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Il castello errante di Howl

Sophie è una ragazza di 18 anni che si sente brutta e inadeguata e per questo si rifugia nel lavoro: fa la modista nella bottega ereditata dal padre e sembra muoversi di soppiatto nella vita, come per non farsi notare.
di Stefano Cagol |
 
Parole Chiave:
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Indice

Scheda Tecnica
Genere: Film d’animazione
Regia:
Hayao Miyazaki
Interpreti:
Sophie (voce italiana: Roberta Pellini), Howl (v.i.: Francesco Bulckaen), strega delle Lande (v.i.: Ludovica Modugno), Calcifer (v.i.: Luigi Ferraro), Markl (v.i.: Furio Pergolani), madam Suliman (v.i.: Maria Pia Di Meo), Heen (v.i.: Daijiro Harada)
Nazionalità:
Giappone
Anno di uscita:
2005
Soggetto:
dal romanzo “Howl’s Moving Castle” di Diana Wynne Jones
Sceneggiatura:
Hayao Miyazaki
Montaggio:
Takeshi Seyama
Musiche: Joe Hisaishi
Durata:
119′
Distribuzione:
Lucky Red Distribuzione

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Soggetto
Sophie è una ragazza di 18 anni che si sente brutta e inadeguata e per questo si rifugia nel lavoro: fa la modista nella bottega ereditata dal padre e sembra muoversi di soppiatto nella vita, come per non farsi notare. Un giorno, mentre la città è in festa per la grande parata militare, viene letteralmente travolta da Howl, giovane e affascinante mago che gioca a rubare il cuore alle ragazze. L’interesse di Howl attira su Sophie la gelosia furente della Strega delle Lande che la tramuta in una vecchia novantenne. Sophie non si perde d’animo, anzi solo ora la sua personalità sembra affiorare. Lascia la città e si avventura nelle Lande alla ricerca di un rifugio che troverà proprio nel castello in cui vive Howl. Diventa così la donna delle pulizie della strana casa animata dal demone del fuoco, Calcifer, con cui Howl ha stretto un patto misterioso. Mentre fuori infuria una guerra insensata che coinvolge suo malgrado anche il mago, Sophie con energia, determinazione, pazienza e una buona dose di autoironia trasforma lentamente il bizzarro castello in una casa accogliente e i suoi abitanti in una famiglia, riuscendo alla fine a restituire il cuore a Howl, che lo aveva ceduto a Calcifer in cambio di poteri magici più forti.

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Sintesi Critica
Dopo La città incantata, Miyazaki torna alla letteratura per l’infanzia con un romanzo inglese uscito nel 1986 (ma tradotto in Italia solo nel 2002). Il contesto, dunque, è occidentale, benché generico come si addice a una fiaba. Siamo infatti in un paese inglese (che unisce nel paesaggio tratti alsaziani, alpini e irlandesi) ai margini della brughiera all’inizio del ‘900, sulla soglia del grande conflitto. Le categorie orientali affiorano però nella connotazione dei personaggi che non è mai univoca: bene e male coesistono, così come la vecchiaia e la giovinezza in Sophie; e il percorso per giungere alla liberazione è complesso e non lineare. Ritornano i temi cari alla poetica del maestro giapponese, dal pacifismo al senso della natura come specchio e spazio di armonia interiore, ma questa volta vengono sviluppati in una più decisa chiave di educazione del cuore. Sophie non crede di poter essere amata per insicurezza legata all’età, mentre Howl gioca con i sentimenti perché ancora chiuso nel narcisismo infantile. La Strega delle Lande mostra il capolinea di un malinteso senso dell’amore in cui vanità e desiderio di possesso dell’altro immiseriscono la persona fino a privarla dell’intelletto. In questo contesto si inserisce anche il tema magico, come metafora del potere che diventa dissennatezza e finisce per annientare l’individuo e l’umanità.

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Scheda Didattica
Utilizzazione:
per la scuola Media.

Perché questo film?
È difficile trovare film che introducano il tema dell’affettività sviluppandone i presupposti necessari: la capacità di stabilire relazioni autentiche e il senso che collega tali relazioni allo sviluppo della persona e alla vita umana. Il film di Miyazaki riesce a farlo con una parabola ricca di invenzioni visive, di sottotesti tematici e di ironia. Particolarmente originale e significativa l’idea di sfondare un tabù del nostro tempo – la vecchiaia – e un mito: l’apparenza. Nel racconto la vecchiaia è parte della vita; dipende dalla persona valorizzarne le risorse, come fa Sophie, o subirne gli effetti distruttivi come capita alla Strega. Quanto all’apparenza, sotto l’aspetto di uno spaventapasseri dalla testa di rapa può celarsi un principe in grado di amare e di aiutare gli altri più di un affascinante rubacuori. E chissà che non sia proprio quello l’amore che attende Sophie nella realtà, dopo il sogno iniziatico di Howl (lei che fin da piccola detesta le rape)…

Nuclei tematici disciplinari:
1. l’essere umano chiamato all’amore e alla relazione con l’altro da sé
2. la conoscenza di sé alla base di ogni relazione
3. il dono consapevole di sé
4. l’amore come percorso continuo di crescita e di responsabilità reciproca
5. dalla coppia alla famiglia: l’amore, relazione esclusiva che apre a nuove relazioni di accoglienza

Nuclei tematici interdisciplinari:
1. la letteratura fantastica nel Novecento
2. il cinema d’animazione
3. il cinema di Hayao Miyazaki

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Attività Didattica
Il racconto filmico è davvero ricco di spunti di approfondimento tematico, da un punto di vista rappresentativo, metaforico e simbolico, purché si faccia attenzione a coglierli andando a cercarne il significato oltre la superficie narrativa. Per portare alla luce il maggior numero di elementi invitiamo i ragazzi singolarmente o in coppia a scegliere e a lavorare su di una delle immagini proposte (ognuna di esse offre materiale sufficiente per la messa a fuoco e l’approfondimento di un aspetto), mettendo poi a confronto i diversi elaborati.

Questionario

Cosa ti ha colpito di più in questa scena? Prova a leggerla come metafora dell’innamoramento, dei desideri e delle emozioni legate a quest’esperienza… quali elementi espressivi si prestano a questo tipo di lettura?

Perché dopo un primo momento di panico, la protagonista prende con filosofia la nuova condizione? Cosa le permette di accettarla? Ci sono degli elementi in particolare della sequenza che te lo suggeriscono? Com’è – aspetto fisico a parte – la “vecchia” Sophie rispetto alla “giovane”? Confronta la vecchiaia di Sophie con quella della Strega delle Lande dopo che Madame Suliman l’ha privata dei poteri: come si comporta? In che cosa differiscono le due “vecchie”? Cosa vuole suggerire il regista?

Qual è il percorso che deve compiere Sophie per liberare Howl e se stessa? Dove trova la chiave del mistero e come può accedervi? Questo spiega anche perché Calcifer, che non obbedisce a nessuno, sia remissivo nei confronti di Sophie e la lasci entrare in casa… Che cosa significa tutto questo al di là della narrazione? Qualcuno chiama questi legami che attraversano il tempo e lo spazio ‘destino’, il cristianesimo invece parla di ‘progetto’; altri ancora preferiscono parlare di ‘caso’. Tu cosa pensi?

Anche quando recupera il proprio aspetto giovanile, Sophie mantiene i capelli grigi: perché? Cosa vuole esprimere il regista attraverso questa scelta?

Com’è Howl quando Sohie lo trova? Cosa rischia suo malgrado? (come lo ammonisce Calcifer?) Che cosa riesce a operare nei suoi confronti Sophie? Che cosa lo libera? Prova a guardare questa immagine da un punto di vista simbolico: che cosa suggerisce riguardo alla differenza che esiste tra l’essere donna e l’essere uomo? Quali sono i tratti che caratterizzano in genere la femminilità? In che modo possono trasformare, arricchendola, la personalità maschile? Ti viene in mente qualche altra fiaba che esprime un concetto analogo? La liberazione che ha luogo è a senso unico?

Sophie opera anche la liberazione di Testa-di-rapa: che ruolo ha lo spaventapasseri nella storia? In che modo entra nel percorso di Sophie? La canzone che chiude il film sovrapponendosi alle battute conclusive, sembra buttare a gambe all’aria tutto il racconto: in che modo, secondo te, può conciliarsi con esso? Che ulteriore chiave di lettura offre alla fiaba?

Il castello errante di Howl - Sequenze video