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<<Apocalisse e apocalittica
G. Filoramo, Millenarismo e New Age. Apocalisse e religiosità alternativa, Dedalo 1999
Di fronte ai "non-luoghi" della tarda modernità, oggi il campo della religiosità alternativa si presenta come un "luogo" di riflessione privilegiato. Dai nuovi movimenti religiosi alla New Age, infatti, i vari segmenti che compongono la galassia della religiosità alternativa si configurano come possibili luoghi di identità, "resti" di un passato che pareva definitivamente sepolto dalla secolarizzazione o prospettive e previsioni sul futuro del nuovo millennio. Il saggio si propone di riflettere su di un luogo obbligato ma, forse, non sufficientemente approfondito nelle sue premesse, nella sua complessità, nelle sue articolazioni, nelle sue conseguenze: l’incombere, favorito dalla fine del millennio, di concezioni apocalittiche, millenaristiche, catastrofiche. Dopo aver ricordato lo sfondo storico-religioso dell’apocalittica contemporanea, analizza poi il "sacro intimo" come esempio del viaggio apocalittico individuale nei "cieli" della propria interiorità, con particolare attenzione alla dimensione apocalittica e millenaristica di attesa imminente caratteristica della New Age; conclude con alcune riflessioni sulla "fine del tempo" e la cattura della fine in alcune apocalissi culturali tipiche della religiosità alternativa.
M. Introvigne, Mille e non più mille. Millenarismo e nuove religioni alle soglie del Duemila, Gribaudi, Milano 1995
Il volume si apre con una sezione intitolata Che cos’è il millenarismo (pp. 9-61), dove trova spazio la discussione scientifica — proponendo distinguo e chiarificazioni tutt’altro che accademiche — circa le definizioni e le tipologie del fenomeno che, quanto alla seconda voce contemplata, si articola in tipi di millenarismo messianico, avventista e gnostico, e dove l’autore non tralascia di trattare anche il premillenarismo classico e il postmillenarismo. Così, attraverso una carrellata densa, vasta e precisa il volume intende rispondere al quesito circa l’origine del "millenarismo", al di là dello specifico riguardante quanti s’industriano a divinare, "con precisione" puntualmente finora smentita, la data dell’avvento della nuova era, e pure al di là dell’appuntamento con il "Grande Due e Triplo Zero" (p. 9) — come i millenaristi hanno indicato, un po’ "cabalisticamente", l’anno 2000 — attualmente la scadenza più gettonata.
Di suo, l’attesa della fine del mondo non coincide soltanto con la "questione dell’anno Duemila"; si tratta, infatti, d’un atteggiamento che s’è ripetuto con una certa continuità nel corso della storia occidentale, soprattutto — magari con "orrore" dell’intelligentsia laicista — nell’epoca moderna, e che si rinnova a ogni fin de siècle — espressione nata proprio in ambiti millenaristi ottocenteschi —, spesso in concomitanza di avvenimenti politicamente e storicamente forti, dalla rivolta protestante di Martin Lutero alle lotte politiche inglesi, dalla Rivoluzione francese a tutto il secolo XIX soprattutto francese, fra secolarismo laico-massonico e reazione cattolica.
L’immaginazione millenaria
Spetta alla moderatrice Mariachiara Giorda introdurre il tema dell’incontro: i millenarismi, ossia quei movimenti messianici che si rifanno ai versetti dell’Apocalisse e narrano un periodo di mille anni corrispondenti alla seconda venuta di Cristo in terra. Queste suggestioni profetiche della catastrofe imminente sono ancora attuali nella nostra epoca contemporanea?
Il primo relatore, l’ingegnere Roberto Vacca, tenta di esplicare la forma moderna di profezia: quella tecnico-scientifica, basata su modelli matematici. Nota il relatore che spesso si è voluto prevedere attraverso questi modelli dei fenomeni troppo complessi, dalle variabili troppo numerose, per essere effettivamente e scientificamente predicibili. Da questa constatazione della complessità della realtà, nascono i timori e quelle che Vacca definisce le “previsioni apocalittiche” della scienza, i pericoli immaginari.
Se la più classica di queste è per l’appunto l’ “Olocausto nucleare”, dovuto all’esistenza di centinaia di chili di esplosivo per persona, altre catastrofi derivano dall’idea della complessità tecnologica. L’esempio più lampante è quello della crisi economica, dovuta all’enorme proliferare della speculazione, gestita per lo più da computer, di titoli finanziari slegati dall’economia reale.
Il professor Vincenzo Pace riporta il focus sul fenomeno millenaristico proprio della religione. Il sociologo concorda con l’ingegnere nel ritenere che la complessità della realtà dia forte insicurezza. Esemplari sono i movimenti evangelici americani di matrice protestante, che collegano ogni fenomeno, politico, economico e sociale a un versetto biblico, interpretandoli come segnali dell’imminente fine dei tempi. L’importanza socio-politica di tali movimenti è fondamentale, rileva Pace, per spiegare per esempio la retorica di guerra contro il Male di George W. Bush, conscio di toccare le corde spirituali di gran parte degli americani.
(Da Torino Spiritualità – VINCENZO PACE, ROBERTO VACCA, L’immaginazione millenaria)
