Le minoranze religiose: che cosa è una minoranza religiosa?

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Per minoranza si intende in genere un gruppo umano, i cui appartenenti si percepiscono e/o sono percepiti dall’esterno come separati dal resto della società. E ciò, in conseguenza di una messa in atto di confini sociali soggettivi e/o oggettivi, a partire in genere da dati quantitativi, che porta spesso a connotare i suoi appartenenti in modo negativo e, comunque, a considerarli isolati e marginali nei confronti del più generale tessuto sociale. Tra gli elementi costitutivi delle minoranze vi sono la mancanza di potere in rapporto ai gruppi dominanti o fattori discriminanti di vario tipo, linguistici, razziali ecc. Quanto alla formazione delle minoranze religiose, diverse sono le cause: il sorgere di una nuova religione da una tradizione precedente da cui prende progressivamente le distanze; nel caso delle religioni a vocazione universalista, la loro spinta missionaria, che le porta a costituire gruppi isolati di credenti nelle più diverse parti del mondo, in cui spesso si vengono a trovare in situazione di minoranza; la formazione, tipica nella storia del cristianesimo, di dissidenze e gruppi marginali, che vengono condannati come eretici, talora riuscendo a convivere con le forme dominanti in determinati paesi in situazione di minoranza.
(F. Pajer, G. Filoramo, Tante religioni un solo mondo, SEI, 2010)

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