Che cosa è il millenarismo?

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Il millenarismo (o chiliasmo, in greco chilo significa "mille") è una dottrina già presente nel giudaismo. È la credenza nell’avvento di una (ulteriore) nuova alleanza tra Dio e gli uomini, che si realizzerebbe in un reale rinnovamento di questo mondo.
Da quanto esiste un pensiero millenarista?

  • Un millenarismo antico prevede che il regno di Cristo in gloria si verifichi fra una prima risurrezione, che sarebbe solo dei giusti, e una seconda, riservata ai dannati. A questa seguirebbe dunque il giudizio universale come assegnazione eterna delle pene e dei godimenti.
  • Un millenarismo recente insiste invece sulla distinzione fra premillenarismo e postmillenarismo. Nel primo caso la nuova venuta di Cristo (parusia intermedia) è attesa prima del millennio, che potrà instaurarsi solo grazie a tale nuovo avvento. Nel secondo caso la parusia avrà carattere escatologico e si porrà al termine del periodo di mille anni.

Il termine millennio, su cui ruota tutta la teoria del chiliasmo, ricorre nell’Apocalisse di Giovanni per sei versetti consecutivi, e si trova prefigurato in altri due passi biblici: «Ai tuoi occhi, mille anni / sono come il giorno di ieri che è passato, / come un turno di veglia nella notte» (Salmo 89,4) e «Una cosa però non dovete perdere di vista, carissimi: davanti al Signore un giorno è come mille anni e mille anni come un giorno solo» (Seconda lettera di Pietro 3,8).

Apocalisse 20,2-7 2
2 Afferrò il dragone, il serpente antico – cioè il diavolo, Satana – e lo incatenò per mille anni; 3 lo gettò nell’Abisso, ve lo rinchiuse e ne sigillò la porta sopra di lui, perché non seducesse più le nazioni, fino al compimento dei mille anni. Dopo questi dovrà essere sciolto per un po’ di tempo. 4 Poi vidi alcuni troni e a quelli che vi si sedettero fu dato il potere di giudicare. Vidi anche le anime dei decapitati a causa della testimonianza di Gesù e della parola di Dio, e quanti non avevano adorato la bestia e la sua statua e non ne avevano ricevuto il marchio sulla fronte e sulla mano. Essi ripresero vita e regnarono con Cristo per mille anni; 5 gli altri morti invece non tornarono in vita fino al compimento dei mille anni. Questa è la prima risurrezione. 6 Beati e santi coloro che prendon parte alla prima risurrezione. Su di loro non ha potere la seconda morte, ma saranno sacerdoti di Dio e del Cristo e regneranno con lui per mille anni. 7 Quando i mille anni saranno compiuti, Satana verrà liberato dal suo carcere

Esso annuncia l’inizio di un’era nuova nel segno della pace universale, conseguente a un temporaneo trionfo di Cristo e dei suoi santi e all’imprigionamento provvisorio di Satana, simbolo della vittoria delle forze del bene su quelle del male. Il millennio nella cultura giudaica anticipa l’idea di un momento escatologico che si presenta come "fine", come giudizio e come salvezza, del popolo eletto e, conseguentemente, dell’umanità intera. Il Millennio, non è dunque un’entità cronologica, nella visione giudaica, ma rappresenta una fine temuta o sperata. La differenza fondamentale del concetto di millennio fra la visione cristiana e quella giudaica, risiede proprio nella collocazione del millennio, rintracciabile nei Vangeli sinottici e nell’Apocalisse giovannea: nella visione cristiana, il millennio diviene un’entità cronologica. Nel medioevo il pensiero cristiano è volto a riconoscere nella storia dell’umanità le tappe del diffondersi del Regno di Dio, e a cercare nella realtà le tracce di un progetto divino, di un disegno. Dante vede la storia di Roma e la nascita dell’impero come il compiersi del progetto di Dio, che ha come scopo il diffondersi del cristianesimo nell’impero universale e la venuta del Regno di Dio. In particolare nel canto sesto del Paradiso, in cui Dante incontra l’imperatore Giustiniano, beato nel cielo di Mercurio, si ripercorre la storia dell’aquila, cioè la storia dell’impero, proprio in questa chiave di lettura. L’aquila viene definita il “sacrosanto segno”, per ribadire la vocazione divina dell’impero.

Paradiso, canto VI, 28-36

«Or qui alla queston prima s’appunta
la mia risposta; ma sua condizione
mi stringa a seguitare alcuna giunta,
perché tu veggi con quanta ragione
si move contr’al sacrosanto segno
e chi ‘l s’appropria e chi a lui s’oppone.
Vedi quanta virtù l’ha fatto degno
di reverenza; e cominciò dall’ora che pallante morì per darli regno.»

Dunque Dante ritiene che il potere discenda direttamente da Dio: da qui nasce la sua concezione dell’organizzazione politica, che vede il potere politico nelle mani dell’imperatore, che ha il compito di unificare tutto il mondo sotto un’unica insegna, e il potere spirituale nelle mani del papa, che è responsabile della cura delle anime.

Purgatorio, canto XVI, 106-108

«Soleva Roma, che ‘l buon mondo feo,
due soli aver, che l’una e l’altra strada
facean vedere, e del mondo e di Deo.»

Di fronte al momentaneo fallimento del suo disegno politico, poiché “è giunta la spada col pastorale”, Dante nutre la speranza che sia in procinto di venire un imperatore (probabilmente Arrigo IV) che possa ristabilire l’ordine perduto. Non si accorge che i tempi sono ormai cambiati: l’impero ha fatto la sua storia e sta nascendo ormai l’era delle Nazioni, in cui prende sempre più importanza e ricchezza una nuova classe sociale, la borghesia.
Qual è la natura del godimento nello stato millenaristico? 

  • Il millenarismo concreto prevede che il mondo duri sei giorni, ognuno di mille anni, più un settimo giorno anch’esso di mille anni, interpretazione letterale del primo capitolo della Genesi: il settimo e ultimo millennio vedrebbe l’avvento messianico e il godimento di tutti i benefici temporali (trionfo di Israele, abbondanza di ricchezze, ecc.). 
  • Il millenarismo spirituale prevede che il godimento abbia natura principalmente spirituale benché non privo dei benefici temporali. Tale formula trovò fortuna principalmente nel corso del medioevo.

Una forma di millenarismo? I movimenti messianici>>