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Paolo Borsellino

Dodici anni di lotta alla mafia, dal 1980 quando il giudice Rocco Chinnici incarica Paolo Borsellino del proseguimento delle indagini che portarono all'assassinio del capitano dei carabinieri Basile, fino al 19 luglio 1992...
di Stefano Cagol |
 
Parole Chiave:
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Indice

Scheda Tecnica
Genere:   Drammatico
Regia:
  Gianluca Maria Tavarelli
Interpreti:
  Giorgio Tirabassi (Paolo Borsellino), Ennio Fantastichini (Giovanni Falcone), Daniela Giordano (Agnese Borsellino), Elio Germano (Manfredi Borsellino), Andrea Tidona (Rocco Chinnici), Claudio Gioè (Antonio Ingoia), Giulia Michelini (Lucia Borsellino), Veronica D’Agostino (Fiammetta Borsellino), Nino D’Agata (Agostino Catalano), Carmelo Galati (Claudio Traina), Ninni Bruschetta (Ninni Cassarà), Pietro Biondi (Antonino Caponnetto), Ida Carrara (Maria Borsellino), Luigi Maria Burruano (Tommaso Buscetta)
Nazionalità:
  Italia
Anno di uscita:
  2004
Soggetto:
  Pietro Valsecchi
Sceneggiatura:
  Giancarlo De Cataldo, Leonardo Fasoli, Mimmo Rafele
Fotografia:
  Roberto Forza
Montaggio:
  Alessandro Heffler
Musiche:
  Paolo Buonvino
Durata: 195′
Distribuzione:
TaoDue Film

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Soggetto
Dodici anni di lotta alla mafia, dal 1980 quando il giudice Rocco Chinnici incarica Paolo Borsellino del proseguimento delle indagini che portarono all’assassinio del capitano dei carabinieri Basile, fino al 19 luglio 1992, il pomeriggio dell’agguato in via D’Amelio: dalla costituzione del pool antimafia con i giudici Chinnici e Falcone, Di Lello e Guarnotta, e gli investigatori Cassarà e Montana, al maxiprocesso che porta a giudizio centinaia di imputati per reati mafiosi – processo istruito all’interno del carcere di massima sicurezza dell’Asinara per proteggere i magistrati e le loro famiglie – alla realizzazione della Procura Nazionale Antimafia voluta da Falcone per un coordinamento investigativo più efficace. Una strada in salita percorsa senza cedimenti da Paolo Borsellino, dai suoi colleghi e amici, nella “perfetta coscienza” che questo sarebbe loro costato la vita, ma insieme nella “perfetta coscienza” che il dovere va svolto fino in fondo, per amore della libertà civile, a difesa di una società in cui a valere sia il diritto, non il potere criminale colluso con le istituzioni. Una lotta che chiede prima di tutto una conversione di mentalità, una nuova coscienza della gente nei confronti del fenomeno mafioso, come il giudice Borsellino sa per esperienza personale; e chiede persone che testimonino con convinzione autentica questo ideale di libertà ai figli, perché a loro volta essi sappiano portarlo avanti.

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Sintesi Critica
Prodotto per la TV da Pietro Valsecchi e diretto da Gianluca Tavarelli, il film, trasmesso in due puntate da Canale 5 lunedì 8 e martedì 9 novembre 2004, ha la compattezza e la forza del miglior cinema italiano di impegno civile. La fiction accosta la realtà con discrezione; come afferma il regista: “Non c’è nulla che sia stato inventato per cercare di emozionare gli spettatori o per accentuare l’eroismo dei protagonisti. Anche la parola eroismo ha un suono più da epopea di Omero che da vita quotidiana. E infatti l’eroismo di queste persone è un eroismo quotidiano, fatto di scelte quotidiane, di mogli, figlie e fidanzate che ti aspettano a casa e che non ti vedranno tornare. Persone che non torneranno a casa non perché “eroi” ma perché artefici di scelte che riguardano quello che è giusto fare. Scelte che ci parlano del coraggio di fare semplicemente il proprio dovere. Senza mezze misure, senza retromarce, senza ripensamenti. E di quanto tutto questo sia difficile e costoso”. Il film riesce a descrivere bene questa dimensione etica interiorizzata che anima le persone e le spinge a portare la propria azione fino in fondo, nonostante sia chiaro a cosa vanno incontro. Forse l’aspetto più riuscito del film è la relazione viva tra la dimensione civile del magistrato e quella familiare, il modo in cui l’impegno del padre si riflette nelle relazioni domestiche, mettendole a dura prova, ma ottenendone alla fine rafforzamento degli affetti e partecipazione ideale. La seconda parte del film – con il magistrato che conosce la propria “morte annunciata” e vorrebbe attutirne la ricaduta affettiva sui familiari; la moglie che vive silenziosamente ogni distacco quotidiano come un addio definitivo; i figli che sostengono per quanto possibile l’impegno del padre, ha il valore di una “passione” in figura Christi, dove la sconfitta della morte – delle morti – è vinta dalla grandezza morale delle persone e, soprattutto, dall’eredità coscientemente raccolta dai figli. Il film, sorretto in modo straordinario dagli interpreti, si pone nella stessa prospettiva ideale: monito a non dimenticare, invito a portare avanti la lotta di quei testimoni.

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Scheda Didattica
Utilizzazione:
per la lunghezza e per il tema che affronta, il film si presta in particolare per assemblee di istituto, “finestre didattiche”, potenziamenti dell’attività formativa, così come per progetti interdisciplinari di educazione civica.

Perché questo film?
Rivolgendosi direttamente alle nuove generazioni, il film rappresenta con efficacia e concretezza l’importanza della libertà civile e la necessità che ogni cittadino si impegni a difenderla in ogni ambito di vita.

Nuclei tematici disciplinari:
1. identità e missione del laico nella Chiesa e nella società
2. la trasmissione della fede: testimonianza di vita
3. il concetto di santità e di martirio
4. “Regno di Dio” e “Città dell’Uomo”
5. la famiglia, luogo di comunione e di condivisone di un progetto di vita

Nuclei tematici interdisciplinari:
1. il bene comune
2. lo stato di diritto: libertà civile e difesa della legalità
3. caratteri e storia del fenomeno mafioso
4. vecchia e nuova criminalità organizzata in Italia
5. la lotta alla criminalità: doveri istituzionali e doveri civili
6. la famiglia e la sua natura di soggetto sociale

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Attività Didattica
In questo caso un questionario verbale sembra il più indicato per approfondire il tema e l’opzione di fondo che sorregge l’azione del giudice Borsellino e dei suoi colleghi. Il questionario può introdurre il lavoro di approfondimento dell’insegnante, permettendogli di verificare il grado di sensibilità e di condivisione ideale dei ragazzi, oppure può seguire tale lavoro, come momento di sintesi e di verifica di nuclei tematici specifici disciplinari o interdisciplinari. Una traccia per il primo tipo di lavoro potrebbe essere la seguente:

Questionario
1. Cosa ha permesso al giudice Borsellino di portare avanti il proprio compito nonostante la morte dei colleghi e la minaccia personale? Perché ha accettato questo rischio e questa sorte?
2. Che cosa ha permesso alla moglie e ai figli di accettare a loro volta la sorte del loro caro?
3. Nel film il figlio Manfredi studia giurisprudenza: sai che lavoro ha scelto di fare dopo la laurea?
4. Se tu ti fossi trovato al posto di uno di quei figli, come pensi avresti reagito?
5. Cos’è per te il “bene comune”?
6. Cosa significa per te la libertà di cui parla il giudice Borsellino durante la marcia per la lotta alla mafia in seguito alla morte di Falcone?
7. Quanto saresti disposto a pagare per essa?
8. Che differenza c’è, a tuo parere, tra un uomo che offre la vita per il bene comune e un santo? Argomenta.
9. Cosa devono a un uomo come questo gli uomini che appartengono alla società per cui lui ha dato la vita? Se fossi stato tu a morire ti aspetteresti qualcosa da loro?

 

Paolo Borsellino - Sequenze video