URL » http://idr.seieditrice.com/multimedia/percorsi-nel-cinema/cielo-dottobre/

Cielo d’ottobre

A Coalwood, West Virginia, nel 1957 la prospettiva dopo le scuole superiori è quella di lavorare nella miniera di carbone, a meno di non riuscire a ottenere una borsa di studio universitaria grazie al football...
di Stefano Cagol |
 
Parole Chiave:
temp-thumb
temp-thumb
temp-thumb
temp-thumb
temp-thumb
temp-thumb
temp-thumb
temp-thumb
temp-thumb

Indice

Scheda Tecnica
Genere:  Commedia
Regia:  Joe Johnston
Interpreti:   Jake Gyllenhaal (Homer Hickam), Chris Cooper (John Hickam), Laura Dern (miss Riley), Chris Owen (Quentin), William Lee Scott (Roy Lee), Chad Lindberg (O’Dell), Natalie Canerday (Elsie Hickam), Scott Miles (Jim Hickam), Randy Stripling (Leon Bolden), Courtney Fendley (Dorothy Platt)
Nazionalità: Stati Uniti
Anno di uscita:  1999
Sceneggiatura:  Lewis Colick
Fotografia:  Fred Murphy
Montaggio: Robert Dalva
Musiche: Mark Isham
Durata:  105′
Distribuzione: Columbia Tristar Home Entertainment

Torna su

Soggetto
A Coalwood, West Virginia, nel 1957 la prospettiva dopo le scuole superiori è quella di lavorare nella miniera di carbone, a meno di non riuscire a ottenere una borsa di studio universitaria grazie al football. Ma Homer Hickam, a differenza del fratello, non ha proprio i numeri per lo sport, quello che non gli manca, invece, è il coraggio e la capacità di sognare. Così quando, una sera d’ottobre, il cielo viene segnato dal passaggio dello Sputnik, il primo satellite russo a solcare lo spazio, Homer dà una forma concreta alle proprie aspirazioni e convince tre compagni ad aiutarlo nell’impresa di costruire un razzo. Non sarà esattamente una passeggiata: oltre che con le formule matematiche e chimiche, i quattro dovranno scontrarsi con l’ambiente scolastico e con la comunità che non apprezza le intenzioni, e tanto meno i primi, inevitabili insuccessi. Il sogno di Homer, poi, segue una rotta di collisione con il padre, sovrintendente in miniera, che prende come un affronto personale l’avversione del figlio a seguire le sue orme. L’unica a sostenere apertamente i ragazzi è l’insegnante di scienze, miss Riley, che dà loro gli strumenti per mettere a punto potenza e traiettoria del razzo, e poi li iscrive al concorso scientifico federale per le scuole. Alla fine passione e impegno saranno premiati dal successo, da una borsa di studio che permetterà ai quattro ragazzi di continuare gli studi, dal riconoscimento della comunità, dalla riconciliazione di Homer con il padre che ora capisce il figlio e le sue aspirazioni a una vita diversa.

Torna su

Sintesi Critica
Racconto di formazione tratto dall’autobiografia del vero Homer Hickam, diventato ingegnere della NASA, pubblicata con il titolo Rocket boys. Lineare ed efficace, tanto nella descrizione di questi adolescenti positivamente alle prese con il proprio futuro, quanto nella rappresentazione del rapporto padre-figlio come problema incrociato di identità negata, che rappresenta uno dei perni tematici del film. Oltre alla ricerca dell’identità personale – il sogno individuale che contrappone Homer all’ambiente familiare e a quello sociale – il film evidenzia l’altra dimensione che caratterizza la società e la comunità scientifica americana: l’équipe. Homer ci mette la passione e la determinazione, ma non è bravo in matematica, Quentin invece sì; O’Dell sa dove trovare i materiali e Roy Lee è bravissimo a ottenere quello che vuole dalle persone. Individualità e gioco di squadra, è questa la formula vincente che permette ai quattro diciassettenni di affrontare e superare difficoltà oggettive apparentemente insormontabili, e di conseguire la propria realizzazione. Felice l’intuizione registica di giocare in modo discreto la messa in scena sulla contrapposizione della spazialità chiusa e sotterranea della miniera e quella aperta del cielo.

Torna su

Scheda Didattica
Utilizzazione:
per la linearità del racconto e le tematiche adolescenziali il film è particolarmente adatto alla scuola Media in particolare per i progetti di orientamento, e al biennio delle Superiori.

Perché questo film?
Cielo d’ottobre racconta l’adolescenza come apertura alla vita, come ricerca di una strada personale di realizzazione, diversa da quanto tracciato in precedenza da altri. Un’adolescenza che unisce l’idealismo al realismo, che sa dare un volto concreto alle aspirazioni ed è capace di iniziativa. Un’adolescenza che sa vedere nello studio – nonostante i difetti dell’istituzione scolastica – la chiave per realizzare i propri sogni, e vive il conflitto con le figure parentali senza chiusure narcisistiche. Un ritratto di sana normalità quale il cinema non narrava più.

Nuclei tematici disciplinari:
1. virtù teologali: la speranza
2. passioni intelligenti per vivere
3. ricerca d’identità e di modelli con cui confrontarsi
4. la scuola, luogo di trasmissione del sapere e di preparazione alla vita
5. la contemplazione del cielo nell’elaborazione simbolica con cui il soggetto prende coscienza di sé in rapporto all’universo: nel Medioevo e oggi
6. Dante, Purgatorio XIV, vv. 148-151
7. padri e fìgli nella letteratura, nella musica e nella cinematografia

Nuclei tematici interdisciplinari:
1. gli anni ’50 in America e in Europa: difficoltà e ottimismo
2. Cielo d’ottobre (October Sky) e Gioventù bruciata (Rebel without a Cause): modelli contrapposti di adolescenza
3. gli anni ’50 e la nascita dello scontro generazionale: caratteri e motivazioni del fenomeno
4. il sogno nella cultura americana: il successo alla portata di tutti
5. il sogno nella cultura americana degli anni ’50: John F. Kennedy e Martin L. King
6. l’impresa spaziale e la Guerra Fredda
7. la riforma scolastica americana dopo lo shock culturale rappresentato dallo Sputnik
8. ieri e oggi: società e modelli culturali occidentali a confronto
9. la stella cometa nell’arte: l’iconografia dei Re Magi e l’interpretazione dell’opera di Giorgione I tre filosofi (1508)

Torna su

Attività Didattica
Il film apre moltissime piste di lavoro e di approfondimento tematico. Sta all’insegnante scegliere su che cosa puntare:

1. il percorso dell’adolescenza, come formazione dell’identità nel confronto padri-figli;
2. il ruolo della scuola nella mediazione culturale tra passato e futuro, e nella valorizzazione delle capacità individuali in un orizzonte di lavoro di gruppo;
3. il tema della speranza e la dimensione simbolica, che pur latentemente attraversa il film;
4. la dimensione sociologica e culturale propria delll’Occidente, nel confronto tra gli anni ’50 e il Duemila.

Questionario
1. Come vivi il rapporto con i tuoi genitori? Che modelli, stili di vita, obiettivi, ti propongono? Tu li condividi?
2. Quali sono le tue figure di riferimento al di fuori della famiglia? Perché?
3. Coltivi un sogno circa il tuo futuro? Quale?
4. La scuola ti aiuta a realizzare questo sogno? Perché?
5. Sei ottimista o pessimista circa le tue possibilità di realizzazione personale, dopo la scuola? Perché?
6. Quanto conta la volontà nel raggiungimento dei tuoi obiettivi?
7. C’è una stella polare nel tuo cielo?

Cielo d’ottobre - Sequenze video