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Kirikù e la strega Karabà

In un villaggio africano dove sono rimaste solo donne, vecchi e bambini, nasce Kirikù, un bambino prodigioso, autonomo fin dalla nascita, in grado di parlare, di camminare, di badare a se stesso.
di Stefano Cagol |
 
Parole Chiave:
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Indice

Scheda Tecnica
Genere:   Film d’animazione
Regia:
  Michel Ocelot
Interpreti:   I protagonisti del cartone animato: Kirikù, Karabà (voce italiana di Veronica Pivetti), la madre di Kirikù, lo zio di Kirikù, il nonno di Kirikù (voce italiana di Aroldo Tieri), i Feticci
Nazionalità:
  Francia
Anno di uscita:   1999
Sceneggiatura e disegni:   Michel Ocelot
Musiche:
  Youssou N’Dour
Durata:
  75′
Distribuzione:
  Mikado Film

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Soggetto
In un villaggio africano dove sono rimaste solo donne, vecchi e bambini, nasce Kirikù, un bambino prodigioso, autonomo fin dalla nascita, in grado di parlare, di camminare, di badare a se stesso. Appena viene a sapere dalla madre che il villaggio è vessato dalla strega Karabà che gli sottrae ogni risorsa, Kirikù decide di andare a combatterla. Tra l’incredulità e la diffidenza generale, il piccolo eroe riuscirà a sventare i piani della strega, restituirà l’acqua alla tribù, libererà i bambini rapiti. Nelle sue imprese, però, Kirikù è assillato da una domanda alla quale nessuno sa rispondere: perché la strega è cattiva? Per trovare la risposta dovrà affrontare l’impresa più ardua, recarsi dal Vecchio della Montagna – suo nonno – evitando il controllo del feticcio di Karabà. Quando, superati numerosi ostacoli, si trova alla presenza del nonno, questi gli svela il mistero: Karabà soffre per una spina che le è stata conficcata nella schiena e che lei non può, né vuole togliere, perché perderebbe i poteri magici e soprattutto proverebbe il dolore atroce che ha già patito una volta. Kirikù, tuttavia, è deciso a liberarla e lo farà; in cambio otterrà di crescere fisicamente – lui che è nato adulto – e sposerà Karabà.

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Sintesi Critica
Una fiaba incantevole che sposa il modello tradizionale di Pollicino con la cultura africana: nell’ambientazione come pure nella grafica dallo stile etnico raffinato e nelle musiche originali. Messo da parte il dualismo astratto proprio della fiaba europea, la lotta al male diventa lotta con la persona malvagia che deve essere liberata, al pari delle sue vittime. Il discorso è condotto all’interno di un quadro di riferimento psicologico e sociologico che non riconosce la dimensione metafisica; tuttavia il percorso salvifico posto in atto da Kirikù ha riconoscibili tratti cristologici, nel dono della propria vita per la salvezza della comunità, nella forza della debolezza e dell’amore, nell’abbandono fiducioso e rigenerante tra le braccia del Saggio della Montagna.

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Scheda Didattica
Utilizzazione:
film per la scuola Media Inferiore.

Perché questo film?
Il racconto particolarmente felice nell’integrazione di ogni sua parte (dall’intreccio ai dialoghi, al disegno, alla musica) mette bene in evidenza la rottura dell’armonia naturale operata dal male: nell’elemento straordinario rappresentato dalla strega, ma anche nella vita quotidiana – nelle divisioni interne al villaggio e tra i bambini stessi – e nella natura dove esistono animali d’indole feroce accanto ad altri mansueti. La magia stessa viene rappresentata come una difesa della strega dalla ferocia degli uomini e una rivalsa nei confronti di ciò che essa ha patito. È la via che da sempre l’umanità persegue: acquisire potere per difendersi, ma anche per dominare gli altri. La figura di Kirikù, invece, insieme a quella del nonno, permette di approfondire per metafora la rivoluzione di pensiero introdotta nella storia dell’umanità dalle religioni, dal Buddismo, in parte, e, in modo completo, dal Cristanesimo. In questa prospettiva, il film offre anche lo spunto per una puntualizzazione elementare sul satanismo, qualora i ragazzi subissero già il fascino degli horror esoterici.

Nuclei tematici disciplinari:
1. individuo e comunità
2. il male ordinario
3. il male straordinario
4. la magia: desiderio di potere sulla natura e sugli uomini
5. l’amore salvifico: la forza della debolezza
6. male e condizione umana: la risposta delle religioni
7. gli indemoniati nel vangelo
8. la libertà dell’uomo: l’opzione di fondo
9. la grazia e il battesimo

Nuclei tematici interdisciplinari:
1. la fiaba africana: l’arte dei griot
2. storia del disegno animato: la scuola franco-belga
3. educazione artistica: influssi dell’arte africana e primitiva nella pittura e nella scultura occidentale
4. educazione musicale: sonorità e coralità africane; influssi nella musica occidentale

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Attività Didattica
Il film deve essere analizzato in modo che i ragazzi riescano a operare il passaggio dall’aspetto narrativo-avventuroso a quello rappresentativo-tematico. In seguito, attraverso un questionario, si potrà verificare il grado di comprensione raggiunto e la capacità di attuare collegamenti con i contenuti disciplinari specifici.

Questionario
1. Sotto quali forme e in quali persone o animali Kirikù sperimenta il male nel racconto?
2. Kirikù scopre l’origine del male che affligge la strega e la libera: risolve così definitivamente ogni problema per il villaggio, oppure no?
3. Da cosa nasce, secondo voi, il male nelle cose di ogni giorno e come si può eliminarlo?
4. Le religioni cercano di dare una risposta al grande problema del male nella condizione umana. Cosa dice a questo riguardo il Buddismo? Dove pone l’origine del male e quale via indica all’uomo?
5. Cosa dice invece l’ebraismo? Cosa dice in più il cristianesimo?
6. Dove sta la differenza fondamentale tra la soluzione buddista e quella cristiana?
7. Kirikù è un esempio di eroe “debole”. Te ne vengono in mente altri? Qual è la loro arma vincente? Da cosa traggono la loro “forza”?

 

Kirikù e la strega Karabà - Sequenze video