento del Giudizio finale la separazione del destino dei defunti resuscitati: &laquo;Viene un&rsquo;ora, ed &egrave; adesso [&hellip;], in cui tutti coloro che sono nei sepolcri ascolteranno la sua voce [del Figlio di Dio] e coloro che hanno fatto il bene ne usciranno per la resurrezione della vita, coloro che hanno praticato il male per la resurrezione del giudizio [ossia di condanna]&raquo;. Con il suo richiamo al perenne incombere dell&rsquo;ora della morte (&laquo;Viene un&rsquo;ora, ed &egrave; adesso&raquo;), Giovanni sottolinea l&rsquo;importanza dell&rsquo;attimo presente in vista del destino ultimo dell&rsquo;uomo, perch&eacute; &egrave; chiaro che le strade che conducono all&rsquo;inferno come al paradiso si vanno formando gi&agrave; in questa vita. </p>
<p>Una costante dell&rsquo;iconografia relativa a inferno e paradiso &egrave; la contrapposizione alto-basso, in base al fondamentale orientamento simbolico dell&rsquo;organizzazione spaziale cristiana: cielo&rarr;bene&rarr;alto; inferno&rarr;male&rarr;basso. Il livello cosmologico, ordinatore in senso spaziale, viene cos&igrave; a coincidere con il livello escatologico, ordinatore in senso etico. L&rsquo;assimilazione cielo-paradiso rimanda al moto ascensionale che suggella la vita terrena di Ges&ugrave; (l&rsquo;Ascensione), opposto al moto di discesa di Lucifero, l&rsquo;angelo ribelle, verso gli abissi infernali. Al contempo, l&rsquo;Ascensione si definisce come il prototipo dell&rsquo;itinerario dell&rsquo;anima cristiana costantemente tesa verso l&rsquo;alto, verso il cielo, verso Dio. Per questo, in molte iconografie, inferno e paradiso sono rappresentati ai poli opposti di un sistema che prevede, al centro, il Giudizio Universale. </p>
<p>L&rsquo;opposto movimento discendente conduce invece all&rsquo;inferno, caratterizzato da un fuoco inestinguibile che brucia senza tregua le anime dannate. Tra il baluginare delle fiamme, si pu&ograve; distinguere un mondo di tenebre, di urla, di orribili fragori, di esalazioni fetide, ove demoni raccapriccianti infliggono ai dannati supplizi inenarrabili. La geografia infernale &egrave; composta di monti dirupati, abissi vertiginosi, fiumi e laghi puzzolenti, lande desolate in cui si muove una fauna di rettili e di mostri. Talvolta l&rsquo;inferno &egrave; suddiviso in ricettacoli che racchiudono le diverse categorie di peccatori, oppure pu&ograve; essere strutturato in piani, o gironi, specializzati a seconda delle punizioni. Come nel pi&ugrave; alto dei cieli, alla sommit&agrave; del paradiso, si trova Dio, cos&igrave; nel pi&ugrave; profondo degli abissi infernali regna Satana in persona.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://idr.seieditrice.com/multimedia/percorsi-nellarte/iconografia-dellinferno/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La rappresentazione del Purgatorio</title>
		<link>http://idr.seieditrice.com/multimedia/percorsi-nellarte/iconografia-del-purgatorio/</link>
		<comments>http://idr.seieditrice.com/multimedia/percorsi-nellarte/iconografia-del-purgatorio/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 13 May 2009 22:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Percorsi nell'arte]]></category>
		<category><![CDATA[Iconografia dell'aldilà]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://idr.seieditrice.com/multimedia/?p=12</guid>
		<description><![CDATA[Dall&#8217;&#171;Inferno superiore&#187; al Purgatorio di Dante Secondo il cristianesimo, il destino dell&#8217;uomo nell&#8217;aldil&#224; dipende dal suo comportamento durante la vita terrena: i &#171;buoni&#187; vivranno eternamente in un luogo di delizie, il Paradiso; i &#171;cattivi&#187; in un luogo di supplizio, l&#8217;Inferno. Questa concezione bipolare dell&#8217;aldil&#224; rimane pressoch&#233; immutata fino al XII secolo, allorch&#233; grandi trasformazioni religiose [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="titolo_contributo">Dall&#8217;&laquo;Inferno superiore&raquo; al Purgatorio di Dante</span><span></p>
<p>Secondo il cristianesimo, il destino dell&rsquo;uomo nell&rsquo;aldil&agrave; dipende dal suo comportamento durante la vita terrena: i &laquo;buoni&raquo; vivranno eternamente in un luogo di delizie, il Paradiso; i &laquo;cattivi&raquo; in un luogo di supplizio, l&rsquo;Inferno. Questa concezione bipolare dell&rsquo;aldil&agrave; rimane pressoch&eacute; immutata fino al XII secolo, allorch&eacute; grandi trasformazioni religiose e sociali sfociano in una nuova concezione del mondo, non soltanto di quello terreno ma anche ultraterreno. Del resto, gi&agrave; sant&rsquo;Agostino divideva gli uomini in quattro categorie: oltre ai &laquo;del tutto buoni&raquo; e ai &laquo;del tutto cattivi&raquo;, destinati rispettivamente al Paradiso e all&rsquo;Inferno, c&rsquo;erano i &laquo;non del tutto buoni&raquo; e i &laquo;non del tutto cattivi&raquo;, la cui collocazione nell&rsquo;aldil&agrave; era fonte di non poche perplessit&agrave;. Si ammetteva l&rsquo;esistenza di peccati &laquo;veniali&raquo;, cio&egrave; redimibili, accanto ai peccati mortali, irredimibili per definizione e che conducevano inevitabilmente all&rsquo;Inferno. Si credeva che i defunti la cui coscienza fosse gravata soltanto da peccati &laquo;leggeri&raquo;, li avrebbero scontati nell&rsquo;aldil&agrave; sostando in &laquo;luoghi purgatori&raquo;, ove avrebbero subito &laquo;pene purgatorie&raquo; mediante un &laquo;fuoco purgatorio&raquo; simile a quello infernale. Si distinguevano perci&ograve; un &laquo;Inferno inferiore&raquo;, dal quale non si usciva mai, e un &laquo;Inferno superiore&raquo;, dal quale, dopo un periodo pi&ugrave; o meno lungo di supplizi purgatori, si poteva ascendere al Paradiso.</p>
<p>A partire dal XII secolo, tuttavia, questa geografia dell&rsquo;aldil&agrave; muta radicalmente grazie all&rsquo;invenzione di un luogo intermedio, il Purgatorio, e di due luoghi complementari, i limbi. Sono, questi ultimi, speciali luoghi di riposo ove non c&rsquo;&egrave; pena ma neppure la visione beatifica di Dio: il limbo destinato ad accogliere i giusti nati prima di Ges&ugrave;, e che Egli svuota durante la sua discesa agli Inferi, e il limbo dei bambini morti prima di ricevere il battesimo. Ma l&rsquo;istituzione fondamentale &egrave; quella del Purgatorio, che diventa a tutti gli effetti il &laquo;terzo luogo&raquo; dell&rsquo;aldil&agrave;, intermedio fra Paradiso e Inferno, destinato a scomparire al momento del Giudizio finale, quando tutti i suoi abitatori, scontati i peccati &laquo;veniali&raquo; che pesavano sulle loro coscienze al momento del trapasso, potranno ascendere al cielo.</p>
<p>Il sistema binario dell&rsquo;aldil&agrave;, fondato sulla polarit&agrave; Inferno-Paradiso, viene cos&igrave; sostituito con un sistema pi&ugrave; complesso e flessibile, conforme all&rsquo;evoluzione della societ&agrave;. In un&rsquo;epoca di grande sviluppo commerciale e mercantile, il Purgatorio &egrave; all&rsquo;origine di una concezione, per cos&igrave; dire, &laquo;matematica&raquo; dei peccati e delle relative penitenze, dando vita a una vera e propria &laquo;contabilit&agrave; dell&rsquo;aldil&agrave;&raquo;. La durata della permanenza in Purgatorio, infatti, dipende da tre fattori: dalla quantit&agrave; di peccati &laquo;veniali&raquo; commessi in vita dal defunto; dai &laquo;suffragi&raquo; (preghiere, elemosine, messe) che alcuni vivi, parenti o amici, pagano per abbreviare il tempo di purgatorio del defunto stesso; dalle &laquo;indulgenze&raquo;, cio&egrave; il riscatto integrale o parziale del tempo di purgatorio, ottenibile dalla Chiesa dietro pagamento in denaro. Nel Duecento la Chiesa trasforma l&rsquo;esistenza del Purgatorio in dogma, e questo fatto, insieme all&rsquo;obbligatoriet&agrave; della confessione individuale almeno una volta all&rsquo;anno promulgata nel 1215 dal concilio Laterano IV, d&agrave; un fondamentale contributo alla centralit&agrave; del giudizio individuale al momento della morte, e dunque al primato dell&rsquo;individuo rispetto ai gruppi e agli ordini che avevano caratterizzato il Medioevo.</span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://idr.seieditrice.com/multimedia/percorsi-nellarte/iconografia-del-purgatorio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Architettura sacra a Torino</title>
		<link>http://idr.seieditrice.com/multimedia/percorsi-nellarte/architettura-sacra-a-torino/</link>
		<comments>http://idr.seieditrice.com/multimedia/percorsi-nellarte/architettura-sacra-a-torino/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 10 Feb 2009 22:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Percorsi nell'arte]]></category>
		<category><![CDATA[Città e chiese d'Italia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://idr.seieditrice.com/multimedia/?p=11</guid>
		<description><![CDATA[Il Seicento. Guarino Guarini &#8211; La Cappella della Santa Sindone Il monaco teatino&#160;Guarino Guarini&#160;(1624-1683), modenese, pu&#242; senz&#8217;altro considerarsi l&#8217;architetto pi&#249; originale del XVII secolo, dopo&#160;Gian Lorenzo Bernini e Francesco Borromini. Guarini viaggi&#242; molto in Italia e all&#8217;estero e lasci&#242; a Torino, dove fu chiamato da Carlo Emanuele II, le pi&#249; alte affermazioni della sua genialit&#224; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il Seicento. Guarino Guarini &#8211; La Cappella della Santa Sindone</strong></p>
<p>Il monaco teatino&nbsp;<a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Guarino_Guarini">Guarino Guarini</a>&nbsp;(1624-1683), modenese, pu&ograve; senz&rsquo;altro considerarsi l&rsquo;architetto pi&ugrave; originale del XVII secolo, dopo&nbsp;<a target="_blank" href="http://www.storiadellarte.com/biografie/bernini/bernini.htm">Gian Lorenzo Bernini</a> e <a target="_blank" href="http://www.storiadellarte.com/biografie/borromini/borromini.htm">Francesco Borromini</a>. Guarini viaggi&ograve; molto in Italia e all&rsquo;estero e lasci&ograve; a Torino, dove fu chiamato da Carlo Emanuele II, le pi&ugrave; alte affermazioni della sua genialit&agrave; creativa, tra le quali la Cappella della Santa Sindone, incastonata tra quello che nel 1713 diventer&agrave; il Palazzo Reale dei Savoia e il Duomo di San Giovanni, edificato tra il 1491 e il 1498. L&rsquo;opera, iniziata nel 1668 e compiuta solo dopo undici anni dalla morte del maestro, trova la sua pi&ugrave; suggestiva espressione nella cupola. Su una base formata da sei grandi finestre, collegate esternamente da una cornice ondulata, parte una raggiera di contrafforti che si intrecciano a cornici sghembe fino a sostenere le cornici concentriche del tamburo della lanterna, quest&rsquo;ultima illuminata da finestre ovali. Da questo capolavoro di ingegneria piove all&rsquo;interno un guizzante e segmentato gioco di luci.</p>
<p><strong>Il Seicento. Guarino Guarini &#8211; La Chiesa di San Lorenzo</p>
<p></strong>Come nella Cappella della Sindone, anche nella chiesa di San Lorenzo Guarino Guarini sviluppa il motivo dell&rsquo;organismo centrale, di ridotte dimensioni e articolato verso l&rsquo;alto, gi&agrave; caro al Borromini. Compiuta nel 1687, la chiesa ha una pianta quadrata con pareti convesse in luogo dei quattro angoli. La cupola, ornata di costoloni intrecciati, si ispira probabilmente alla <a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cattedrale_di_San_Salvador">Catedral de la Seo di Saragozza</a>, cattedrale gotica costruita nel XIV secolo. La sensibilit&agrave; del Guarini per l&rsquo;arte gotica, specie straniera, era gi&agrave; evidente nella cupola della Sindone, simile a una guglia. All&rsquo;adesione, peraltro puramente fantastica, all&rsquo;architettura gotica, il Guarini aggiunge una straordinaria padronanza tecnica di assoluta modernit&agrave;. Nelle sue originali concezioni strutturali si pu&ograve; cogliere, tra l&rsquo;altro, l&rsquo;aspetto tipicamente barocco della &laquo;meraviglia&raquo; come fine dell&rsquo;arte.</p>
<p><strong>Il Settecento. Filippo Juvarra &#8211; La Basilica di Superga</p>
<p></strong>La basilica, che con la Mole antonelliana pu&ograve; considerarsi uno dei simboli di Torino, fu fatta erigere da Vittorio Amedeo II di Savoia tra il 1715 e il 1731, in adempimento di un voto fatto nel 1706, prima della battaglia per liberare Torino dall&rsquo;assedio dei francesi. &Egrave; forse l&rsquo;opera pi&ugrave; celebre di <a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Filippo_Juvara">Filippo Juvarra</a>, architetto messinese che lavor&ograve; a Torino per circa un ventennio, lasciandovi numerose testimonianze della sua genialit&agrave; non solo di costruttore, ma anche di scenografo e urbanista. In quest&rsquo;opera i temi rinascimentali e l&rsquo;amore per le forme michelangiolesche vengono interpretati in chiave scenografica, perfettamente intonata al paesaggio circostante, sull&rsquo;alto di un colle panoramico. Come gi&agrave; nel Pantheon, massimo tempio dell&rsquo;et&agrave; imperiale romana, il pronao s&rsquo;innesta a un corpo centrale. Nei campanili laterali sono evidenti reminiscenze della fantasia borrominiana (gi&agrave; elaborata a Torino, come abbiamo visto, nelle opere del Guarini). Nei sotterranei della basilica sono raccolte le tombe dei re di Sardegna, da Vittorio Amedeo II a Carlo Alberto, e dei principi sabaudi dal 1700 in poi.</p>
<p><strong>L&#8217;Ottocento. Bonsignore &#8211; La chiesa della Gran Madre di Dio</p>
<p></strong>Esempio dello stile neoclassico in auge ai primi dell&rsquo;Ottocento &egrave; la chiesa della Gran Madre di Dio, opera di <br />
<a target="_blank" href="http://www.comune.torino.it/archiviostorico/mostre/bonsignore_2002/index.html">Ferdinando Bonsignore</a>, eretta tra il 1818 e il 1831 per festeggiare il ritorno di Vittorio Emanuele I di Savoia il 20 maggio 1814 dopo la sconfitta di Napoleone: sul timpano della chiesa si legge infatti l&rsquo;epigrafe <em>Ordo Populusque Taurinus Ob Adventum Regis</em> (La citt&agrave; e i cittadini di Torino per il ritorno del re). Lo schema dell&rsquo;edificio si rif&agrave;, con spirito deliberatamente archeologico, a una diffusissima tipologia che trova il suo prototipo nel Pantheon, monumento romano del periodo adrianeo; una pianta rotonda sormontata da una cupola, e preceduta da un peristilio a frontone triangolare, il tutto poggiante su un alto zoccolo.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://idr.seieditrice.com/multimedia/percorsi-nellarte/architettura-sacra-a-torino/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La rappresentazione del paradiso</title>
		<link>http://idr.seieditrice.com/multimedia/percorsi-nellarte/le-rappresentazioni-del-paradiso/</link>
		<comments>http://idr.seieditrice.com/multimedia/percorsi-nellarte/le-rappresentazioni-del-paradiso/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 17 Dec 2008 22:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Percorsi nell'arte]]></category>
		<category><![CDATA[Iconografia dell'aldilà]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://idr.seieditrice.com/multimedia/?p=10</guid>
		<description><![CDATA[Dalla scala di Giacobbe alla Gerusalemme celeste La parola paradiso deriva dal latino paradisus, a sua volta derivato dal greco par&#224;deisos che significa &#171;giardino, parco&#187;, voce di origine iranica (pairidaeza, &#171;recinto circolare&#187;) passata anche, con analogo significato, nell&#8217;ebraico pardes. Pairidaeza, infine, non &#232; che l&#8217;occidentalizzazione dell&#8217;originario sanscrito paradesha, &#171;paese supremo&#187;. Dunque, nella sua accezione pi&#249; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="titolo_contributo">Dalla scala di Giacobbe alla Gerusalemme celeste</p>
<p></span>La parola <strong>paradiso</strong> deriva dal latino <em>paradisus</em>, a sua volta derivato dal greco <em>par&agrave;deisos</em> che significa &laquo;giardino, parco&raquo;, voce di origine iranica (<em>pairidaeza</em>, &laquo;recinto circolare&raquo;) passata anche, con analogo significato, nell&rsquo;ebraico <em>pardes</em>. Pairidaeza, infine, non &egrave; che l&rsquo;occidentalizzazione dell&rsquo;originario sanscrito <em>paradesha</em>, &laquo;paese supremo&raquo;. Dunque, nella sua accezione pi&ugrave; ampia, <strong>paradiso</strong> si riferisce a un &laquo;luogo&raquo;, o meglio a una &laquo;condizione&raquo; felice, in cui i giusti godranno, dopo la morte, di una vita eterna e beata.</p>
<p>Se il Paradiso cristiano allude, pi&ugrave; che a un luogo, all&rsquo;incontro beatificante con Dio, in altre religioni, come quella islamica, la visione di Dio si accompagna a una concezione del paradiso come vero e proprio giardino dell&rsquo;Eden. Per contro, nelle religioni dell&rsquo;India la nozione di paradiso &egrave; relativamente rara e comunque non decisiva, in quanto il destino ultimo &egrave; la dissoluzione dell&rsquo;individualit&agrave; nell&rsquo;armonia universale.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://idr.seieditrice.com/multimedia/percorsi-nellarte/le-rappresentazioni-del-paradiso/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La Visitazione</title>
		<link>http://idr.seieditrice.com/multimedia/percorsi-nellarte/la-visitazione/</link>
		<comments>http://idr.seieditrice.com/multimedia/percorsi-nellarte/la-visitazione/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 18 Nov 2008 22:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Percorsi nell'arte]]></category>
		<category><![CDATA[La Bibbia nell'arte]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://idr.seieditrice.com/multimedia/?p=9</guid>
		<description><![CDATA[La raffigurazione della visita ad Elisabetta dal Rinascimento al Barocco Con Visitazione si intende la visita che Maria rende alla cugina Elisabetta dopo avere saputo che questa sarebbe diventata madre (del futuro Giovanni Battista) malgrado l&#8217;et&#224; avanzata. &#200; lo stesso arcangelo Gabriele, annunciando a Maria il concepimento di Ges&#249; per opera dello Spirito Santo, a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="titolo_contributo">La raffigurazione della visita ad Elisabetta dal Rinascimento al Barocco</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span>Con Visitazione si intende la visita che Maria rende alla cugina Elisabetta dopo avere saputo che questa sarebbe diventata madre (del futuro Giovanni Battista) malgrado l&rsquo;et&agrave; avanzata. &Egrave; lo stesso arcangelo Gabriele, annunciando a Maria il concepimento di Ges&ugrave; per opera dello Spirito Santo, a parlarle di Elisabetta: &laquo;<em><span>anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo &egrave; il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla &egrave; impossibile a Dio</span>&raquo;.</em> Il grado di parentela fra Maria ed Elisabetta, soltanto accennato da Luca, &egrave; precisato dalla tradizione apocrifa, secondo la quale erano cugine prime: Maria era figlia di Anna (anche lei rimasta incinta quando ormai veniva considerata sterile), la quale aveva una sorella, Ismeria, madre di Elisabetta. </span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span>&nbsp;</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><strong>Dal Vangelo di Luca (1,39-56)</strong></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span><span><span><span>&laquo;In quei giorni Maria, messasi in viaggio, si rec&ograve; in fretta verso la regione montagnosa, in una citt&agrave; di Giuda. Entr&ograve; nella casa di Zaccaria e salut&ograve; Elisabetta. Ed ecco che, appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, le balz&ograve; in seno il bambino. Elisabetta fu ricolma di Spirito Santo ed esclam&ograve; a gran voce: &ldquo;Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno. Ma perch&eacute; mi accade questo, che venga da me la madre del mio Signore? Ecco, infatti, che appena il suono del tuo saluto &egrave; giunto alle mie orecchie, il bambino m&rsquo;&egrave; balzato in seno per la gioia. Benedetta colei che ha creduto al compimento di ci&ograve; che le &egrave; stato detto dal Signore&rdquo;.</span></span></span></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span>E Maria disse:</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span>&ldquo;L&rsquo;anima mia magnifica il Signore</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span>e il mio spirito esulta in Dio, mio Salvatore</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span>perch&eacute; ha considerato l&rsquo;umilt&agrave; della sua serva.</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span>D&rsquo;ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span>Perch&eacute; grandi cose m&rsquo;ha fatto il Potente,</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span>Santo &egrave; il suo nome,</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span>e la sua misericordia di generazione in generazione</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span>va a quelli che lo temono.</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span>Ha messo in opera la potenza del suo braccio,</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span>ha disperso i superbi con i disegni da loro concepiti.</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span>Ha rovesciato i potenti dai troni</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span>e innalzato gli umili.</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span>Ha ricolmato di beni gli affamati</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span>e rimandato i ricchi a mani vuote. </span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span>Ha soccorso Israele, suo servo,</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span>ricordandosi della sua misericordia,</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span>come aveva promesso ai nostri padri</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span>a favore di Abramo e della sua discendenza, per sempre.&rdquo;</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span><span><span><span>Maria rimase con lei circa tre mesi, poi ritorn&ograve; a casa sua&raquo;.</span></span></span></span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://idr.seieditrice.com/multimedia/percorsi-nellarte/la-visitazione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Hans Memling</title>
		<link>http://idr.seieditrice.com/multimedia/percorsi-nellarte/hans-memling/</link>
		<comments>http://idr.seieditrice.com/multimedia/percorsi-nellarte/hans-memling/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 20 Oct 2008 22:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Percorsi nell'arte]]></category>
		<category><![CDATA[La Bibbia nell'arte]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://idr.seieditrice.com/multimedia/?p=8</guid>
		<description><![CDATA[Una rappresentazione della Passione di Cristo Alla&#160;Galleria Sabauda di Torino &#232; conservato un dipinto a olio su tavola di cm 56,7 x 92,2 realizzato intorno al 1471 dall&#8217;artista Hans Memling, tedesco di nascita ma attivo per gran parte della sua carriera nelle Fiandre, raffigurante le Scene della Passione di Cristo. L&#8217;opera fu commissionata dal fiorentino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="titolo_contributo">Una rappresentazione della Passione di Cristo</span><span><br />
Alla&nbsp;<a target="_blank" href="http://www.museitorino.it/galleriasabauda/ ">Galleria Sabauda di Torino</a> &egrave; conservato un dipinto a olio su tavola di cm 56,7 x 92,2 realizzato intorno al 1471 dall&rsquo;artista <a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Hans_Memling ">Hans Memling</a>, tedesco di nascita ma attivo per gran parte della sua carriera nelle Fiandre, raffigurante le <span>Scene della Passione di Cristo</span>. L&rsquo;opera fu commissionata dal fiorentino <a target="_blank" href="http://www.metmuseum.org/explore/vaneyck/van_eyck12.htm">Tommaso Portinari</a>, banchiere a Bruges per conto dei Medici, e da sua moglie <a target="_blank" href="http://www.artehistoria.jcyl.es/obrmaestras/obras/5247.htm">Maria Baroncelli</a>, raffigurati in basso ai due lati del dipinto. La prima menzione dell&rsquo;opera risale alle <span>Vite</span> del Vasari, il quale ne attribuisce la propriet&agrave; a Cosimo I Medici; quest&rsquo;ultimo la don&ograve; a papa Pio V che a sua volta la fece trasferire nel convento dei domenicani di Bosco Marengo, da dove nel 1832 pass&ograve; alla Galleria Sabauda di Torino. L&rsquo;eccezionalit&agrave; dell&rsquo;opera &egrave; dovuta al fatto che nella stessa immagine il pittore ha rappresentato simultaneamente tutti gli episodi dell&rsquo;ultima fase della vita di Ges&ugrave;, dall&rsquo;entrata in Gerusalemme sino alla discesa al Limbo dopo la Resurrezione.</p>
<p>Domina la composizione la citt&agrave; di Gerusalemme, alla quale una folla di torri e cupole conferisce una vaga atmosfera orientaleggiante. Nel complesso, tuttavia, l&rsquo;aspetto &egrave; quello di una tipica citt&agrave; tardo quattrocentesca del nord Europa, cos&igrave; come numerosi altri elementi, dai particolari decorativi agli abiti dei personaggi alle bardature dei cavalli, &ldquo;attualizzano&rdquo; il racconto evangelico trasponendolo dall&rsquo;Antichit&agrave; al Quattrocento. Non a caso fanno parte integrante della scena i due committenti, Maria e Tommaso Portinari, raffigurati inginocchiati a mani giunte alle estremit&agrave; inferiori del quadro. L&rsquo;elemento paesaggistico appare soltanto a tratti sullo sfondo e ai margini del grande organismo architettonico centrale, riuscendo tuttavia a conferire alla scena una suggestiva profondit&agrave;. Il tutto &egrave; concepito come una rappresentazione teatrale, nella quale l&rsquo;elemento architettonico funge da motivo conduttore per conferire unit&agrave; ai diversi momenti del racconto. &Egrave; come se ci trovassimo di fronte a una grandiosa scenografia formata da diversi palcoscenici, su ciascuno dei quali vanno simultaneamente in scena gli episodi dell&rsquo;ultima fase della vita di Ges&ugrave;. Si tratta di una modalit&agrave; legata alle sacre rappresentazioni di origine medievale ma ancora largamente in auge nel teatro del Quattrocento, e che nel 1969 &egrave; stata efficacemente recuperata dal regista Luca Ronconi per la messa in scena della sua <a target="_blank" href="http://dailymotion.alice.it/video/x2q92n_orlando-furioso-luca-ronconi_music">versione teatrale dell&rsquo;<span>Orlando Furioso</span> di Ludovico Ariosto</a>.  </p>
<p>L&rsquo;opera si legge a partire dall&rsquo;angolo superiore sinistro (facciamo riferimento alla posizione dell&rsquo;osservatore), ove sullo sfondo di un suggestivo scorcio paesaggistico attraversato da un corso d&rsquo;acqua, vediamo Ges&ugrave; fare il suo ingresso in Gerusalemme. Spostandoci con lo sguardo verso destra, vediamo la cacciata dei mercanti dal Tempio e, appena pi&ugrave; sotto a sinistra, Giuda Iscariota che vende Ges&ugrave; ai sacerdoti. Spostandoci ancora verso sinistra osserviamo l&rsquo;Ultima Cena e, immediatamente sotto, Ges&ugrave; che prega nell&rsquo;orto del Getsemani e gli apostoli addormentati; sotto, il bacio di Giuda, la cattura di Ges&ugrave;, Pietro che taglia l&rsquo;orecchio a Malco. Si noti come l&rsquo;artista sia riuscito a rappresentare simultaneamente anche le diverse ore del giorno: per usare un&rsquo;espressione cinematografica, potremmo dire che si passa dall&rsquo;&laquo;esterno giorno&raquo; dell&rsquo;ingresso di Ges&ugrave; in Gerusalemme all&rsquo;&laquo;interno notte&raquo; dell&rsquo;Ultima Cena, all&rsquo;&laquo;esterno notte&raquo; del Getsemani. Risalendo in diagonale verso destra, incontriamo la figura solitaria di Pietro in atto di pentirsi per avere rinnegato Ges&ugrave;, quindi, proprio al centro del dipinto, vediamo uno accanto all&rsquo;altro quattro momenti fondamentali della Passione: Ges&ugrave; davanti a Caifa, la flagellazione, l&rsquo;incoronazione di spine, Pilato che presenta Ges&ugrave; alla folla (il cosiddetto <a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ecce_homo"><span>Ecce Homo</span></a>). Scendiamo in basso e vediamo uscire da una porta della citt&agrave; la processione che accompagna Ges&ugrave; al Calvario. L&rsquo;episodio saliente, sulla destra, &egrave; costituito dalla caduta di Ges&ugrave; con il Cireneo che lo aiuta a sollevare la croce. La processione, nella quale si scorgono i due ladroni seminudi con le mani legate dietro la schiena, scompare dietro le mura della citt&agrave; per ricomparire pi&ugrave; in alto sullo sfondo. Gli ultimi momenti della Passione si svolgono su tre diverse colline: vediamo Ges&ugrave; mentre viene inchiodato sulla croce, poi le tre croci levate in alto contro un cielo tempestoso e infine, sulla destra, la deposizione. Scendendo in diagonale con lo sguardo ancora verso destra, vediamo Ges&ugrave; avvolto nel sudario mentre viene deposto nel sepolcro e, all&rsquo;estremo margine, Ges&ugrave; risorto con ai piedi le tre guardie addormentate. In alto a destra, nel paesaggio azzurrino sullo sfondo, si scorge l&rsquo;apparizione di Ges&ugrave; risorto sul lago di Tiberiade. Sempre sul margine destro vediamo ancora, in alto, l&rsquo;apparizione di Ges&ugrave; alla Maddalena (il cosiddetto <a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Noli_me_tangere"><span>Noli me tangere</span></a>) e infine la discesa al Limbo.</p>
<p>Luoghi lontani e vicini, esterni e interni, le pi&ugrave; diverse ore del giorno e della notte sono presentati simultaneamente con uno straordinario effetto di unit&agrave;, come se un&rsquo;intera citt&agrave; e i suoi dintorni si squadernassero sotto i nostri occhi nel tempo e nello spazio. Allo stesso modo, anche gli eventi ai quali fa da sfondo la citt&agrave;, le ultime fasi della vita di Ges&ugrave;, si condensano, per cos&igrave; dire, in un&rsquo;unica visione, ricca, complessa e straordinariamente suggestiva.</span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://idr.seieditrice.com/multimedia/percorsi-nellarte/hans-memling/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Efeso</title>
		<link>http://idr.seieditrice.com/multimedia/percorsi-nellarte/efeso/</link>
		<comments>http://idr.seieditrice.com/multimedia/percorsi-nellarte/efeso/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 05 Oct 2008 22:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Percorsi nell'arte]]></category>
		<category><![CDATA[Luoghi sacri]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://idr.seieditrice.com/multimedia/?p=7</guid>
		<description><![CDATA[Efeso &#200; una&#160;citt&#224; antichissima in quanto i pi&#249; antichi reperti archeologici rinvenuti risalgono al XV secolo a.C. Gi&#224; nel VII secolo a.C. vi sorgeva un importante tempio dedicato alla dea Cibele, venerata come &#8220;Grande Madre&#8221;, alla quale si sostitu&#236; pi&#249; tardi il culto della greca Artemide, la Diana dei Romani. Proprio ai tempi dell&#8217;Impero, a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="titolo_contributo">Efeso</span><br />
&Egrave; una&nbsp;<a href="http://www.enciclopediacattolica.it/index.php?title=Efeso&amp;redirect=no" target="_blank">citt&agrave; antichissima</a> in quanto i pi&ugrave; antichi reperti archeologici rinvenuti risalgono al XV secolo a.C. Gi&agrave; nel VII secolo a.C. vi sorgeva un importante tempio dedicato alla dea <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cibele" target="_blank">Cibele</a>, venerata come &ldquo;Grande Madre&rdquo;, alla quale si sostitu&igrave; pi&ugrave; tardi il culto della greca Artemide, la Diana dei Romani. Proprio ai tempi dell&rsquo;Impero, a causa della sua posizione privilegiata nei traffici commerciali tra Oriente e Occidente, Efeso fu capoluogo della Provincia d&rsquo;Asia e divenne una citt&agrave; particolarmente ricca e popolosa. Provvista di prestigiosi edifici pubblici, come la&nbsp;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Biblioteca_di_Celso" target="_blank">Biblioteca di Celso</a> e il Teatro, ben prima di diventare uno dei pi&ugrave; importanti centri di diffusione del primo cristianesimo, fu uno dei luoghi sacri pi&ugrave; rilevanti della religiosit&agrave; pagana in quanto sede del tempio di Artemide, considerato una delle <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sette_meraviglie" target="_blank">Sette meraviglie del mondo</a>. Gli imperatori Tiberio e Adriano tentarono invano di fermare l&rsquo;insabbiamento del porto, e la citt&agrave; fu condannata a un lento declino.</p>
<p>Con l&rsquo;avvento del cristianesimo, la citt&agrave; fu evangelizzata da <a href="http://www.santiebeati.it/dettaglio/20400" target="_blank">san Paolo</a>, che, nel corso del suo terzo viaggio missionario, a Efeso soggiorn&ograve; circa tre anni. Il Santo vi fond&ograve; una grande comunit&agrave; cristiana, rendendola un importantissimo centro propulsore nella diffusione del Vangelo in tutta l&rsquo;Asia Minore. In questo lungo e fecondo soggiorno viene solitamente collocata la redazione della prima lettera ai Corinzi, ai Galati e probabilmente ai Filippesi. La predicazione di Paolo urt&ograve; gli interessi, religiosi ma anche commerciali, legati al culto pagano di Artemide, il che port&ograve; a una sollevazione contro di lui e, forse, alla sua incarcerazione.</p>
<p>Secondo la tradizione, a Efeso trovarono rifugio san Giovanni e la Vergine Maria allorch&eacute;, dopo la morte di Ges&ugrave;, gli apostoli lasciarono Gerusalemme. Alla morte di san Paolo, san Giovanni divenne capo della Chiesa di Efeso e fece opera di propaganda della fede in tutta la regione. Sempre secondo la tradizione, inoltre, a Efeso san Giovanni scrisse il proprio Vangelo e port&ograve; a termine l&rsquo;Apocalisse, iniziata sull&rsquo;isola di Patmos. Sempre secondo la tradizione, Maria visse a Efeso fino all&rsquo;anno 46, quando fu assunta in cielo. Nel VI secolo d.C. l&rsquo;imperatore Giustiniano fece edificare a Efeso una grandiosa basilica nel luogo in cui si riteneva fosse stato sepolto san Giovanni.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://idr.seieditrice.com/multimedia/percorsi-nellarte/efeso/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

