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Viaggio in Inghilterra

Oxford, 1952: Clive Staples Lewis, Jack per gli amici, è un affermato docente di letteratura medievale, scrive fiabe per l’infanzia e tiene conferenze alle associazioni cristiane che lo apprezzano per le brillanti doti apologetiche.
di Stefano Cagol |
 
Parole Chiave:
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Indice

Scheda Tecnica
Genere:   Drammatico
Regia:
  Richard Attenborough
Interpreti:   Anthony Hopkins (Jack/C.S. Lewis), Debra Winger (Joy Gresham), Edward Hardwicke (Warnie Lewis), John Wood (Christopher Riley), Michael Denison (Harry Harrington), Joseph Mazzello (Douglas Gresham), Leigh Burton Gill (Signora Parrish), Daniel Goode, Toby Whithouse, James Frain, Robert Flemyng, Peter Howell, Andrew Hawkins
Nazionalità:
  Gran Bretagna
Anno di uscita:
  1994
Sceneggiatura:
  William Nicholson
Fotografia:   Roger Pratt
Montaggio:
  Lesley Walker
Musiche:
  George Fenton
Durata:
  130′
Distribuzione:
  Eagle Pictures HV

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Soggetto
Oxford, 1952: Clive Staples Lewis, Jack per gli amici, è un affermato docente di letteratura medievale, scrive fiabe per l’infanzia e tiene conferenze alle associazioni cristiane che lo apprezzano per le brillanti doti apologetiche. La sua vita sembra scorrere su un binario ormai consolidato e gratificante, dentro un ambito di amicizie intellettuali maschili, nella convivenza con il fratello più anziano, Warnie, e nel contatto stimolante, ma verticale, con gli studenti. L’incontro con l’americana Joy Gresham, tuttavia, lo sorprende, sconvolgendogli ogni piano preordinato. Gradualmente la donna lo conduce all’amicizia, a un matrimonio di facciata per consentirle il soggiorno in Inghilterra dopo il divorzio dal marito, all’amore e a un matrimonio vero, quando si ammala gravemente di cancro. Un miglioramento inaspettato permette loro di godere un periodo di normalità e di felicità, cui segue la ripresa del male e infine la morte. Di fronte all’esperienza personale del dolore e alla preclusione della felicità, Jack, che aveva teorizzato la natura strumentale della sofferenza per far crescere l’uomo, entra in crisi: ora è senza risposte. L’esperienza dell’amore, tuttavia, lo ha maturato e gli consente di scegliere il dolore come parte della felicità di ieri, al posto di una sicurezza solitaria e infantile.

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Sintesi Critica
Il film, di vibrante presa emotiva, racconta l’esperienza intellettuale e umana di C. S. Lewis, studioso inglese (1898-1963), convertito in età adulta al cristianesimo di confessione anglicana, saggista, brillante apologista, e ancora autore di libri fantasy per l’infanzia. Al centro del racconto non è la conversione, che è data per acquisita, ma il confronto tra una conoscenza intellettuale, astratta di Dio e l’esperienza che coinvolge la vita intera della persona e la trasforma attraverso l’amore, rendendola pienamente umana e capace di gioia, nonostante il dolore. C’è, tuttavia, una singolare corrispondenza tra le modalità con cui il film narra il "cedere" progressivo di Jack all’amore per Joy, e il modo in cui il vero Lewis descrive nell’autobiografia la propria conversione: "Mi resi conto che cercavo di sfuggire o di chiudere fuori qualcosa. Sentii che mi si offriva, in quel momento, una libera scelta. Potevo aprire la porta o tenerla chiusa; togliermi l’armatura o tenerla. Nessuna delle due alternative mi veniva presentata come un obbligo; nessuna minaccia o promessa le accompagnava per quanto sapessi che aprire la porta o togliermi il corsaletto voleva dire l’incommensurabile". Anche se il film non rende conto compiutamente della dimensione religiosa di Lewis, riesce però a comunicare questo primato dell’amore, scelta libera e nel contempo necessaria per chi si pone con tutto se stesso alla ricerca della verità. Non un amore astratto, ma una relazione personale, che costringe a lasciare il porto sicuro delle certezze razionali, delle abitudini rassicuranti, e ad aprire la propria porta all’altro da sé; a misurarsi alla pari con lui e a crescere, accettando il mistero di un amore che è presenza gioiosa, e insieme privazione dolorosa.

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Scheda Didattica
Utilizzazione:
la natura argomentativa del testo e dei dialoghi, la finezza della connotazione culturale nella rappresentazione dell’alterità tra Jack e Joy, l’età stessa dei protagonisti, che non attiva nella visione il processo di identificazione da parte dei ragazzi, rendono il film adatto al triennio delle Superiori.

Perché questo film?
Il dato negativo della condizione umana – la sofferenza – costituisce da sempre un quesito fondamentale nell’indagine filosofica e teologica, nonché l’obiezione principale che la ragione umana muove alla fede.

Nuclei tematici disciplinari:
1. amore e sofferenza nella condizione umana
2. libertà e necessità nell’esperienza di fede e d’amore
3. Antico Testamento: l’osservatore Qoelet e l’interpellante Giobbe
4. Nuovo Testamento: il crocifisso e la logica di Dio
5. il dolore nell’arte: L’urlo di Munch e La deposizione di Giotto nella cappella degli Scrovegni in corrispondenza con Le nozze di Cana)
6. la Shoà e gli altri genocidi del XX secolo: radicalizzazione storica del male e problema della permissione del male
7. filosofia e teologia: unite nella domanda, distinte nella risposta

Nuclei tematici interdisciplinari:
1. vie filosofiche alla conoscenza di Dio
2. funzione della letteratura ed esperienza personale
3. l’arte tra sofferenza e amore
4. generi letterari: origini e caratteri del fantasy

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Attività Didattica
A Dio importa della sofferenza degli uomini? Vuole felici le sue creature? Come possono conciliarsi l’idea di un creatore “buono” e la realtà di una creazione condizionata inevitabilmente dal male e dalla sofferenza? Il problema è centrale nella storia e nella cultura del XX secolo, che per lo più lo ha vissuto ed elaborato dentro una prospettiva atea e nichilista. Il film di Richard Attenborough, Viaggio in Inghilterra, in originale intitolato, in modo più pertinente, Shadowlands ("Terra delle ombre") lo affronta invece a partire dalla vita di uno studioso che, muovendo da posizioni agnostiche, approda a una dimensione di fede, guidato non dall’esperienza del male e dell’impotenza umana di fronte ad esso, quanto piuttosto dal desiderio originario e inestinguibile della felicità. La visione del film dovrebbe essere corredata dalla presentazione del personaggio reale e dalla lettura di passaggi della sua autobiografia Sorpreso dalla gioia (trad. it. 1981, Jaca Book) ed eventualmente da Diario di un dolore (trad. it. 1990, Adelphi) che, insieme alle lettere di Joy Gresham, è l’opera a cui fa riferimento il film.

Questionario
1. Analizza il personaggio di Jack e la sua evoluzione. Quali sono le tappe fondamentali del suo percorso di maturazione?
2. Due volte in questa vita mi è stato dato di scegliere: da bambino e da uomo. Il bambino ha scelto la sicurezza; l’uomo sceglie la sofferenza. Il dolore di oggi fa parte della felicità di ieri: bisogna accettarlo. Quali sicurezze ha lasciato Jack? In che modo lo ha aiutato Joy?
3. Io non sono sicuro che Dio ci voglia felici. Credo che ci voglia capaci di amare e di essere amati; vuole vederci crescere. E io sostengo che proprio perché Dio ci ama, ci fa il dono della sofferenza. O, per dirla in altre parole, il dolore è il megafono di Dio che risveglia un mondo sordo. Valuta la posizione di Jack, dal punto di vista del suo pensiero, in ordine alla sofferenza nella condizione umana: c’è discrepanza tra le premesse e il punto d’approdo? Il percorso umano che Jack compie, contraddice quanto egli credeva e affermava all’inizio e durante il film? Esponi le tue argomentazioni.
4. Cerca informazioni sulla vita di C. S. Lewis e sulla sua fede, poi confrontale con il personaggio presentato nel film.

 

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