Indice
Genere: Film d’animazione
Regia: Peter Lord e Nick Park
Interpreti: Gaia, Piglio, Baba, Rocky, Cedrone, signora e signor Tweedy, e gli altri protagonisti della storia animata
Nazionalità: Stati Uniti
Anno di uscita: 2000
Soggetto: tratto da un racconto di Peter Lord e Nick Park
Sceneggiatura: Karey Kirkpatrick
Fotografia: Tristan Oliver, Frank Passingham
Montaggio: Mark Solomon
Musiche: John Powell e Harry Gregson
Durata: 84′
Distribuzione: Universal Pictures
Gaia, insieme ad altre galline, vive nell’allevamento-lager della cinica signora Tweedy. La vita è molto dura per loro, costrette a produrre in continuazione uova o a essere eliminate dall’avida padrona. Tutti i tentativi di fuga collettiva ideati da Gaia sono falliti miseramente e il morale nel pollaio è a terra, quando un giorno piove letteralmente dal cielo Rocky, un ruspante gallo solitario, e Gaia pensa d’aver trovato la soluzione giusta: imparare a volare! Peccato che Rocky non confessi d’essere stato sparato da un cannone da circo e s’impegni invece ad allenare tutte al volo… La signora Tweedy intanto ha modificato i propri piani produttivi: dalle uova si passa al pasticcio di pollo. La fuga da quel luogo di morte ormai è necessaria e indilazionabile. Rocky non ha il coraggio di dire la verità e scappa. Gaia, profondamente delusa, decide che la fuga si farà in aeroplano e si impegna per costruirlo insieme alla fida Von: anche l’allestimento della catena di montaggio per il pasticcio di pollo, però, procede speditamente. Gallo Cedrone, vecchia mascotte della RAF, è pronto al decollo, ma qualcosa va storto. Il ritorno provvidenziale di Rocky permetterà di portare a buon fine il piano per la libertà.
Galline in fuga è un film d’animazione interamente realizzato con pupazzi di plastilina, prodotto dalla Aardman. Racconta l’aspirazione alla libertà e la sua ricerca tenace, a ogni costo. Film godibile sia per i bambini sia per gli adulti che potranno apprezzare, al di là della trama ben congegnata e del ritmo serrato, l’articolazione tematica giocata sulla parodia e sul riferimento iconografico all’esperienza storica dei campi di concentramento nazisti e a classici del cinema come Stalag 17 (1953), La grande fuga (1963), Fuga per la vittoria (1981). Dell’operazione colpisce favorevolmente l’equilibrio tra ricorso allo stereotipo di genere e il suo rovesciamento ironico che diventa discorso tematico: quanto di più lontano dall’epos eroico, infatti, di un pollaio, e quanto di meno indomito delle galline? Al tempo stesso non vi è forse nulla di più appropriato per rappresentare i processi di asservimento snaturante, a scopo economico, che l’uomo da sempre è portato a praticare sulla natura e sui suoi stessi simili. Particolarmente curata l’ambientazione, la colorazione dei fondali, l’illuminazione e la caratterizzazione dei personaggi. Tra tutti spiccano i caratteri contrapposti di Gaia e di Rocky. Gaia è la leader del gruppo, idealista e incrollabile nel non accettare compromessi di fronte a una condizione di asservimento e di annientamento: altruista e caparbia nel cercare un futuro migliore per l’intera comunità. Rocky, al contrario, è il classico bullo individualista e opportunista, dotato di grande fascino, che riesce sempre a cavarsela anche imbrogliando la gente: il film lo vuole americano, yankee superficiale e millantatore, ma potrebbe essere il tipico personaggio della commedia all’italiana che ha in Sordi l’interprete più rappresentativo. La vicinanza di Gaia, tuttavia, farà venire alla luce il suo lato migliore.
Utilizzazione:
il film è indicato per la scuola Media o per il biennio delle Superiori.
Perché questo film?
Galline in fuga utilizza un linguaggio semplice ma articolato ed estremamente efficace, che consente di coinvolgere emotivamente lo spettatore e di mettere a fuoco il tema della libertà come aspirazione fondante dell’essere umano e dell’intera creazione (Rm 8, 19-25). Permette di riflettere sui processi alla base di ogni modello storico di sfruttamento-asservimento e di definire, per analogia, le caratteristiche dell’esperienza storica del popolo ebraico, divisa tra schiavitù e liberazione. In questa prospettiva di approfondimento rientra anche il tema dell’oppressione della donna nelle diverse culture, e il cammino di conversione che anche la religione cattolica deve compiere a questo riguardo per realizzare il Vangelo di Gesù.
Nuclei tematici disciplinari:
la creazione: atto d’amore libero di Dio che chiama la creatura alla libertà nell’amore individuo e comunità: libertà dagli altri o libertà nella relazione? la libertà del popolo di Israele: la terra promessa le Madri di Israele: riscoprire le protagoniste della storia della Salvezza e superare il modello androcentrico di interpretazione della Bibbia la Nuova Legge di libertà dalla Legge
Nuclei tematici interdisciplinari:
la schiavitù nel XX secolo: l’olocausto ebraico e i gulag sovietici lo sfruttamento economico degli individui e dei popoli l’idea di libertà nella storia dell’Occidente la cooperazione come strumento per il miglioramento sociale e politico il tema della libertà nella letteratura di Orwell
Ricostruisci i profili dei seguenti personaggi:
1. Gaia
2. Rocky
3. Baba
4. Cedrone
5. Mrs. Tweedy
6. Mr. Tweedy
Questionario
1. A quale realtà storica fanno riferimento l’ambiente e gli stessi personaggi?
2. Perché gli autori, per questa storia, hanno scelto un allevamento di polli?
3. Che relazione c’è tra queste due realtà?
4. Il nome della protagonista, a tuo parere, è casuale oppure ha un significato?

